Dieci storie NHL da tenere d’occhio prima di Milano-Cortina 2026
Il conto alla rovescia è ufficialmente partito. Mancano poco più di quattro mesi all’inizio del torneo olimpico maschile di hockey su ghiaccio di Milano-Cortina 2026, e l’attesa cresce di settimana in settimana.
La NHL è appena ripartita, ma i riflettori sono già puntati sui giocatori che potrebbero cambiare il destino delle rispettive nazionali. Dopo dodici anni di assenza, i professionisti della miglior lega al mondo torneranno finalmente sul ghiaccio olimpico. E il rendimento di questi mesi sarà fondamentale per guadagnarsi una maglia.
Canada: chi sarà il numero uno tra i pali?
La sfida per il ruolo di portiere titolare è apertissima. Jordan Binnington (St. Louis Blues) parte in vantaggio dopo l’ottima prova al 4 Nations Cup contro gli USA, ma non può sentirsi al sicuro.
Adin Hill (Vegas), Logan Thompson (Washington) e Samuel Montembeault (Montreal) restano in corsa, con quest’ultimo che aveva già portato il Canada all’oro mondiale nel 2023. Insomma, nessuna gerarchia definita: la porta del Canada è ancora spalancata.
I reduci di Sochi pronti a un ultimo ballo
Dodici anni dopo Sochi 2014, alcuni veterani sono ancora pronti a scrivere un altro capitolo.
Sidney Crosby guiderà il Canada per quella che potrebbe essere la sua ultima Olimpiade, mentre la Svizzera ha già confermato Roman Josi e Nino Niederreiter tra i convocati. Anche la Cechia non manca di esperienza con Ondrej Palat e Radko Gudas.
Occhio a Drew Doughty, che punta a esserci se la condizione fisica reggerà, e al finlandese Mikael Granlund, sempre più leader e uomo simbolo del gruppo scandinavo. Ma lista è ancora più lunga.
Nuove maglie, nuova linfa
Cambiare squadra può cambiare tutto. Mitch Marner, passato dai Toronto Maple Leafs ai Vegas Golden Knights, punta a rilanciarsi e a riconquistare spazio nel roster canadese.
A Toronto, intanto, i tifosi scoprono Matias Maccelli, finnico dal grande talento offensivo. E la Danimarca sogna un’altra impresa come quella di Herning 2025, affidandosi ancora a Nikolaj Ehlers, ora agli Hurricanes.

Finlandia senza Barkov
Difendere il titolo olimpico del 2022 non sarà facile per la Finlandia, soprattutto senza il capitano Aleksander Barkov, fermato da un infortunio al ginocchio.
Il coach Antti Pennanen dovrà reinventare la squadra, affidandosi ai giovani:
Anton Lundell – ribattezzato “Baby Barkov” – e i leader Sebastian Aho e Mikko Rantanen, tra quelli in lizza. Come sempre, i Leijonat danno il meglio quando nessuno li dà per favoriti.
Svezia: serve una rinascita offensiva
Sulla carta è la terza forza dietro Canada e USA, ma per puntare all’oro i Tre Kronor dovranno ritrovare la miglior versione dei loro bomber.
Elias Pettersson (Vancouver) cerca il riscatto dopo due stagioni difficili, Elias Lindholm (Boston) deve migliorare i 47 punti dello scorso anno, mentre Mika Zibanejad, William Karlsson e Joel Eriksson Ek vogliono lasciarsi alle spalle infortuni e cali di forma. Solo con i loro gol la Svezia potrà tornare sul podio.
USA: un muro di talento in difesa
Gli Stati Uniti vantano forse la difesa più profonda del mondo. Quinn Hughes (Vancouver) è la stella assoluta, ma anche suo fratello Luke (New Jersey) si candida per un posto.
Zach Werenski (Columbus) arriva da una stagione da 82 punti e dall’oro mondiale che ha interrotto 92 anni di digiuno. Con nomi come Adam Fox, Brock Faber e il veterano Ryan McDonagh, la concorrenza sarà feroce fino all’ultimo.
Cechia e Germania: cercasi seconda linea
David Pastrnak e Leon Draisaitl sono colonne insostituibili, ma dietro di loro serve più profondità. La Cechia spera nella crescita di Martin Necas, Tomas Hertl e dei giovani Kulich e Chytil.
La Germania punta su Tim Stutzle (Ottawa), JJ Peterka (Utah), sui giovani Lukas Reichel (Chicago) e il difensore Moritz Seider (Detroit) per provare a spingersi oltre i quarti di finale.
Svizzera e Slovacchia: alla ricerca di una scintilla
Per la Svizzera, due finali mondiali consecutive (2024 e 2025) non bastano più.
L’obiettivo è chiaro: la prima medaglia olimpica dal 1948.
Servono prestazioni da All-Star per Hischier, Fiala e Josi.
La Slovacchia, bronzo a Pechino 2022, ripone invece le proprie speranze nei giovani della NHL:
Juraj Slafkovsky, Simon Nemec e Dalibor Dvorsky hanno tutto per sorprendere di nuovo.
Lettonia e Francia: piccoli paesi, grandi sogni
L’hockey olimpico è un gioco di squadra, ma a volte basta un singolo talento per fare la differenza. La Francia punta tutto su Alexandre Texier (St. Louis), mentre la Lettonia può contare su due portieri di livello mondiale: Arturs Silovs, MVP ai Mondiali 2023, e Elvis Merzlikins (Columbus). Due garanzie per una nazione che non smette mai di stupire.
Gli outsider da tenere d’occhio
Tra i veterani in cerca della prima Olimpiade ci sono Ryan O’Reilly (Canada) e Mikael Backlund (Svezia).
Tra i giovani, attenzione a Connor Bedard (Canada) e Cole Caufield (USA): potrebbero essere loro le sorprese di Milano-Cortina.



