Un’analisi su un eventuale partecipazione dei giocatori NHL con la maglia dell’Italia alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026
Ha fatto molto clamore la notizia uscita qualche giorno fa che la NHL vorrebbe permettere ai suoi giocatori con antenati italiani di giocare per l’Italia alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.
Una notizia che ha diviso parecchio la nostra community di appassionati di hockey, tra chi si è pronunciato totalmente a favore e chi invece si è dichiarato profondamente contrario a questa eventualità. Qui il link al nostro sondaggio.
Ricordiamo che al momento né la NHL né la IIHF – Federazione Internazionale di hockey su ghiaccio, si sono ancora espresse ufficialmente sulla vicenda. Tuttavia ci sono alcuni aspetti che ci piacerebbe analizzare.
Una squadra competitiva solo per le Olimpiadi
Se dovessimo ragionare cinicamente, ed avessimo la possibilità di allestire un roster targato tutto NHL, l’Italia potrebbe veramente essere competitiva, e magari aspirare ad un piazzamento dignitoso.
Sicuramente ne guadagnerebbe lo spettacolo offerto in pista dagli azzurri. Il richiamo mediatico che gli NHLers porterebbero sarebbe molto elevato, con un pubblico numeroso a riempire gli spalti. Certo, probabilmente non giocheremmo lo stesso alla pari, in un girone di ferro come quello dell’Italia che se la vedrà con Canada, Svizzera e Svezia, ma come qualcuno ci ha commentato “eviteremmo brutte figure”.
D’altro canto gli avversari schiereranno i giocatori più forti al mondo, con Canada ed USA favorite alla vittoria finale, ed altre nazionali che saranno rinforzate dai propri giocatori che militano in NHL. Loro li hanno davvero, l’Italia al momento ha solo Clara “draftato” dai Ducks. O meglio l’Italia potrebbe averne altri, qualora la IIHF decidesse di modificare le regole.

Alcuni NHLers azzurri
Villardi – Fantilli – Palmieri – Perfetti – Celebrini – Toffoli – Bertuzzi – Donato – Vatrano M. Foligno – Veleno – Mangiapane – Acciari – Amadio – Malatesta – D. Fabbro – Ferraro – Victor Mancini – B. Carlo – Capobianco – Robert Bortuzzo – Cossa – (Clara)
Questi sono solo alcuni giocatori con origini italiane che i nostri utenti ci hanno segnalato. La lista, vista la presenza di molti giocatori con origini italiane in NHL, potrebbe essere molto più lunga.
Il regolamento IIHF
Acquisizione di una nuova idoneità nazionale (Il caso “biennale”)
Quando un giocatore ha cambiato la propria cittadinanza o ne ha acquisita un’altra e vuole partecipare per la prima volta a una competizione IIHF in rappresentanza del nuovo Paese, deve
- dimostrare di aver partecipato per almeno due stagioni hockeystiche consecutive e 16 mesi consecutivi (480 giorni) alle competizioni nazionali del suo nuovo Paese dopo il compimento del 10° anno di età, durante il quale non si è trasferito in un altro Paese né ha giocato a hockey su ghiaccio in un altro Paese. Le giocatrici devono aver partecipato in modo costante ad almeno una stagione di hockey e aver fatto parte della nuova associazione nazionale per almeno 8 mesi consecutivi (240 giorni) durante tale periodo.
- Possedere una carta di trasferimento internazionale (ITC) che attesti il trasferimento all’associazione nazionale del suo nuovo Paese e che sia stata approvata e datata almeno 16 mesi (480 giorni) prima dell’inizio della competizione IIHF a cui desidera partecipare.
Cambio di eleggibilità nazionale (Il caso “quadriennale”)
Un giocatore che ha partecipato in precedenza a una competizione IIHF può cambiare l’eleggibilità nazionale (ma solo una volta nella vita) se
- è cittadino del nuovo Paese di sua scelta
- Un giocatore maschio ha partecipato per almeno quattro anni consecutivi (1460 giorni) alle competizioni nazionali del suo nuovo Paese, durante i quali non si è trasferito in un altro Paese né ha giocato a hockey su ghiaccio in un altro Paese e non ha giocato per il suo precedente Paese in una competizione IIHF durante questo periodo di quattro anni. Per le giocatrici il periodo è di due anni consecutivi (730 giorni).
- Ha una carta di trasferimento internazionale (ITC) che dimostra il trasferimento all’associazione nazionale del nuovo Paese e che è stata approvata e datata almeno quattro anni (due anni per le giocatrici) prima dell’inizio della competizione IIHF a cui il giocatore desidera partecipare.

Quale futuro per l’hockey italiano dopo le Olimpiadi?
Facciamo una premessa: l’Italia alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 schiererà 23 NHLers. Quindi nessuno dei ragazzi che in questi anni hanno lottato e sudato per conquistare un posto in nazionale farà parte della spedizione azzurra alle Olimpiadi.
Una volta che le luci della ribalta per l’hockey su ghiaccio italiano, date dall’evento, si saranno affievolite, cosa ne rimarrebbe? La risposta è univoca, niente! I giocatori NHLers, finito l’evento, torneranno a disputare il proprio campionato con il club di appartenenza.
Dopo l’Olimpiade però, come da tradizione, si giocheranno i Mondiali. E quanti dei 23 giocatori potrebbero disputarli? forse chi è uscito dai playoff, perché i Mondiali si giocano quasi in concomitanza con i playoff di NHL. Di certo non tutti i 23 convocati.
E quindi? Se ne chiamano altri dall’NHL o si proverebbe a rivolgersi a chi è stato scartato? Nel primo caso, magari qualche altro giocatore potrebbe darsi anche disponibile. Nel secondo caso, quanti dei giocatori che negli anni passati hanno sempre lottato con la maglia azzurra addosso darebbero la propria disponibilità? Probabilmente nessuno.
La nazionale, oltre al mondiale, fa diversi raduni nel corso della stagione. Il discorso rimarrebbe identico anche in questi casi. Chi gioca in NHL di certo non può partecipare ad un raduno. Saremmo punto e a capo. E con tanti sogni azzurri infranti.




Lo scandalo è che Milano non ha un palazzo del ghiaccio!