Hockeista amatoriale porta la birra per l’allenamento ma… è analcolica
Tratto da una storia quasi vera. Fatto curioso avvenuto in quel di Milano, con un hockeista di una nota squadra amatoriale meneghina che ha portato la birra per l’ultimo allenamento pre pasquale. Il grande problema, perché per chi gioca ad hockey può davvero rappresentare un problema, è che fosse birra analcolica.
Insurrezione dei compagni di squadra in spogliatoio, che non vedevano l’ora di gustarsi la bevanda a fine allenamento per festeggiare tra di loro prima di Pasqua. (Ovviamente bevendo responsabilmente).
Il giocatore incaricato si è provato a scusare coi compagni, affermando che la birra, di una marca estera non ben definita, aveva le scritte in una lingua per lui incomprensibile. E che nella confezione da lui acquistata mancava la classica dicitura “alcool free”. Effettivamente, dalle foto che ci sono arrivate, non si capiva bene.

La squadra è scesa sul ghiaccio un po’ delusa, col giocatore colpevole costretto a fare qualche Orsini, il classico scatto e freno, per punizione. Alla fine però tutto si è risolto: la squadra è andata al solito locale post allenamento ed il giocatore ha pagato una bevuta ai compagni presenti. Con la promessa, che al prossimo allenamento, avrebbe portato la birra vera.
Buona Pasquetta a tutti i nostri lettori!
(La storia in questione, per quanto possa sembrare veritiera, è frutto della fantasia dell’autore.)



