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    Intervista esclusiva ad Andrea Bellini, Capitano della nazionale di Hockey inline

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    Di Marlo Puccetti

    Intervista esclusiva ad Andrea Bellini, Capitano della nazionale di Hockey inline

    Agli World Skates Games la partita di Hockey inline valida per la medaglia di bronzo è stata vinta dall’Italia contro la Namibia riscuotendo anche l’affetto e riconoscenza del pubblico per questo risultato. L’incontro era terminato 3 a 1, la firma della prima rete era stata di Alessio Lettera sottoscritta dalla doppietta di Delfino. Finalmente l’Italia ritornava sul podio del terzo posto con i senior.

    Intervista esclusiva ad Andrea Bellini, Capitano della nazionale di Hockey inline
    Foto di Contesto Creative

    In una occasione così importante non poteva mancare il parere autorevole del capitano della Nazionale Andrea Bellini (classe 1995). Sono andato a trovarlo nel suo innovativo negozio nell’ambito della telefonia cellulare a Pontasserchio alla periferia di Pisa. Mi ha accolto nella pausa prima di riaprire il negozio, con la sobrietà e il modo educato che lo distingue. Ho davanti uno dei migliori giocatori della Nazionale e un tecnico di fama internazionale. Allenatore della Nazionale Junior, capitano della Nazionale senior di Hockey inline, allenatore della squadra blasonata del Milano House Quanta che milita in serie A.

    Alla domanda di cosa si porta dietro da questa esperienza ai mondiali di Roccaraso non ha esitato a rispondere

    “Tenuto conto che i mondiali diventano anche un selezionatore per i prossimi campionati in Cina il nostro fine era rientrare nelle prime 8 squadre e qui abbiamo avuto molte sorprese. Squadre come la Spagna che l’anno scorso ha fatto il pieno agli europei di Charleroi sono retrocesse e questo è successo anche alla Francia.

    Ci sono state squadre che tecnicamente sono salite di livello e migliorate come il Canada e la Svezia che hanno mandato indietro altre storiche nazionali; direi che per noi il risultato è stato convincente”.

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    Bellini evidenzia il percorso della Nazionale

    “La partenza è stata in salita. E’ arrivata nella prima partita la sconfitta contro la Slovacchia per 2 a 4. Una gradita vittoria che ci ha dato energia contro la Spagna per 5 a 2 dopo la rimonta sul 2 a 0 per gli iberici, poi un altro passo falso contro la Repubblica ceca per 0 a 2. Ha fatto seguito la vittoria sulla Gran Bretagna. Ai quarti la svolta. Vinciamo con Taipei (Cina) per 2 a 1 (ndr prima rete di Bellini e poi Campulla) ed è arrivata la semifinale dove abbiamo affrontato gli Usa da cui siamo usciti sconfitti per 5 a 2. Alla partita decisiva per noi come capitano ho dato la carica perché il bronzo doveva essere nostro. La concorrente era la Namibia e il risultato finale di 3 a 1 lo conoscete, dopo tanti quarti posti è arrivato il bronzo con lo sventolio delle bandiere tricolori. (Per la cronaca, ci sono stati 4 argenti dal 2011, l’ultimo conquistato in Argentina nella finale contro la Repubblica Ceca). Come atleti italiani in questi giochi abbiamo vinto molto nelle varie discipline ottenendo il medagliere più numeroso (ndr. 31 ori, 32 argenti, 34 bronzi) e siamo soddisfatti di aver dato il nostro contributo”.

    Intervista esclusiva ad Andrea Bellini, Capitano della nazionale di Hockey inline
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    Gli ho ricordato che anche come allenatore sono arrivati buoni risultati. Comprendendo a cosa mi stavo riferendo mi ha risposto: 

    “La Nazionale Junior che mi ha visto come allenatore è andata oltre le aspettative. Rispetto all’anno scorso dove c’era una presenza maggiore di giocatori di serie A, la squadra, con meno esperienza, mi ha dato fiducia e si è impegnata moltissimo. Raggiungere il quarto posto non era scontato e per di più abbiamo sfiorato il podio. Sull’ultima partita per il terzo posto contro gli americani, i miei giocatori sono andati addirittura in vantaggio con Sesana e solamente negli 5 minuti gli USA sono riusciti a pareggiare e poi vincere”.

    Continua dicendo: “Il gruppo, il cuore, il sacrificio sono stati la nostra forza. Tanti sono i fattori che influiscono sulla riuscita di un evento come i mondiali ma anche gli europei. Ogni partita noi, con i nostri allenatori, la analizziamo, la prepariamo, consideriamo chi dobbiamo affrontare e analizziamo il modo di gioco secondo le caratteristiche dell’avversario. La Repubblica Ceca ad esempio ha molti talenti e un attacco al top quindi ti devi saper difendere. Hanno avuto un loro giocatore premiato come il migliore dei mondiali. Devo ringraziare tutti i miei compagni di squadra, il CT Luca Rigoni, il coach Denis Sommadossi e il pubblico che ha fatto sentire sempre il suo calore. Ora è il tempo per pensare al campionato. Quest’anno il Milano Quanta mi aspetta anche come allenatore e per me sarà l’ennesima sfida”.

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