ALTRI
    HomeHockey su pistaCampionato Italiano Hockey PistaL’intervista a Francesca Maniero, la regista dell’hockey su pista

    L’intervista a Francesca Maniero, la regista dell’hockey su pista

    Date:

    Notizie correlate

    Benfica campione imbattibile

    Di Paolo Virdi Benfica campione imbattibile Le Àguias vincono il campeonato...

    Matteo Cardella ritorna con l’Azzurra Novara

    Matteo Cardella ritorna con l'Azzurra Novara Come comunicato dalla società...

    L’intervista a Francesca Maniero, la regista dell’hockey su pista

    Abbiamo avuto il piacere di sentire per un’intervista Francesca Maniero, difensore della Nazionale Italiana, del Correggio e del Roller Matera. Gioca sia coi maschi, nella squadra emiliana, ed è campione d’Italia in carica col Matera, squadra di Serie A femminile. Con le lucane, oltre al campionato, ha conquistato anche la Coppa Italia e la Supercoppa.

    Ha iniziato a giocare a Novara all’età di sei anni, seguendo le orme del fratello maggiore Giorgio, di tre anni più grande, che gioca a Vercelli. Francesca Maniero, per tutti “Chicca”, ha 24 anni, studia giurisprudenza e sogna di diventare notaia un giorno. In campo Chicca è la regista della squadra.

    L’intervista a Francesca Maniero
    Foto di Giuseppe Ferraro

    Quando hai fatto l’esordio in nazionale?

    Nel 2016, al mondiale in Cile, mentre la prima convocazione ai raduni l’ho fatta che avevo 15/16 anni. L’anno dopo, nel 2017, ho giocato il mondiale in Cina. Poi ho disputato l’Europeo a Luso in Portogallo, il mondiale a Barcellona. Un altro Europeo a Luso, il mondiale in Argentina e questo Europeo che non si sa dove e quando si farà. Si dovrebbe giocare a dicembre, ma non si sa ancora dove.

    Hai un ricordo più bello con la nazionale?

    Ne ho diversi. L’Esordio in Cile, il primo inno con la maglia dell’Italia, quando hai 16 o 17 anni. È uno dei ricordi più belli. Forse quello ancora più bello è stato il quarto posto a Barcellona.

    Era il primo anno che abbiamo fatto con Massimo Giudice come allenatore a un mondiale. Siamo arrivate quarte perdendo in semifinale ai tempi supplementari contro la Spagna, che poi si laureò campione del mondo. C’eravamo veramente migliorate molto rispetto al sesto o settimo posto in Cina. Tenendo conto dei nostri campionati e numeri rispetto ai loro, fu un grande traguardo.

    Un altro ricordo è quello dei quarti con il Cile in Argentina quando abbiamo vinto segnando a 10 secondi dalla fine. È stata una goduria. Non ci credevamo, piangevamo come se avessimo perso. Non mi era mai capitato di piangere per la contentezza nella mia vita. Quella è stata la prima volta che l’ho fatto. E poi niente, siamo andati in semifinale contro la Spagna ed abbiamo perso.

    L’intervista a Francesca Maniero
    Foto di Marzia Cattini

    Per la nuova stagione con Correggio e Matera cosa ti aspetti?

    Con Correggio sarà il terzo anno in A2. Abbiamo cambiato l’allenatore. Sono i primi giorni di preparazione e sinceramente sono veramente molto contenta. Mi piace molto lui come allenatore. Siamo un bel gruppo giovane. Il primo obiettivo, come sempre, è quello della salvezza, essendo appunto molto giovani. Il mio obiettivo personale sarà intanto quello di giocare.

    Con il Matera l’obiettivo sarà riconfermarsi in tutto e per tutto in Italia: quindi Supercoppa, Coppa Italia e Scudetto. E poi quest’anno andremo a giocare anche l’Eurolega che abbiamo conquistato l’anno scorso, vincendo lo scudetto. Cercheremo di fare il meglio possibile. Noi abbiamo già giocato l’Eurolega con il Matera due anni fa.

    È stata un’esperienza senza eguali. Perché poi noi siamo abituate a uscire dall’Italia solamente per giocare il mondiale e l’Europeo. Quindi con la casacca dell’Italia. È stata una cosa molto diversa, ma molto bella.

    Hai sempre giocato in difesa, o hai avuto altri ruoli?

    In realtà io ho sempre giocato da difensore, nel senso che ho sempre fatto la regista. È una cosa che mi viene meglio di tutti. Credo che sia una delle mie peculiarità, quella di fare il regista. A me piace far correre gli altri. Passare le palline. Il regista lo fa chi sta un po’ più indietro. Io faccio girare la squadra anche qui a Correggio con i maschi.

    Mi piace come ruolo: mi hanno sempre detto che ho una buona visione di gioco, quindi chi ha una buona visione di gioco solitamente fa il regista. Mi piace conoscere i movimenti, gli schemi etc.. Anche nella mia vita privata sono molto schematica. Mi piace avere tutto sotto controllo e faccio fatica con le novità.

    Se da un lato ho una buona visione di gioco, dall’altro pecco di estro e fantasia. Non sono una giocatrice che parte e si salta due uomini, o donne, e poi segna. So che in questo devo cercare di migliorarmi.

    L’intervista a Francesca Maniero
    Foto di Giuseppe Ferraro

    Come vivi questo rapporto in campo con i maschi?

    Con il fatto che sono fondamentalmente cresciuta con i maschi, perché quando io ero piccola, per dirti ero U17, non c’erano squadre femminili, tanta differenza non la vedo. Noi veterane in realtà siamo cresciute con i maschi in tutto e per tutto, cioè da quando abbiamo iniziato a pattinare fino ad adesso. Per me è un’abitudine giocare con i maschi. Sicuramente il cambio di categoria per dirti, tra serie B ed A2, si sente perché giochi con gli uomini veri e propri.

    Hanno tutti un po’ un occhio di riguardo, stanno attenti a non farti male. È difficile che io mi trovi uno che mi viene a fare un contrasto alla balaustra. Poi giochi, e può capitare e lo metti in conto. Però sono davvero rari i falli cattivi che subisco.

    Condividi nei social network

    Iscriviti alla mailing di Hockey Italia

    ...e ricevi le notizie hot dal mondo dell'Hockey direttamente nella tua casella di posta elettronica!

    Le ultime news

    Categorie più popolari

    Rispondi

    Scopri di più da Hockey Italia 21

    Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

    Continua a leggere