5 cose imparate dal Giorno 8 delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026
I quarti di finale del torneo maschile di hockey su ghiaccio ai Olympic Winter Games Milano Cortina 2026 si sono disputati mercoledì.
Team Canada, Team USA, Team Slovakia e Team Finland — le prime quattro teste di serie — hanno conquistato l’accesso alle semifinali, in programma venerdì. Il Canada affronterà la Finlandia, mentre gli Stati Uniti sfideranno la Slovacchia.
Ecco cinque cose imparate dal Giorno 8:
Gli Stati Uniti sono resilienti
Uscire ai quarti di finale non sarebbe stato accettabile per gli Stati Uniti a Milano, ma dopo aver subito il gol del pareggio a 1:31 dalla fine dei tempi regolamentari contro la Svezia, questa possibilità è sembrata concreta. La Svezia aveva tutto il momentum in vista dell’overtime, mentre sugli USA gravava tutta la pressione.
Nonostante la vittoria del faceoff iniziale da parte degli svedesi, gli americani hanno chiuso ogni spazio senza concedere vere occasioni nel supplementare. A decidere la gara dopo 3:27 è stato Quinn Hughes, che ha spiegato come la squadra si sia affidata all’esperienza nei momenti chiave: giocatori con Stanley Cup vinte, lunghe cavalcate playoff, premi individuali e status da superstar. Contro una squadra come la Svezia, capace di battere chiunque, serviva sangue freddo.

Il Canada può essere battuto
Il Canada era apparso imbattibile nel girone preliminare, con tre vittorie e un totale di 20-3 nei gol segnati/subiti, incluso un 5-0 contro la Cechia. Ma nei quarti proprio i cechi sono andati vicini all’impresa, pur giocando la seconda gara in due giorni contro un Canada riposato.
La Cechia è diventata la prima squadra a portarsi in vantaggio contro il Canada in un’Olimpiade con giocatori NHL dai tempi degli USA nel 2010 a Vancouver. I cechi conducevano 3-2 nel finale del terzo periodo.
Una deviazione decisiva di Nick Suzuki ha fissato il 3-3 a 3:27 dalla sirena, poi Jordan Binnington ha salvato su una fuga di Martin Necas a 1:10 dalla fine. In overtime, Mitch Marner ha segnato in backhand dopo 1:22 regalando la vittoria al Canada. Resta però l’incognita sulle condizioni del capitano Sidney Crosby, uscito per un infortunio alla parte inferiore del corpo.
Fine di un’era per la Svezia
La prossima Olimpiade invernale potrebbe vedere una Svezia molto diversa. Veterani come Victor Hedman, Erik Karlsson, Jacob Markstrom, Marcus Johansson, Oliver Ekman-Larsson e il capitano Gabriel Landeskog difficilmente saranno ancora protagonisti nel 2030.
In futuro, il testimone potrebbe passare a giovani come Lucas Raymond e Leo Carlsson. Il percorso complicato, iniziato con un gol subito nel finale contro la Slovacchia nel girone, ha costretto la Svezia a un cammino più duro, culminato con l’eliminazione.
La Finlandia non molla mai
Per quasi 54 minuti la Finlandia è sembrata a un passo dall’eliminazione contro la Svizzera, sotto 2-0 e in difficoltà. Ma a 6:06 dalla fine Sebastian Aho ha riaperto la partita.
Con il portiere Juuse Saros richiamato in panchina per l’uomo in più, Miro Heiskanen ha pareggiato a 1:12 dalla sirena. All’overtime è stato Artturi Lehkonen a segnare il 3-2 che ha mandato la Finlandia in semifinale contro il Canada. La mentalità è chiara: non arrendersi mai.
La “mentalità slovacca”
La Slovacchia è arrivata a Milano senza grandi attenzioni mediatiche, ma nei quarti ha travolto la Germania 6-2. Il difensore Erik Cernak ha definito il segreto della squadra come “la mentalità slovacca”: se si punta a un obiettivo, si dà tutto.
Anche Martin Pospisil ha sottolineato il talento e l’etica del lavoro del gruppo. Ora la Slovacchia affronterà gli Stati Uniti in semifinale senza paura e con la convinzione di poter battere chiunque.



