L’importanza del palaghiaccio per la comunità: l’intervista a Stefano Muzzarelli, sindaco di Fanano
Martedì 18 febbraio a Fanano è andata in scena un’amichevole tra la squadra locale dei Miners e la squadra canadese amatoriale del Canada Europe Tour. Sul ghiaccio hanno vinto i Miners per 5 a 3, ma per la comunità ha rappresentato un momento di aggregazione e di turismo. Per me è stata l’occasione per sentire nuovamente Stefano Muzzarelli, sindaco di Fanano.

Com’è nata l’amichevole con la squadra canadese?
Io non so come è nata. Sono stato chiamato dalla Polisportiva e mi hanno avvistato di questa delegazione di canadesi che girano l’Europa a fare un tour. È un tour in cui suppongo chiedano disponibilità a varie squadre in giro per l’Europa di fare delle amichevoli. Hanno scelto Fanano per tutta una serie di motivazioni, suppongo legate alla qualità del palaghiaccio e al nome che nel tempo si è fatta la squadra dei Miners. Quindi insomma hanno trovato una squadra sicuramente all’altezza. E stata una partita sofferta, sul filo del gol; prima loro poi noi, uno loro, uno noi, poi alla fine abbiamo vinto. Quindi è stata una partita assolutamente equilibrata.
Questo vuol dire che abbiamo vinto tutti noi nel tempo. Grazie all’allenatore perché avere un allenatore di qualità fa la differenza. Grazie a una struttura come il nostro palaghiaccio, veramente di qualità, e ai tanti giovani che sono a Fanano e che sono appassionati di questo sport. Insomma ricordo che la Polisportiva ha più di 150 atleti tesserati, di cui una quarantina di giocatori di hockey. Sono numeri importanti per un paese di 3000 abitanti e dove ci sono anche altri Sport. A Fanano però il pattinaggio è lo sport predominante.
Questo è fondamentale, lo dobbiamo ultimare, dobbiamo adeguarlo ai cambiamenti climatici, quindi al caldo. C’è bisogno di investimenti importanti, che solo la regione può realizzare. Il Comune non ha le risorse, non le avrà mai, e credo molto in questa cosa, al Presidente gli ho regalato anche una maglia dei Fanano Miners e speriamo di fare breccia anche nella politica.

Quanto è importante per Fanano avere amichevoli di questo tipo?
È importante perché è una squadra internazionale, quindi che viene da lontano, ed è tutta pubblicità, è tutta promozione ai giocatori di Fanano nell’andare avanti e di impegnarsi sempre di più. Ci stanno notando un po’ in giro.
È chiaro che ci sarebbe sempre bisogno di qualcosa di più. E abbiamo bisogno di sponsor, abbiamo bisogno di qualcuno che si affezioni a questo sport e che lo spinga. Noi non possiamo continuare a fare questa attività o a crescere senza le risorse economiche, senza avere qualcuno dietro. Avevamo uno sponsor importante che ha fatto conoscere questo sport in Emilia Romagna dove non era conosciuto.
A riprova che è stato un successo, è stato il fatto che l’altra sera c’erano oltre 500 persone a guardarci. Ogni partita che facciamo di campionato le tribune sono piene perché? Perché hanno capito che è divertente l’hockey e passi una bella serata. Il modello americano funziona, quindi gli schermi, la pubblicità, la musica… mettiamo sempre i food track. Quindi diventa un momento di aggregazione nel sabato sera e fa turismo anche vedere una partita di hockey.
Fa turismo e fa paese di montagna. Noi abbiamo bisogno però di qualcuno che ci sostenga pesantemente, che sostenga la squadra, la faccia crescere. Che ci riscriva al campionato di IHL Division 1, che prenda i giocatori e che diventi una cosa professionale. Questo sarebbe fantastico per il comune e per la nostra montagna, perché dà veramente un valore aggiunto.

Un evento sportivo per un paese di montagna fa turismo…
Sì, fa turismo, assolutamente, fa aggregazione, cosa che non avviene per esempio con altri sport, ad esempio il calcio: cioè non è che se c’è una partita di calcio a Fanano ci sono 400 persone a vederlo, ce ne saranno 10 o 30, è un altro show, un’altra cosa.
Ricordiamoci che l’hockey non è proprio uno sport minore, è uno sport minore magari in Italia Romagna, ma se guardiamo l’Italia che è lunga, diventa un primo sport nel nord Italia. E quindi in realtà bisogna soltanto crederci e farlo conoscere. Io la penso così, sono fiducioso che possa arrivare uno sponsor importante che ci possa seguire.
Aggiungo anche una considerazione, ho portato il Presidente della regione dell’Emilia Romagna e l’assessore allo sport e turismo al Palaghiaccio durante le vacanze di Natale, sono rimasti sbalorditi, non avevano mai visto un Palaghiaccio grande, pieno di gente, vitale, vivo, e con loro dobbiamo lavorare. Quindi la mia amministrazione con la regione devono lavorare insieme per portare quelle risorse necessarie per rendere il Palaghiaccio più indipendente dalle condizioni meteorologiche.

