Sconfitta per gli Azzurri alla seconda giornata del torneo

Al giorno numero due dell’avventura mondiale in Romania l’Italia si ferma a quattro punti, uno in più di quelli ottenuti domenica col Giappone, per non aver saputo domare l’Ucraina. Partita in svantaggio, la truppa di coach Jalonen ha saputo recuperare ma non incidere, nonostante 37 tiri a 19 e una maggiore presenza in pista. Le marcature di Di Tomaso e Zanatta valgono alla squadra il pareggio nei sessanta minuti e un punto, ma c’è la sensazione che potrebbero essere stati due o tre. Sono da ritrovare concretezza e incisività in attacco per mercoledì alle 15, quando gli Azzurri sfideranno la Polonia.
Italia – Ucraina 2-3 SO
(0-1; 1-1; 1-0; 0-0)

Come contro il Giappone questa domenica, il primo momento saliente della partita è una penalità avversaria: dopo quasi due minuti di studio l’Ucraina sbaglia un cambio e si ritrova in quattro per troppi uomini sul ghiaccio. Il powerplay porta due grandi brividi, una parata di pattino di Diachenko e un palo di Tedesco, ma nessun risultato. Terminata la penalità, la partita stenta a decollare e si avvicendano una serie di ingressi in zona che difficilmente si tramutano in occasioni. Solo dopo i primi dieci minuti si smuove qualcosa: prima Lialka battezza il palo alla sinistra di Fadani, poi al 14:37, dopo aver insistito un po’ in attacco, l’Ucraina trova il goal del vantaggio grazie a Denyskin che spedisce in rete un disco portato sotto porta da Fadyeyev. Seguono cinque minuti di confusione per l’Italia, che non riesce a reagire e viene chiusa nel suo terzo difensivo fino alla prima sirena.
L’inizio della frazione centrale vede gli Azzurri entrare in pista in pressing e gli ucraini finire in liberazione vietata un paio di volte. Non ci sono però grandi occasioni fino al ventiquattresimo, quando Frigo va fuori due minuti per un colpo con bastone. Al secondo powerplay della gara l’Ucraina segna con Lialka, ma il goal viene annullato. Seguono un 4 contro 4 e due superiorità azzurre, che non vengono sfruttate ma che fanno stabilizzare in attacco l’Italia. Al trentatreesimo, dopo qualche insistenza, il goal arriva: Gazley entra in attacco a fil di balaustra e trova Di Tomaso libero in mezzo che raccoglie l’assist e batte Diachenko. Nonostante i 24 tiri a 13 dei primi quaranta minuti, l’Italia non concretizza il vantaggio nel punteggio e non riesce a mantenere la parità, perché a un minuto e dieci dalla fine Zakharov da dietro porta butta il disco su Fadani lo fa rimbalzare in rete per il 2-1.
Il pareggio arriva nel terzo drittel, dopo poco più di quattro minuti, grazie a un tiro di Zanatta che dallo slot si spegne sopra la spalla destra di Diachenko. Di nuovo in equilibrio, le squadre si sbilanciano di meno ed è più difficile scardinare i reparti arretrati, a scapito dei tiri in porta. Al cinquantesimo Glira passa due minuti in panca puniti senza conseguenze per i suoi. Negli ultimi dieci minuti è l’Italia a essere più pericolosa, ma le manca il guizzo necessario per portarsi avanti. I sessanta minuti giungono al termine senza trovare un vincitore.
All’overtime i brividi sono tutti di marca azzurra: una discesa di Ierullo e un palo di Frycklund i due più importanti. Si segnala un infortunio di Frycklund, costretto a uscire dal campo sorretto dai compagni di squadra. Ai rigori sbagliano Mantenuto, Gazley, Purdeller, Mantenuto e Ierullo, mentre dall’altra è sufficiente il goal di Peresunko a ottenere i due punti.



