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    Allo spazio Seicentro si è parlato del futuro del Pala Agorà di Milano

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    Allo spazio Seicentro si è parlato del futuro del Pala Agorà di Milano

    Questa sera, presso lo spazio Seicentro del municipio 6 di Milano, si è svolto un incontro pubblico sul futuro dei Centri sportivi comunali nel Municipio 6, tra cui anche quello del Pala Agorà.

    Hanno partecipato Martina Riva, assessora allo Sport, Turismo e Politiche giovanili del comune di Milano, Santo Minniti, Presidente del Municipio 6, Francesca Gisotti, Vice presidente del Municipio 6, Francesco Fumagalli, Presidente Commissione Sport, Marco Rinaldi, Vice Presidente Commissione urbanistica e Saverio De Palma, consigliere.

    L’intervento di Martina Riva sul Pala Agorà

    Agorà, questione infinita. Adesso abbiamo un interessato, che è il gestore attuale del palazzetto di San Donato, con cui stiamo avendo delle interlocuzioni. Ci ha annunciato che entro Febbraio 2025 presenterà un progetto di palazzo del ghiaccio che noi faremo vedere ad una commissione tecnica del Comune di Milano, come previsto dalla legge, e la giunta successivamente dovrà esprimersi sull’interesse pubblico o meno di quel progetto.

    Se la giunta giudicherà l’interesse pubblico del progetto presentato da questo interessato, quel progetto verrà messo a gara, che significa che qualunque altro privato potrà fare un’offerta migliore in termini di canone o di riqualificazione, quindi di offerta qualitativa e quantitativa.

    Una domanda che mi viene chiesta molto spesso è: ma quindi se oggi una persona vuole presentare un progetto lo può fare o deve aspettare che questo interessato che ha scritto al comune presenti il progetto? La risposta è che tutto il mondo oggi può presentare un progetto.

    Semplicemente quando arrivano i progetti all’assessorato allo sport la commissione tecnica li valuta e poi ci vogliono un po’ di mesi perché il progetto vada in giunta. Quindi non c’è un canale preferenziale oggi con questo signore perché ha scritto al comune che ha intenzione di presentare un progetto.

    Anche perché visti i precedenti, e io lo dico veramente prima da cittadina che da assessore allo sport, e me ne prendo anche le responsabilità, abbiamo creduto a delle persone che si sono dette interessate ad Agorà e poi il progetto non è andato. Per cui incrociamo le dita veramente nell’interesse del quartiere, della città e aspettiamo il progetto.

    L’intervento di Santo Minniti sul Pala Agorà

    Ci sono tanti aspetti da valutare. Il ghiaccio è, diciamo, tematica di pochi. Il costo dell’energia per fare il ghiaccio negli ultimi anni è aumentato in maniera consistente. Oggi il ghiaccio è difficile da rendere sostenibile col semplice sbigliettamento col gioco delle squadre ecc.

    Io penso che come territorio va fatto un ragionamento anche coraggioso nel dire: diamoci un termine entro cui proviamo a fare il ghiaccio. Se oltre quel termine ghiaccio non siamo riusciti a farlo, diamola purtroppo come partita persa e facciamo altro perché la struttura poi non decade.

    Allo spazio Seicentro si è parlato del futuro del Pala Agorà di Milano

    La domanda di un genitore di un ex giocatore di hockey, che ha smesso per la chiusura del Pala Agorà. Siccome ci sono stati dei bandi in passato che però avevano delle condizioni un po’ difficili, soprattutto il fatto che fosse un bando di due anni. Volevo capire se per questo prossimo bando che ci sarà a Febbraio, si sia rivalutato questo aspetto.

    L’obiettivo del Comune di Milano è riaprire il palazzetto del ghiaccio con un privato. Perché ve lo dico col cuore in mano, il Comune di Milano oggi non è in grado di progettare un palazzo del ghiaccio e di tenerlo aperto. Sarebbe una spesa inutile, lunga. L’obiettivo è quello.

    Il discorso che faceva il Presidente lo condivido e dico, se in quattro anni nessun gestore si fa avanti faremo altri pensieri, perché non ha nemmeno senso incaponirsi e tenere una struttura del genere vuota. Perché a parte che Milano ha bisogno di sport e in secondo luogo diventa anche insicuro per il quartiere avere un impianto sportivo vuoto. Però l’obiettivo è riaprire. E la correggo sul discorso dei due anni. Noi ci siamo trovati con un concessionario che a un certo punto ha smesso di pagare le bollette con non pochi problemi delle proprie attività economiche, che poi peraltro, poveretto, è anche passato a miglior vita. Quindi la situazione è stata tragica. Ci siamo trovati a un certo punto con A2A che ha dovuto staccare la corrente.

    Il gruppo che gestiva l’Agorà non è riuscito a fornire delle garanzie minime per un finanziamento, quindi a un certo punto quel partenariato pubblico privato si è interrotto. A quel punto noi avevamo bisogno di riqualificare il palazzetto che andava già riqualificato da anni. Quindi gestione lunga. Il bando di cui lei parla aveva due fasi, una gestione temporanea in cui chiedevamo un investimento minimo, per rimettere in sicurezza alcune parti effettivamente insicure del palazzetto, e una gestione più lunga.

    IceLab, che è una società serissima di Bergamo, che ha un palazzetto meraviglioso a Bergamo su terreno privato, ha partecipato al bando. Poi quando si è resa conto dell’effettive condizioni dell’Agora ha chiesto in parte un contributo pubblico. Il problema è che il Comune di Milano da anni dice che a parte le piscine di Milano Sport, il Comune di Milano si avvale delle risorse private per i centri sportivi, anche per il discorso che facevo prima che siamo l’unica città rimasta a gestire 24 impianti sportivi.

    Quindi non è vero che c’era un bando di due anni, c’era un bando molto complesso, molto innovativo. Con gli strumenti normativi che abbiamo, gestire delle situazioni in cui si vuole riaprire subito, si ha un concessionario che evidentemente non non si era comportato nel migliore dei modi a livello di adempimento contrattuale, e poi invece interessarsi del futuro dell’impianto non è sempre facilissimo.

    La nostra domanda all’Assessora. Lei ha parlato che ha inizio anno dovrebbe essere presentato un progetto da parte dell’Accademia di San Donato. Può dire qualcosa in più a riguardo? si parla che verrà ridotta la capienza in un impianto che comunque può ospitare 4000 persone e che poi porta 4000 persone alle partite di hockey o qualsiasi evento legato al mondo del ghiaccio…

    Allora noi non abbiamo ancora i dettagli del progetto, ovviamente quando verrà presentato lo presenteremo, sapendo poi che il progetto potrà essere annullato. Quello che io chiedo politicamente è che i ragazzi si possano allenare.

    Il tema vero è che il gestore spesso non ha interesse ad avere 4000 posti di tribune perché costa di più la gestione. Allora come assessore io voglio che gli sport del ghiaccio possano essere praticati. Poi alcuni gestori hanno interesse a costruire il palazzetto con 4000 posti, altri no. Al Cardellino perché abbiamo abbandonato le tribune che avrebbero consentito di ospitare a Milano eventi internazionali di nuoto? Perché i costi lievitano. Pensi a quanti soldi ci vogliono per riscaldare una piscina come Bocconi che ha 200 posti di tribuna? od un impianto senza tribune.

    Il tema è se vogliamo salvaguardare lo sport di base, o se siamo interessati a un palazzetto per avere anche il pubblico. Quindi non so cosa presenteranno. Di sicuro noi abbiamo chiesto che vengano salvaguardati tutti gli sport del ghiaccio.

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