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    Negli USA cresce la preoccupazione per i lavori dell’Arena Santa Giulia in vista di Milano Cortina 2026

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    Negli USA cresce la preoccupazione per i lavori dell’Arena Santa Giulia in vista di Milano Cortina 2026

    Negli Stati Uniti cresce la preoccupazione. Per loro l’hockey su ghiaccio non è uno sport qualunque: è una parte identitaria, una delle discipline di riferimento del Paese. Qualcosa che in Italia non possiamo nemmeno immaginarci, purtroppo. A Milano Cortina 2026 saranno infatti presenti, dopo Sochi 2014, i giocatori di NHL, il massimo campionato nord americano di hockey su ghiaccio.

    E proprio per questo, negli ultimi giorni, diversi media americani – dal New York Post alla NBC, ESPN e tanti altri – stanno lanciando un allarme sempre più forte: i lavori per l’impianto dell’Arena Santa Giulia di Milano-Cortina 2026 sono in ritardo.

    “Non c’è un Piano B”, ha dichiarato sabato all’Associated Press Andrea Francisi, Chief Games Operations Officer di Milano-Cortina. “Quindi, necessariamente, dobbiamo essere in grado di organizzare le competizioni in maniera impeccabile a Santa Giulia”.

    Il PalaItalia di Santa Giulia, l’Arena di 16000 posti, che ospiterà i tornei olimpici di hockey su ghiaccio, sarà consegnato solo a fine anno. Il test event, che doveva inizialmente essere il Mondiale U20 in programma a Milano a dicembre, è slittato ad inizio 2026. Dal 9 al 11 gennaio si giocheranno infatti le Final Four di Coppa Italia e di IHL Serie A. Quasi a ridosso dell’inizio delle Olimpiadi: la prima partita del torneo di hockey femminile si giocherà il 5 febbraio. Il torneo maschile è invece in programma dall’11 al 22 febbraio.

    Negli USA cresce la preoccupazione per i lavori dell'Arena Santa Giulia in vista di Milano Cortina 2026

    Di solito, secondo le regole del CIO, “le sedi olimpiche devono essere sottoposte a test con un anno o più di anticipo, in particolare le arene con ghiaccio, per risolvere eventuali problemi di qualità e sicurezza“, così scrive il New York Post. E in un grande palazzetto di hockey “non si tratta solo di verificare che il ghiaccio e la superficie di gioco siano pronti e sicuri. Bisogna anche testare i locali ristorazione, i bagni e tutto il resto all’interno di un nuovo palazzetto”, cosi scrive ESPN. Per i media americani questo è un grosso problema.

    La nuova arena, costruita da Eventim, che doveva inizialmente costare 170 milioni, ma ne sono serviti circa 370 milioni, è nata principalmente per i concerti, non per l’hockey. Un anno fa la Commissione Impianti Sportivi del CONI, come anticipato da Altreconomia, aveva evidenziato problemi di visibilità rispetto ai parametri richiesti per l’hockey su ghiaccio. Si giocherà infatti con una deroga.

    La sensazione, molto chiara nei commenti americani, è che in Italia l’hockey non sia percepito come prioritario. Negli Stati Uniti sì. E vedere una delle loro discipline simbolo inserita in un contesto di ritardi, deroghe e incognite sta generando un malumore crescente. Per loro, l’hockey olimpico è un evento celebrato quasi quanto il Super Bowl. E il fatto che Milano-Cortina arrivi così vicina al limite non fa dormire sonni tranquilli agli appassionati d’Oltreoceano.

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