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    A 70 anni da Cortina 1956: una storia da ricordare

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    Di Bill O’Donnell

    A 70 anni da Cortina 1956: una storia da ricordare

    Nel 2026 le città di Milano e Cortina d’Ampezzo ospiteranno i XXV Giochi Olimpici Invernali. Questo evento segna vent’anni dall’ultima volta che l’Italia ha ospitato i Giochi Olimpici Invernali, a Torino 2006. In quell’occasione, l’Italia schierò una squadra maschile di hockey composta da nove giocatori canadesi di origine italiana. Tra questi vi era un atleta proveniente da Sault Ste. Marie, Ontario (Canada), John Parco. 

    L’impiego di giocatori canadesi provenienti dai campionati italiani risale agli inizi dell’hockey in Italia, subito dopo la Prima Guerra Mondiale. I Giochi Olimpici Invernali del 1956, ospitati a Cortina d’Ampezzo, rappresentarono la prima volta in cui giocatori canadesi di origine italiana — in possesso di passaporto italiano perché nati in Italia o figli di genitori nati in Italia — disputarono il torneo olimpico di hockey maschile per l’Italia. 

    In quell’occasione vi furono sei giocatori canadesi e un cosiddetto “allenatore fantasma”, che portarono l’Italia al miglior risultato olimpico della sua storia nel torneo di hockey. I giocatori erano Carmen Tucci, Bernardo Tomie, Reno Alberton, Carlo Montemurro, Giovanni Furlani e Aldo Maniacco. L’“allenatore fantasma” era Bill Cupolo, così definito perché non era l’allenatore ufficiale della Nazionale, ma diversi membri della squadra olimpica provenivano dall’HC Milano-Inter, di cui Cupolo era capo allenatore. Questi uomini sono ricordati come “i Canadesi di Cortina”. 

    Tutti i giocatori provenivano dalla provincia dell’Ontario (Canada) e la maggior parte di loro fu scoperta e ingaggiata da Peter Bessone, membro della Hockey Hall of Fame statunitense. Bessone, ex giocatore con esperienza nei campionati minori europei e nordamericani, fu assunto dalla Federazione Italiana Sport del Ghiaccio come Commissario Tecnico della Nazionale all’inizio degli anni Cinquanta. 

    I giocatori nordamericani vennero assegnati a diverse squadre del campionato di Serie A, e la squadra olimpica fu selezionata tra i migliori elementi di sei club. La creazione di un vero “gruppo squadra” fu il principale compito dell’allenatore svizzero Bibi Torriani. 

    Con l’avvicinarsi dei Giochi Olimpici, lo staff tecnico si rese conto della necessità di maggiore incisività offensiva. All’inizio di novembre 1955, Aldo Maniacco, proveniente da Sault Ste. Marie, fu ingaggiato dall’HC Milano. Il suo contributo fu immediato: arrivò in tempo per disputare la Coppa Spengler di dicembre e divenne il miglior marcatore della Nazionale italiana ai Giochi di Cortina, totalizzando 5 gol e 7 assist in 6 partite. 

    La Nazionale maschile italiana non riuscì ad accedere al girone per le medaglie a causa di due pareggi contro Austria e Germania e di una sconfitta per 3-1 contro il Canada. Vinse tuttavia tutte e tre le partite del girone di consolazione. Il bilancio finale fu di tre vittorie, due pareggi e una sconfitta, che portarono l’Italia al settimo posto, il miglior risultato di sempre nella storia olimpica dell’hockey italiano.

    Dal 1956 in poi, l’Italia ha partecipato a sei tornei olimpici di hockey, schierando giocatori canadesi di origine italiana in tutte le edizioni tranne una. Ai Giochi di Innsbruck 1964, la squadra era composta esclusivamente da giocatori nati in Italia e concluse il torneo al penultimo posto. Trascorsero poi vent’anni prima che l’Italia tornasse a qualificarsi per i Giochi Olimpici. 

    Alle Olimpiadi di Sarajevo 1984, la squadra comprendeva cinque canadesi di origine italiana, tutti dilettanti, provenienti dal programma della Nazionale che, sotto la guida dell’allenatore canadese David Chambers, era passata dalla categoria “C” alla “A”. Alcuni giocatori nordamericani, avendo militato nel professionismo, non erano ammessi ai Giochi secondo il regolamento dell’epoca. 

    Il programma olimpico italiano continuò ad avvalersi di giocatori canadesi anche a Albertville 1992 (12 giocatori), Lillehammer 1994 (10), Nagano 1998 (11) e Torino 2006 (9). 

    Nel 2026, i XXV Giochi Olimpici Invernali torneranno a Milano e Cortina d’Ampezzo. Attualmente, diversi canadesi di origine italiana sono in lizza per un posto nel roster della Nazionale maschile. 

    Ci auguriamo che l’Italia possa schierare una squadra competitiva e superare il settimo posto del 1956, ottenuto grazie al contributo dei “Canadesi di Cortina” — Carmen Tucci, Bernardo Tomie, Carlo Montemurro, Ron Furlani, Reno Alberton e Aldo Maniacco.

    U.F.A. Cortina, Foto Costantini

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