Riceviamo e pubblichiamo il comunicato della pagina Hockey Love, che si occupa di informazione sullo sport dell’hockey su prato, in risposta alla recente lettera della FIH. La lettera che pubblichiamo è firmata dal titolare della pagina Renato Sirigu.
Non mi faccio intimorire vado avanti nell’interesse degli hockeisti
Una lettera aperta della FIH attesta che le notizie che vi offro sono corrette sincere e ottengono il risultato di smuovere chi cerca la stagnazione. Nella foto me stesso, per una volta protagonista del tutto involontario (Renato Sirigu).
Qualche riga per rispondere alla provocazione della FIH. I lettori sanno che nessuna notizia pubblicata contiene “notizie infondate, false, mistificate e manipolate” tutte riportano la sostanziale verità dei fatti che si manifestano al momento della pubblicazione. Tanto meno le notizie sul bilancio, che sono tratte dalle tabelle e dalle relazioni approvate dal CF. Gli hockeisti lo potranno constatare quando la FIH sarà costretta a pubblicarle. La “pessima immagine all’hockey” non la danno le notizie, ma i fatti compiuti da chi opera.
La responsabilità di un fatto non sta in chi lo racconta, ma in chi lo commette. “Nessun Consigliere Federale ha rilasciato interviste ad Hockey Love o autorizzato la pubblicizzazione di proprie dichiarazioni”. Non ho pubblicato in tempi recenti e comunque in tutto il 2023 interviste a consiglieri. Quindi il virgolettato della FIH non risponde al vero e viola la costituzione quando afferma che la stampa sia soggetta a autorizzazioni.
Sulle azioni legali minacciate, che a quanto so non sarebbero le prime contro Hockeylove, facciano pure. Ad azione temeraria risponderei con contro querela. E ovvia richiesta danni. Infine, sementisco assolutamente ogni rapporto causa effetto fra queste lamentele e gli “interrotti rapporti di consulenza tra il dott. Sirigu e la Federazione”. Basta andare indietro nei mesi e si vedrà che scrivevo già in autunno con la solita indipendenza cose per loro “spiacevoli”, ma sempre vere. E che come ho già pubblicato sono stato io a rifiutare nel mese di aprile un’offerta di incarico. Troppo facile smontare il castello di bugie. Non so se hanno toccato il fondo, certo non uno dei punti più alti.




