Storia olimpica al CIO: Thomas Bach passa la presidenza a Kirsty Coventry
Oggi è stata scritta una pagina storica nella storia olimpica durante una cerimonia altamente simbolica ed emozionante alla Olympic House di Losanna, in Svizzera, per segnare il passaggio della presidenza del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) da Thomas Bach a Kirsty Coventry, che avverrà ufficialmente questa notte a mezzanotte. Bach, campione olimpico di scherma per la Germania ai Giochi Olimpici di Montreal 1976, ha guidato l’organizzazione per 12 anni, dopo essere stato eletto come 9° Presidente del CIO nel 2013.
Nel giorno della Giornata Olimpica, che si celebra ogni anno il 23 giugno per commemorare la fondazione dei moderni Giochi Olimpici nel 1894 su iniziativa del Barone Pierre de Coubertin, Bach ha simbolicamente passato la chiave della Olympic House da un campione olimpico a un altro, in un momento di grande significato storico. Coventry, due volte campionessa olimpica di nuoto per lo Zimbabwe (2004, 2008), è stata eletta 10ª Presidente del CIO nella 144ª Sessione del CIO svoltasi a marzo a Olimpia, in Grecia. È la prima donna e la prima africana a ricoprire la carica più alta del CIO ed è stata eletta per un mandato di otto anni.

La chiave, progettata dall’artista spagnolo André Ricard, che ha anche creato la torcia dei Giochi Olimpici di Barcellona 1992 e il braciere olimpico al Museo Olimpico, è stata utilizzata per la prima volta durante il passaggio di consegne tra Juan Antonio Samaranch e Jacques Rogge nel 2001.
Oltre 700 ospiti, tra cui membri del CIO, atleti, rappresentanti del Movimento Olimpico, delegati di organizzazioni internazionali, leader politici e staff del CIO, hanno assistito a una cerimonia ricca di emozioni. Quando la chiave è stata consegnata, il pubblico si è alzato per un’ovazione.
Un’altra ovazione è seguita quando Thomas Bach ha ricevuto l’Olympic Order in Gold da Kirsty Coventry. L’Olympic Order è il massimo riconoscimento concesso dal Comitato Olimpico Internazionale a individui che hanno reso servizi eccezionali alla causa olimpica attraverso il loro contributo al Movimento Olimpico.



