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    L’intervento di Walter Andriolo, Presidente dell’AIHG, a Radio Village Network

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    L’intervento di Walter Andriolo, Presidente dell’AIHG, a Radio Village Network

    Ieri sera nel corso della trasmissione “Sport in Rete” in onda su Radio Village Network, condotta da Max Airoldi, è intervenuto Walter Andriolo, il Presidente dell’AIHG – l’Associazione Italiana Hockey Ghiaccio. La puntata può essere riascoltata su www.radiovillagenetwork.it oppure sulla app della radio nella sezione demand.

    Ad inizio puntata Roberto Vedani ha fatto il punto sulla prima parte della stagione di Ambrì Piotta e Lugano. E poi è intervenuto il Presidente Andriolo che ha parlato di tanti temi diversi. Si è parlato dello stato attuale del campionato, della sua crescita sia a livello di gioco che di aumento di spettatori, e dei tanti giovani che giocano in IHL. E poi, tra le altre cose, anche della possibilità di ritornare ad una Serie A italiana.

    La domanda sulla Serie A è stata posta da Roberto Vedani:

    Vorrei chiedere al Presidente cosa si può fare per invogliare le squadre della categoria superiore a scendere e fare un campionato che sarebbe spettacolare, perché riuscire a portare Cortina, Merano e molte di queste squadre qui, che oltretutto nel campionato superiore vedo che sono praticamente quasi tutte dei bassifondi della classifica.

    Allora, noi stiamo spingendo per cercare di vedere di poter tornare a un campionato di Serie A italiano, però da parte di alcune delle squadre che giocano in AlpsHL c’è sicuramente, almeno per il momento, ancora una forte resistenza. Io ho detto che sarebbe bello poterlo fare, dovremmo trovare quelle che sono le regole, il format corretto. Però dovremmo anche partire capendo chi potrà partecipare o meno: perché da parte di alcune società della Serie A c’è un attimino così di senso di superiorità nei confronti di questa povera IHL.

    Quello che io fatico ad accettare, che secondo me non è corretto, è che loro dicono (alcune squadre della Serie A che giocano in AlpsHL): noi poniamo le regole e chi vuole venire viene, e vediamo in quanti siamo a fare una Serie A. Io ho detto: signori, noi dovremmo sederci a un tavolo, trovare delle regole comuni. Poi dal mio punto di vista, per una questione sportiva, sarebbe corretto che il primo anno si facesse un campionato a 18-19 squadre, tutti insieme, calcolando già all’interno delle NOFA che la stagione successiva per dirti le prime dieci hanno il titolo sportivo per giocare la Serie A. Perché se no diventa di nuovo, secondo me, un prodotto artefatto.

    Noi ci siamo, noi sette, chi prendiamo delle tre, chi ci garantisce questo. Io lo trovo un attimino, ecco, io sono più per il merito sportivo, tu Massimo lo sai. Noi ci siamo battuti per avere questa possibilità di avere i campionati chiusi, con possibilità della squadra che vince la Division 1 di poter salire, e chi perde dovrebbe scendere. Perché dobbiamo fare in questa maniera qui. Perché questi campionati aperti, viene chi se lo può permettere, mi piace poco, ecco. Per quanto riguarda il nostro campionato, o un eventuale campionato di Serie A”.

    Sono state poi trasmesse anche le interviste registrate da Angelo Furfari al termine di Dobbiaco-Feltre a Patrick Rizzo, capitano del Dobbiaco, e Thomas Broch del Feltre.

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