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    “Oltre la performance”: a Milano confronto su tecnologia, ricerca e sport paralimpico

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    “Oltre la performance”: a Milano confronto su tecnologia, ricerca e sport paralimpico

    Si è svolto questa mattina a Casa Lombardia, a Milano, l’incontro “Oltre la performance – Tecnologia e approccio multidisciplinare per una nuova idea di recupero e autonomia”, momento di confronto tra istituzioni, ricerca scientifica, industria biomedicale e mondo dello sport.

    L’evento, ospitato nell’Arena Experience a Casa Lombardia, ha approfondito il ruolo sempre più centrale di tecnologia, neuroscienze e innovazione nei percorsi di recupero funzionale e ritorno all’attività fisica, con particolare attenzione all’autonomia delle persone e agli strumenti che stanno trasformando la riabilitazione sportiva e non solo.

    Gli interventi

    Sono intervenuti:
    Andrea Donnini, Presidente Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica,
    Fred Morini, osteopata, fisioterapista e psicologo – già ciclista professionista, oggi nello staff della Nazionale Italiana di ciclismo,
    Caterina Lande, Product Marketing Manager, THERAS
    Daniela Colonna Preti, Presidente POLHA-VARESE APD APS
    Gabriele Lanza, atleta della Nazionale italiana di para ice-hockey

    “Oltre la performance”: a Milano confronto su tecnologia, ricerca e sport paralimpico

    Daniela Colonna Preti, presidente della POLHA-VARESE APD APS, ha raccontato l’attività della sua associazione, da oltre 40 anni in prima linea per permettere alle persone con disabilità di praticare sport. Sono otto gli atleti della POLHA che stanno gareggiando alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026: quattro nel para ice hockey e quattro nello sci.

    Tra i protagonisti anche Gabriele Lanza, atleta della Nazionale Italiana di Para Ice Hockey e dei Western Para Ice Hockey Team, che ha portato la testimonianza diretta di chi vive ogni giorno il rapporto tra sport, recupero e autonomia. Al termine dell’evento ho avuto il piacere di fare a lui una breve intervista.

    “Oltre la performance”: a Milano confronto su tecnologia, ricerca e sport paralimpico

    L’intervista a Gabriele Lanza

    Un commento sull’incontro

    La mattinata di oggi è stata molto importante, molto produttiva. Comunque parlare di inclusione e soprattutto, come abbiamo ripetuto, di autonomia ad oggi non è ancora scontato. Purtroppo spesso nel mondo delle persone con disabilità si parla ancora tanto di assistenzialismo. È giusto andare verso un’autonomia, perché comunque l’autonomia permette alla persona di vivere, di affrontare le proprie sfide, che siano sfide lavorative, che siano sfide semplici di vita, come uscire di casa e andare a fare la spesa, o che si ha la possibilità di praticare uno sport, sia a livello agonistico che non, questo è importante. Ed è importante che tutto il mondo, tutte le persone condivise, dai medici agli ingegneri, agli architetti e tutte le varie categorie che lavorano nella vita delle persone, siano concentrati su questo aspetto, sul fornire autonomia alle persone con disabilità. 

    Sulla tecnologia

    La tecnologia, sia medica che sportiva, per un atleta paralimpico sono fondamentali e importantissime, perché la tecnologia medica ti permette di performare in allenamento e in partita, nonostante la tua disabilità e nonostante i dolori che può provocare la tua disabilità. Quindi avere professionisti, da fisioterapisti, chiropratici, psicologi, ortopedici, che seguono l’atleta nei vari momenti della vita e dello sport e avere un progresso tecnologico, questo ci permette di sicuro di performare al meglio e soprattutto la tecnologia poi entra in gioco proprio anche sul campo di gioco, con i nostri slittini, con le stecche, con le lame. Quello di sicuro, ogni piccolo incremento tecnologico permette a noi atleti di poter performare al meglio. Il Paraisockey in primis, ma tutti gli altri sport paralimpici. 

    Cosa ti porti come esperienza al termine di questa mattinata? 

    Allora in questa mattinata ho scoperto tante novità interessanti e mi porto di sicuro la buona notizia che ci sono persone, che non sono persone con disabilità, che iniziano a vedere il mondo della disabilità come un mondo di autonomia, come un mondo dove si può parlare di risorse e di profitti, non solo un mondo dedicato all’assistenzialismo e quindi dedicato a una spesa, dedicato ad essere un peso.

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