La lettera di un padre di un giovane hockeista piemontese
Riceviamo e pubblichiamo, in forma anonima, la lettera di un padre di un giovane hockeista piemontese, che ci ha scritto a seguito della rinuncia del Real Torino ad iscriversi al prossimo campionato di IHL Division 1 2023/24.
Che peccato… quello che temevo è successo: breve racconto di un papà di un giovane hockeista piemontese.
Il “Bocia” (traduzione dal piemontese Ragazzino) gioca a hockey dall’età 7 anni (ora ne ha 19)..
Questo senza la velleita’ di farne una ragione di vita.. consapevole di non essere un campione ma non mollando mai neanche quando lo sport e’ diventato impegnativo riuscendo a non mancare mai agli allenamenti e alle massacranti trasferte verso Est. Il tutto senza tralasciare scuola, amici , oratorio, etc.
Ad oggi in tutta Torino sono rimasti solo tre Hockeysti 2004, due dei quali (bravissimi) sono emigrati verso societa’ di prim’ordine facendo scelte difficili e molto impegnative e che il “Bocia” non ha voluto neanche tentare… visto che ritiene gli altri interessi altrettanto importanti e come detto non e’ un fuoriclasse.
A Torino ci sono 2 societa’ che hanno visto alternare momenti di splendore a momenti difficili; e grazie a queste il “Bocia” e’ riuscito a fare tutte le giovanili tranne un anno in cui non potendosi allestire la 19 ha già giocato in HIL D1 con il Real ….(esperienza bellissima divertente e formativa)…
Quest’anno purtroppo anche il Real, compagine con grande storia, ha dovuto rinunciare a malincuore alla C soprattutto perché il Tazzoli sarà ‘ in ristrutturazione.
Inoltre la sfortuna vuole anche che sia il primo anno in cui non sono ammessi i fuoriquota nella 18 per cui per il “Bocia” anche l’opportunita’ del prestito vs il Pinerolo e’ svanita.
Comunque sono sicuro che il “Bocia” non mollera’ neanche questa volta… accettando a malincuore di limitarsi agli allenamenti con la 18 per non perdere il ritmo oltre che a partecipare alle partite nei gruppi amatoriali.
Purtroppo alla fine la morale è che anche a Torino chi pratica questo sport e non vuole farne una scelta di vita ha una probabilita’ non remota di doverlo abbandonare ……
Premetto che la colpa non e’ di nessuno ma la mia amara considerazione che lascio a tutti quelli che amano questo sport è che non credo si riuscira” nel breve ad invertire la rotta non solo in Piemonte ma in tutta Italia.
Perché ? Perché ad oggi non esiste un disegno comune, solido, duraturo e monitorato a supporto di tutte le societa alleate che comunque ci mettono per quantppossibile grande impegno. Ci vorrebbe una federazione forte e proattiva che supporti i club ad allargare in modo significativo la base dei piccoli praticanti (CHE E’ L’UNICA VERA SOLUZIONE a prescindere dai soldi).
Comunque permettetemi un “forza REAL” con l’auspicio che credo possa essere condiviso da tutte le società dell”Hockey italiano: ASPETTATECI CHE TORNEREMO!




