L’intervista a Francesca Maniero, la regista dell’hockey su pista
Abbiamo avuto il piacere di sentire per un’intervista Francesca Maniero, difensore della Nazionale Italiana, del Correggio e del Roller Matera. Gioca sia coi maschi, nella squadra emiliana, ed è campione d’Italia in carica col Matera, squadra di Serie A femminile. Con le lucane, oltre al campionato, ha conquistato anche la Coppa Italia e la Supercoppa.
Ha iniziato a giocare a Novara all’età di sei anni, seguendo le orme del fratello maggiore Giorgio, di tre anni più grande, che gioca a Vercelli. Francesca Maniero, per tutti “Chicca”, ha 24 anni, studia giurisprudenza e sogna di diventare notaia un giorno. In campo Chicca è la regista della squadra.

Quando hai fatto l’esordio in nazionale?
Nel 2016, al mondiale in Cile, mentre la prima convocazione ai raduni l’ho fatta che avevo 15/16 anni. L’anno dopo, nel 2017, ho giocato il mondiale in Cina. Poi ho disputato l’Europeo a Luso in Portogallo, il mondiale a Barcellona. Un altro Europeo a Luso, il mondiale in Argentina e questo Europeo che non si sa dove e quando si farà. Si dovrebbe giocare a dicembre, ma non si sa ancora dove.
Hai un ricordo più bello con la nazionale?
Ne ho diversi. L’Esordio in Cile, il primo inno con la maglia dell’Italia, quando hai 16 o 17 anni. È uno dei ricordi più belli. Forse quello ancora più bello è stato il quarto posto a Barcellona.
Era il primo anno che abbiamo fatto con Massimo Giudice come allenatore a un mondiale. Siamo arrivate quarte perdendo in semifinale ai tempi supplementari contro la Spagna, che poi si laureò campione del mondo. C’eravamo veramente migliorate molto rispetto al sesto o settimo posto in Cina. Tenendo conto dei nostri campionati e numeri rispetto ai loro, fu un grande traguardo.
Un altro ricordo è quello dei quarti con il Cile in Argentina quando abbiamo vinto segnando a 10 secondi dalla fine. È stata una goduria. Non ci credevamo, piangevamo come se avessimo perso. Non mi era mai capitato di piangere per la contentezza nella mia vita. Quella è stata la prima volta che l’ho fatto. E poi niente, siamo andati in semifinale contro la Spagna ed abbiamo perso.

Per la nuova stagione con Correggio e Matera cosa ti aspetti?
Con Correggio sarà il terzo anno in A2. Abbiamo cambiato l’allenatore. Sono i primi giorni di preparazione e sinceramente sono veramente molto contenta. Mi piace molto lui come allenatore. Siamo un bel gruppo giovane. Il primo obiettivo, come sempre, è quello della salvezza, essendo appunto molto giovani. Il mio obiettivo personale sarà intanto quello di giocare.
Con il Matera l’obiettivo sarà riconfermarsi in tutto e per tutto in Italia: quindi Supercoppa, Coppa Italia e Scudetto. E poi quest’anno andremo a giocare anche l’Eurolega che abbiamo conquistato l’anno scorso, vincendo lo scudetto. Cercheremo di fare il meglio possibile. Noi abbiamo già giocato l’Eurolega con il Matera due anni fa.
È stata un’esperienza senza eguali. Perché poi noi siamo abituate a uscire dall’Italia solamente per giocare il mondiale e l’Europeo. Quindi con la casacca dell’Italia. È stata una cosa molto diversa, ma molto bella.
Hai sempre giocato in difesa, o hai avuto altri ruoli?
In realtà io ho sempre giocato da difensore, nel senso che ho sempre fatto la regista. È una cosa che mi viene meglio di tutti. Credo che sia una delle mie peculiarità, quella di fare il regista. A me piace far correre gli altri. Passare le palline. Il regista lo fa chi sta un po’ più indietro. Io faccio girare la squadra anche qui a Correggio con i maschi.
Mi piace come ruolo: mi hanno sempre detto che ho una buona visione di gioco, quindi chi ha una buona visione di gioco solitamente fa il regista. Mi piace conoscere i movimenti, gli schemi etc.. Anche nella mia vita privata sono molto schematica. Mi piace avere tutto sotto controllo e faccio fatica con le novità.
Se da un lato ho una buona visione di gioco, dall’altro pecco di estro e fantasia. Non sono una giocatrice che parte e si salta due uomini, o donne, e poi segna. So che in questo devo cercare di migliorarmi.

Come vivi questo rapporto in campo con i maschi?
Con il fatto che sono fondamentalmente cresciuta con i maschi, perché quando io ero piccola, per dirti ero U17, non c’erano squadre femminili, tanta differenza non la vedo. Noi veterane in realtà siamo cresciute con i maschi in tutto e per tutto, cioè da quando abbiamo iniziato a pattinare fino ad adesso. Per me è un’abitudine giocare con i maschi. Sicuramente il cambio di categoria per dirti, tra serie B ed A2, si sente perché giochi con gli uomini veri e propri.
Hanno tutti un po’ un occhio di riguardo, stanno attenti a non farti male. È difficile che io mi trovi uno che mi viene a fare un contrasto alla balaustra. Poi giochi, e può capitare e lo metti in conto. Però sono davvero rari i falli cattivi che subisco.



