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    L’intervista ad Alessandro Bertolucci, coach della Nazionale Italiana

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    L’intervista ad Alessandro Bertolucci, coach della Nazionale Italiana

    Abbiamo avuto il piacere di sentire per un’intervista Alessandro Bertolucci, coach della Nazionale Italiana, prima dell’inizio del raduno della squadra Senior. Terminato oggi il primo raduno dell’U19, e presto usciranno le convocazioni, inizia quello dell’Italia verso i Campionati Europei di Sant Sadurnì d’Anoia (Spagna), in programma dal 17 al 22 Luglio. 

    Passi dal raduno dell’U19 a quello Senior..

    Si esatto. Con l’U19 abbiamo fatto cinque allenamenti. Avevo bisogno di visionare una quindicina di ragazzi: sono stati bravi nonostante fossero fermi da un po’. Si sono impegnati, ho preso appunti per convocarne qualcuno al raduno di fine Agosto. I convocati usciranno tra poco: ne avevo 5/6 già selezionati e ne aggiungerò altri 3 o 4.

    La senior bene: abbiamo lavorato bene la prima settimana conclusa con questo torneo in Catalunya che è andato a parer mio molto meglio del previsto. Cioè grande impegno, grande dedizione da parte di tutti i ragazzi, specialmente quelli diciamo che non erano mai stati in nazionale. È stato affrontato con spensieratezza.

    Abbiamo giocato, come si dice, faccia a faccia. Voglio cercare di trasmettere questa mentalità offensiva, sia nella fase d’attacco che nella fase difensiva, per cercare di giocarci le partite faccia a faccia con gli avversari di rango. Trasmettere questa mentalità qui, che passa attraverso la maniera di lavorare che abbiamo, e di prendere il coraggio nel fare le cose perché secondo me ci sono le qualità per poter fare bene.

    Alessandro Bertolucci coach Nazionale
    Foto di Alba Tarres

    Sebbene le assenze importanti, i ragazzi nuovi hanno risposto molto bene…

    Ci sono delle assenze importanti, alcuni hanno disdetto per lavoro, alcuni per infortunio. Però io dal primo giorno che ci siamo ritrovati, ho parlato chiaro soprattutto a quelli che ho chiamato dopo dicendo che io ho fiducia. L’ambizione mia e l’ambizione della squadra non deve assolutamente cambiare: è quella di andar là e provare a vincere l’europeo. Io ho trasmesso subito fiducia a chi è arrivato.

    Primo avversario all’Europeo sarà il Portogallo, già affrontato due volte. Che ti aspetti da loro?

    Il Portogallo è una squadra che ambisce al titolo, ed è formato da grandissimi campioni. Abbiamo visto che già da queste due partite ti possono inventare una giocata in qualsiasi momento perché hanno grandi individualità. Però anche parlando con l’allenatore del Portogallo e parlando coi giocatori, si sono resi conto che anche noi abbiamo qualcosa da dire. Mi hanno detto che è difficile giocare contro di noi, che hanno fatto fatica, quindi insomma incutiamo un pochino di terrore anche noi.

    Alessandro Bertolucci coach Nazionale
    Foto di Kilian Catedra

    E sulla formula del torneo?

    La formula ci dà la possibilità nel girone di ruotare un pochino. Alla fine poi non sono determinanti le tre partite contro Spagna, Portogallo e Francia, perché poi troverai di là una tra Inghilterra, Germania, Svizzera e Andorra. È una buona formula: perché cerca di riproporre le semifinali tra le quattro diciamo più forti. Anche se bisogna stare sempre attenti alle outsider che sono dall’altra parte, e prenderle con le dovute pinze. Non bisognerà neanche arrivare troppo stanchi, quindi ci sarà da fare delle rotazione durante i primi tre giorni.

    Questa settimana di raduno come pensi di gestirla?

    Faremo i primi tre o quattro giorni con doppie sedute dove spingeremo tanto sia a livello di funzionale sia a livello di forza. Poi durante la settimana andremo anche a gestione dei recuperi: perché comunque fa caldo e siamo a fine stagione, quindi i ragazzi dovranno aver voglia di allenarsi ed allo stesso tempo recuperar bene. Lavoreremo tanto sulla parte tattica.

    Alessandro Bertolucci coach Nazionale
    Foto di Alba Tarres

    Ci sono aspetti su cui ti focalizzerai?

    In questa settimana voglio lavorare ancora un pochino sull’intensità della fase difensiva, e più attenzione sul blocco delle ripartenze dei contropiedi avversari. Voglio perfezionare ancora il blocco sulle ripartenze di contropiede. In attacco i meccanismi sono stati, devo dire la verità, molto meglio di quello che pensavo. Quindi manteniamo il solito tipo di lavoro tattico in fase offensiva. Lavoreremo tanto sulla mentalità e sul coraggio, come dicevo prima, di affrontare la partita in modo spavaldo e coraggioso.

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