Comunicato stampa Seregno Hockey 2012
Tommaso Colamaria nuovo Direttore tecnico del settore giovanile del Seregno Hockey 2012
Tommaso Colamaria è il nuovo Direttore tecnico del settore giovanile del Seregno “Quello di formare giovani allenatori è un impegno stimolante”.
La costante crescita del Seregno hockey è sotto gli occhi di tutti. La salvezza dello scorso anno, che ha consentito al club di disputare la Serie A2 per il terzo anno consecutivo, è solamente la punta dell’iceberg di una società strutturata e con potenzialità umane di alto profilo. A questo aggiungiamo il numero di tesserati, che nel settore hockey sfora quota 100 – a cui vanno aggiunti i 140 dell’artistico -, il cui l’atleta più “anziano” è un classe 2000 e un palazzetto tra i più belli d’Italia.
Sotto la prima squadra c’è però un mondo in costante crescita, fatto di giovani atleti e allenatori ancora in erba. Ed è su questo aspetto che si focalizza il prestigioso inserimento di Tommaso Colamaria, ex capitano del Seregno dei tempi d’oro, oggi responsabile delle squadre nazionali. Il suo ingresso ha un ruolo ben preciso, quello di Direttore tecnico del settore giovanile hockey, sezione abilmente gestita dall’infaticabile lavoro di Paola Isella.
“La mia è una sfida senza precedenti – esordisce Tommy – perché mi trovo ad affrontare un progetto che non ha paragoni. Seregno è una bella società, con un bell’impianto e numeri in costante crescita. La particolarità è data dalla giovane età degli allenatori, che hanno necessità di essere formati direttamente sul campo. E ad oggi sussistono le migliori condizioni possibili per mettere in pratica un’idea che avevo in testa da tempo, ovvero, dopo aver allenato per oltre un decennio esclusivamente giovani atleti, ora mi trovo a lavorare con tecnici alle prime armi, ancora totalmente da formare”.
Per un simile lavoro, gli aspetti da affrontare sono molteplici: “Questo è un autentico laboratorio sperimentale, mi piace definirlo così. Cercherò di lavorare sulle carenze, sugli aspetti tecnici e tattici degli allenatori, cercando di tramandare principi che ho appreso nella mia lunga carriera trascorsa in panchina. È un lavoro a 360°, che vede come componente fondamentale l’utilizzo di istruttrici di pattinaggio artistico per i più giovani, perché nei tempi moderni troppo spesso ci si dimentica del fondamentale principale. Allargando le visioni, Portogallo a parte, anche Spagna e Argentina non producono più grandi pattinatori e questo è sbagliato. Così partiamo dal lavorare con bimbi di 3/4 anni e proseguiamo con i ragazzi di ogni categoria, fino all’under 23. E utilizziamo la squadra che milita in B per lavorare su tutti i nostri giovani. È una rosa giovanissima, utile a far crescere i ragazzi; cito ad esempio Luca Vaghi, che il fatto di essere un 2009 lo porta ad affinare esperienze in più categorie e non solo in A2, dove comunque sta facendo benissimo”.
E la serie A2? “Quello dev’essere un modello a cui ambire. Luca Giaroni sta lavorando bene, ma che sia chiaro, io non sono entrato nel club per quella categoria: il mio lavoro sarà esclusivamente quello di «Direttore tecnico del settore giovanile». E poi oggi mancano giovani allenatori ambiziosi e il progetto di creare non solo bravi giocatori, ma anche abili giovani tecnici fatti in casa, è qualcosa che mi stimola particolarmente. Quali saranno i risultati, ad oggi, non lo so dire. Per adesso lavoriamo tutti con un unico obiettivo comune, che è quello di migliorare”.