Che lavori di ristrutturazione dovete fare?
Noi dobbiamo coibentare il tetto, dobbiamo chiudere i due lati ancora aperti della struttura dove entra il vento e dove comunque è come essere all’aperto in sostanza. Adeguare i motori, quindi cambiarli e rifare la pista proprio sotto le serpentine. Con questi accorgimenti qua noi riusciremo a risparmiare soldi nella gestione e ad avere comunque una bolletta uguale tutti i mesi: non è possibile che tu passi da spendere 35 mila euro al mese a ottobre a 10 mila euro a gennaio.
Noi dobbiamo colmare questo gap e avere una bolletta stabile tutti i mesi per poter fare un business plan, per poter intercettare gli sponsor e per poter allungare la stagione. Il nostro obiettivo è aprire il 15 settembre e chiudere a giugno, questo è quello che vorremmo. Perché per ora invece il palazzetto apre a metà ottobre e chiude a Pasqua, quindi ad aprile. Noi dobbiamo aumentare i mesi di ghiaccio, questo è l’obiettivo.

In verità un palaghiaccio non è utilizzato solo dall’hockey o dal pattinaggio, ma può servire anche per concerti o altre attività…
Esatto, quest’estate abbiamo fatto il concerto di Nek e Renga. Ad agosto abbiamo fatto uno spettacolo comico con Giacobazzi, Cevoli e Pizzocchi, c’erano duemila persone. Noi non lo teniamo fermo, siamo un comune vivo, attivo, che ha voglia di fare e la nostra principale struttura è quella, turistica.
Però ribadisco, se non arrivano i fondi necessari, stiamo parlando di 3 milioni, tutti i nostri bei progetti può essere che non vengano realizzati, perché anzi, si potrà anche far fatica a trovare dei gestori. Perché adesso il palazzetto è sempre gestito dalla Polisportiva che cerca di tenere i conti in ordine e di fare il possibile.
Chiaramente è sempre più difficile, perché ti faccio un esempio: al galà di pattinaggio artistico è venuta Carolina Kostner, due giorni prima ha tirato il vento, non c’era quasi più ghiaccio in pista, perché si era quasi tutto sciolto. Quindi, motori a manetta per rifare il ghiaccio, spese folli per garantire il galà, ma nessuno lo sa. Noi non possiamo permetterci che se c’è il vento dobbiamo annullare il galà, dopo che abbiamo pagato tutti gli atleti per venire.
Noi dobbiamo rendere la struttura indipendente dal clima. Questo è il grande obiettivo, grande per noi, piccolo per la Regione, perché se la Regione volesse, le risorse le trova e ce le affida. Ce le affida per quale motivo? Perché è una struttura strategica a livello regionale, come ho discusso con il Presidente della Regione De Pascale.
L’idea è quella di fare una lista di strutture strategiche regionali e quelle strutture devono avere le risorse necessarie, extra bandi, senza mettere il palaghiaccio in mezzo a un campo da bocce a livello di bando, ma il palaghiaccio deve avere altri canali di finanziamento. Questo è l’altro obiettivo.
Quanto manca a Fanano la IHL Division 1?
Beh, manca, manca tanto, ma non tanto per il campionato in sé, ma quanto a quello che c’è dietro: cioè se sei seguito dagli sponsor che fanno tanta pubblicità, promozione e investono sul marketing e sui giocatori, non ci sarebbe bisogno della IHL Division 1.
La IHL Division 1 comunque ti dà tanta visibilità, è importante, fondamentale, bisognerebbe riaffacciarsi a questo mondo, ma ribadisco quello che ho detto all’inizio: se uno non ha dietro un bello sponsor che ci crede, che si appassiona a questo sport e ci mette le risorse necessarie, a noi ci va benissimo fare i campionati amatoriali.

Poi dipende anche un po’ dallo sponsor, visto che con l’ultimo non è andato particolarmente bene…
Diciamo che da un lato è andata molto bene, perché l’anno che c’è stato, è stato un anno storico per Fanano e forse mai vedremo una cosa di genere. Perché ci ha investito tante risorse e ogni partita era uno spettacolo.
Tribune piene, musica, cantanti, cioè è stato bellissimo, c’era veramente uno show, venivano a vedere la partita, persone da tutta l’Emilia Romagna, te lo garantisco. Perché io parlavo con la gente lì sulle tribune. Quindi la gente veniva e la scommessa è stata vinta.
Ci vuole però qualcuno serio, cioè una persona seria, equilibrata, che non esageri da una parte o dall’altra e che paghi i fornitori. Con lo sponsor che avevamo non è andata bene visto che poi ha deciso di prendere un’altra strada.

Un ultima domanda: tornando alla Cimone Cup, quanto è importante per Fanano ospitare un torneo di caratura internazionale?
Allora, la Cimone Capo è molto importante, perché è cresciuta nel tempo, e si sono anche consolidati dei rapporti di amicizia tra i giocatori. Quindi è veramente uno spettacolo. Perché l’hockey non è rivalità, assolutamente; uno è rivale in pista, quando esce fuori dalla pista si va a bere tutti insieme. Non c’è mai stata una litigata.
E questo ne vado orgoglioso, è uno sport sano, fatto di persone vere e di amici. È importante anche perché le squadre riempiono gli alberghi di Fanano, quindi dormendo qui, fanno girare anche l’economia, ed è fondamentale. Mangiano, poi vanno nei locali, fanno feste insieme, per cui è veramente un bel momento di socialità e sport.



