C’era una volta il Pala Agorà di Milano, ora è devastato dai vandali
Sembra l’inizio di una favola che ci raccontavano da piccoli, ma non lo è. È semplicemente la realtà dei fatti, purtroppo. C’era una volta il Pala Agorà di Milano, ora è devastato dai vandali. Bastano poche parole per descrivere questa situazione. Il palazzo del ghiaccio di Milano, un tempo glorioso teatro dei successi delle squadre meneghine, non solo dell’hockey, anche di tutte le altre discipline del ghiaccio, è lasciato alla mercé del tempo, e dei vandali.
Una struttura in completo abbandono, segnata dalla devastazione del tempo e delle persone. Vetri rotti, muri dilaniati, scritte ovunque. Rimangono i seggiolini sugli spalti, rimasti vuoti da oltre un anno, da quando nel gennaio 2023 la struttura è rimasta chiusa, ma chissà ancora per quanto? Non si sa. Tutto tace.
Il grido di allarme, lanciato dagli abitanti della zona, è stato raccolto dal consigliere di Fratelli d’Italia Francesco Rocca che di recente è andato a verificare la situazione con un sopralluogo.

Queste le sue parole pubblicate sul suo account ufficiale, a seguito del sopralluogo effettuato.
“Però non è ammissibile che prima il Comune annunci la sua chiusura, e su questo va bene, ma poi non faccia nulla per preservare lo stato dell’immobile“, dice Rocca, “è inaccettabile. Per questo mi impegno fin da ora a portare la questione in Consiglio“.
Come? “Presenterò una domanda a risposta immediata agli assessori tenti per capire sostanzialmente due cose: prima di tutto cosa fare per salvare il salvabile, ammesso che si possa ancora fare e poi per sapere se ci sono progetti che riguardano l’Agorà“.

Il bando
Il comune di Milano ad ottobre 2023 aveva lanciato un bando per la gestione del Palaghiaccio, per una gestione della durata di tre anni. A risponderli erano state due società: IceLab e MC2 Sport School SSD di Assago.
A dicembre del 2023 il Comune di Milano aveva approvato la candidatura di IceLab. Quello che manca è la risposta ufficiale da parte delle istituzioni, che come rilasciato da Patrizia Marcomin a Milano Hockey City, sarebbe dovuta arrivare a fine giugno. Ad oggi però, ancora nessuna risposta.
Qui alcune foto, pubblicate dalla pagina La storia dell’hockey italiano in fotografia



