Francisco Veludo, nuovo portiere dell’Ubroker Bassano
Presentato Francisco Veludo, nuovo portiere dell’Ubroker Bassano. Ingaggiato con una trattativa lampo, è stato presentato ufficialmente al palasport il nuovo portiere, colui che raccoglierà l’eredità di Adria Català. Veludo, portoghese, 33 anni da compiere ad ottobre, è reduce dall’esperienza col Tomar e in Italia ha già giocato nel 2018 a Vercelli e l’anno seguente a Breganze. Ora approda in giallorosso un portiere di statura internazionale.
Le parole di Veludo
“Quando si è manifestata l’opportunità di Bassano l’ho colta al volo – confida Francisco – questa è una piazza importante che ha voglia di tornare a vincere e anch’io desidero conquistare trofei. La città la conoscevo sin dalle mie precedenti parentesi italiane, in particolare a Breganze e con alcuni compagni come Andrea Scuccato o Samuel Amato ho già giocato assieme. Tutti gli altri li conosco invece per averli già affrontati più volte da avversario. Mentre coach Miguel Viterbo, mio connazionale, l’ho incrociato in pista da avversario quando ero molto giovane e lui giocava ancora. Tuttavia mi è noto di fama: le sue squadre si differenziano per disciplina e organizzazione tattica. Il lavoro che ha fatto al Valongo è sotto gli occhi di tutti. E per quello che ho potuto vedere quest’anno ai playoff, mi pare che già in poche settimane abbia modellato contro il Forte una formazione molto quadrata. Ed è solo all’inizio della sua opera…”.

Tre domande a Veludo
Che tipo di portiere sei?
“Innanzitutto a quasi 33 anni credo di essere molto più solido e affidabile rispetto alla prima volta che sono venuto in Italia. Da allora ritengo di essere cresciuto in maturità, mestiere e personalità. Tecnicamente sono molto reattivo ed esplosivo, poi col tempo ho affinato anche qualità di posizione. Ma c’è sempre da migliorare e progredire, non mi accontento”.
Trissino e Forte dei Marmi partiranno davanti a tutti. L’Ubroker Bassano dove lo collochi?
“Indubbiamente Trissino e Forte dei Marmi saranno le favorite annunciate. Ma dico sempre che conta come arrivi nei momenti decisivi della stagione. Per dire, la Coppa Italia l’ha vinta il Sarzana che non era certo quella più pronosticata, eppure tra marzo ed aprile stava meglio di tutte. Se raggiungi le final four o i playoff scudetto con tutto l’organico in condizione diventi un osso duro per chiunque e puoi ribaltare qualunque certezza, Eppoi questo campionato mi piace da sempre poiché a differenza di Spagna e Portogallo è molto più incerto, c’è maggiore equilibrio e può vincere davvero qualunque squadra”.
Fuori dal campo cosa ti diverte?
“Mi piace il calcio e pure il futsal, il calcetto. Ecco lì sarei un attaccante non di sicuro un portiere. Sono poi un fan assoluto di hockey ghiaccio che ho sempre seguito in tv perché in Portogallo non esiste. La playstation è un gran passatempo e adoro la cucina italiana, spettacolare. Ma adesso testa alla stagione, i miei compagni si stanno ancora allenando ma io voglio arrivare alcuni giorni prima del raduno per essere già pronto atleticamente, non vedo l’ora di iniziare”.



