Intervista a Gianfranco Barozzi, allenatore degli Sgularat
Gli Sgularat, squadra milanese di hockey amatoriale, hanno da poco cominciato la nuova stagione nei campionati della Lega Hockey Libertas 2025/26. Abbiamo avuto il piacere di intervistare Gianfranco Barozzi, allenatore della squadra.
Come e quando ti sei avvicinato al mondo degli Sgularat?
Mi sono avvicinato agli Sgularat non la scorsa stagione, ma due anni fa, quindi nel 2023. Allenavo già in precedenza le Valchirie. Gli Sgularat erano alla ricerca di un allenatore, e la voglia era quella di provare a fare le cose un po’ più fatte bene. La scelta è ricaduta su di me e non ho esitato a dire di sì.

Tu sei l’allenatore delle tre squadre. Come si gestisce un allenamento di tre squadre di tre categorie differenti? Visto che voi giocate in Libertas A, in B e in C, e ci sono differenze anche proprio a livello di pattinaggio…
Io principalmente cerco di sviluppare gli allenamenti a metà pista ma sul lungo. Unifico l’A e la B, che sono più o meno simili, e la C si allena per conto suo. Gli allenamenti sono gli stessi, però adeguati alle capacità di entrambi i gruppi.
Abbiamo tre allenamenti alla settimana: due in pista grande e uno in pista piccola. Quello in pista piccola è dedicato alle skills, al pattinaggio, a formare il giocatore individuale.
A livello di esercizi principalmente faccio fare stickhandling, powerskating e tiri. Il portiere non c’è sempre, perché purtroppo a Sesto nel campo piccolo ci sono solo le porte piccole, quindi ci adeguiamo. Però c’è sempre un tiro: o si pattina, o si controlla il disco, o si fanno passaggi, o si tira. L’importante non è fare gol, ma imparare la tecnica del tiro.
Come per il powerskating…
Esattamente: non mi interessa che vadano a mille all’ora, mi interessa che padroneggino i pattini, i fili, il peso, le curve e tutto il resto.
Parlando più della squadra: come sta andando questo primo periodo di stagione nei tre campionati?
Giostrarsi in tre campionati non è semplice. In A la squadra è praticamente nuova: abbiamo sfruttato un po’ di vicissitudini che ci hanno portato nuovi giocatori. Va rodata, ci vuole tempo, ci vogliono allenamenti. Però già passare da un 15-1 a un 7-0, tirando un po’ di più, è un passo. Lavoriamo insieme da tre mesi neanche, quindi è già un passo positivo.
La B è un gruppo molto buono, molto bello, sta crescendo anche loro, si sta unendo sempre di più e i risultati si vedono. Sicuramente dobbiamo crescere sul gioco. La C stiamo crescendo anche lì, dobbiamo capire un po’ di più il gioco base. Anche loro stanno crescendo e, ripeto, dobbiamo testare, dobbiamo metterci in gioco. Abbiamo fatto solo una partita contro Varese, che oltretutto è una delle più forti. C’è da lavorare tanto con la C, però anche quello può portare a buoni risultati.

In C è un gruppo nuovo?
No, in C ci sono tanti veterani che c’erano già, più si stanno aggregando molte persone, sia piccoli che grandi. Perché il più piccolo ha 16 anni, è arrivato quest’anno, il più grande ne ha 60. Quindi, ripeto, c’è una corazza vecchia che viene con noi da anni, più alcuni giocatori nuovi che si sono avvicinati al ghiaccio quest’anno.
È bello avere la possibilità di integrare nuove leve con i veterani storici…
Assolutamente, sì, sicuramente. Come si cerca di avere un passaggio del testimone di categoria, ma anche un passaggio di testimone da grandi a giovani. Non so se mi spiego.
Sì, sì, certo, perché poi quelli della C possono, quelli che raggiungono un determinato livello, magari l’anno prossimo vanno in B.
Esattamente, siamo partiti che avevamo soltanto la C, poi abbiamo deciso di fare C e B. E chi aveva cominciato da poco lasciarlo in C, poi a fine stagione se l’è meritato e l’abbiamo promosso in B, chi invece non è ancora a livello, o non se la sente, o per esigenze personali, lo lasciamo in C.
La differenza tra l’A e la B è che chi ha fatto i federali non può scendere in B, mentre chi non ha fatto niente può salire in A. Quindi, ripeto, la mia etica sulla B e l’A: chi fa la B è giusto che faccia la A per avere anche un bagaglio culturale e visivo maggiore.

Come valuti i tre campionati?
Ho una valutazione molto positiva perché tutti e tre i campionati stanno crescendo a dismisura. Ero partito il primo anno che c’era Libertas a un mischione generale, un livello abbastanza basso. Con tutti questi giocatori che stanno approdando al mondo Libertas i livelli si stanno alzando. Ed è un campionato che secondo me può solo che crescere.
E la Libertas A invece?
L’A è un bel campionato, secondo me può crescere ancora di più, sta crescendo veramente tanto. Si stanno approcciando giocatori che hanno fatto tanti campionati federali, tanti campionati all’estero. Secondo me è veramente alto. Al momento vedo favorite Varese e Fighters in tutte e tre le categorie, quindi Libertas A, B e C.

Prossimi impegni vostri?
Domenica 30 novembre giocheremo a Torino coi Bulls in Libertas A. Mi aspetto una partita dove possiamo giocarcela, dove c’è voglia di fare risultato, e che può essere alla nostra portata.
La prossima partita con la Libertas C sarà il 3 dicembre contro i Vikings, mentre a febbraio giocheremo con la Libertas B.
Come si prepara una partita con tutto questo stacco?
Ho la fortuna che appunto chi gioca la B mi gioca anche la A, quindi ripeto il ritmo partita non lo perde, poi sicuramente organizzare delle amichevoli aiuta. E quest’anno l’obiettivo è quello di arrivare il più in alto possibile, imparare e divertirsi. Cercando di apprendere sempre di più e mettendosi in gioco su ogni fronte.



