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    Intervista a Fabio Forte, Presidente degli Asiago Vipers

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    Intervista a Fabio Forte, Presidente degli Asiago Vipers

    Dopo la vittoria della Coppa Italia 2023/24 contro Milano, abbiamo contattato Fabio Forte, Presidente degli Asiago Vipers, per avere un suo commento su questo intenso e lungo weekend delle Super Final di Padova. I Vipers, insieme ai Ghost Padova, e supportati da molte altre società venete, sono stati gli organizzatori della kermesse di hockey inline.

    Com’è l’umore?

    Siamo orgogliosi. L’umore è ovviamente alto per la vittoria. Secondo me è stata una vittoria meritata: non è frutto di un evento fortunato o di un Milano dimezzato da infortuni. È stata voluta, cercata, ed a detta di molti, giusta.

    È stata secondo me una vittoria di squadra. Cioè non è salito in cattedra un giocatore che ha fatto la differenza…

    La scelta del nostro coach è anche un po’ obbligata, nel senso che abbiamo a disposizione 17 giocatori e 5 portieri. Magari non tutti, per vari motivi, sono sempre presenti. Abbiamo una rosa talmente ampia che non sfruttarla nell’arco della stagione sarebbe stato un peccato.

    Noi abbiamo sempre puntato sul fatto di valorizzare i giovani, come lo fanno anche le altre squadre, ma avendo molti giovani è giusto che trovino anche loro il loro spazio. Il nostro mantra stagionale è quello di giocare con molta intensità e con più linee.

    Facendo entrare nelle rotazioni tutti i giocatori a disposizione. Tutti hanno una loro collocazione, tutti si sentono parte di un qualcosa di più ampio che adesso ci ha dato soddisfazione.

    Foto di Vanessa Zenobini

    State facendo un grandissimo lavoro con i giovani e con questa vittoria il vostro lavoro è stato finalmente premiato. E questi giovani, cresciuti nella vostra società, rappresentano il futuro dell’hockey inline italiano…

    Sarei presuntuoso a dire che mi aspettavo di vincere da quest’anno. Sapevo che non sarebbe stato così distante il momento di tornare a competere per dei titoli. Quest’anno la mancata iscrizione di Vicenza ci ha aperto il mercato a giocatori che altrimenti difficilmente sarebbero venuti ad Asiago.

    Noi abbiamo budget diversi rispetto a quelli che hanno Milano o Vicenza. Dobbiamo fare di necessità virtù, costruendoci per forza i giocatori in casa. Poi il fatto che siano subito stati decisivi è una bella cosa. Non era così semplice da prevedere nell’immediato.

    Sono comunque giocatori già abituati a certi palcoscenici e devo dire che è merito anche delle scelte passate a livello federale di portare tante nazionali giovanili agli eventi. Hanno già fatto semifinali e finali a mondiali ed Europei, e giocato anche in Champions. Però quelle esperienze vanno meritate e loro sanno che per farle bisogna lavorare bene.

    Foto di Vanessa Zenobini

    Com’è andata in generale con l’organizzazione della Final Four a Padova?

    È andata bene. Ci siamo impegnati molto. Abbiamo avuto l’aiuto di Padova principalmente, ed un supporto anche delle altre società venete nella logistica, ed in altri ruoli classici all’interno della gestione. È stato soddisfacente. La scelta di far pagare il biglietto, per quanto inizialmente sia stata spiazzante per molti, si è rivelata opportuna.

    Io ne ero convintissimo perché, anche dal settore tecnico, insistevo che le città che si davano da fare per organizzare avrebbero dovuto sbattersi per far sì che si potesse pagare un biglietto. Perché secondo me nel momento in cui fai pagare un biglietto dai maggior valore anche a tutto il lavoro che fai.

    Non è solo una questione puramente economica, di incassare qualcosa per rientrare dei costi che sono sempre tanti quando si organizza. E un voler dire: stiamo organizzando qualcosa di serio, qualcosa di articolato che deve avere un valore. Abbiamo ben ponderato il prezzo del biglietto: con 10 € giornalieri ti vedevi tutte le partite.

    Foto di Vanessa Zenobini

    Un ultima domanda: come vi affacciate nel Rush finale di questa stagione?

    Secondo me rimaniamo sempre uno scalino sotto a Milano. Lo dico perché in numeri, anche in termini di investimento, loro hanno un budget completamente diverso rispetto a noi. Milano, per tradizione, ed altri fattori, deve sentirsi obbligata a vincere. È una squadra che negli ultimi dieci anni ha sempre vinto qualcosa.

    Noi però abbiamo dato un bel segnale, grazie alle ultime due vittorie. La prima in casa nel Master Round e poi a Padova in Coppa Italia. Questo ci fa prendere coscienza che dobbiamo approcciare le partite con loro non pensando che siano imbattibili, ma sapendo che sono forti. Eche noi abbiamo le qualità per poterli mettere in difficoltà.

    Poi magari ci saranno delle sorprese. Giocare contro Verona, Legnaro o Cittadella ai playoff non sarebbe affatto facile per nessuno. Di certo cercheremo di mantenere il primo posto nel Master Round per avere la possibilità di giocare semifinali e finali con le sfide decisive in casa. E poi si vedrà…

    Foto di Vanessa Zenobini

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