Comunicato stampa Ubroker Bassano
Mr. Ubroker promuove il Bassano
Il main sponsor Fabio Spallanzani a ruota libera sulla stagione dei giallorossi
Dall’avvento di Ale Bertolucci alla guida tecnica della squadra lo scorso anno, il main sponsor Fabio Spallanzani ha scelto volutamente il basso profilo lasciando al capoallenatore i riflettori e gli oneri che spesso questi comportano. Tuttavia, lo spirito da trascinatore nato e il tratto distintivo da leader riconosciuto non potevano non affiorare ugualmente alla distanza, quando lo slancio e l’entusiasmo che da sempre animano il percorso imprenditoriale e non solo di Mr. Ubroker, diventano determinanti ora che ci avviciniamo alla fase cruciale dell’annata da fine mese in poi.
Fabio, che bilancio ti senti di fare sinora per questo Ubroker Bassano?
“Personalmente il mio consuntivo al momento è molto, molto positivo. Dopo il ritorno tra le grandi del campionato la scorsa stagione, quest’anno volevamo agguantare minimo il secondo posto in regular season e l’abbiamo agganciato aritmeticamente da settimane, rimanendo addirittura per due mesi e mezzo soli al comando. Volevamo accedere alla finalissima di Coppa Italia dopo una vita e ce l’abbiamo fatta. Ora puntiamo a un playoff da protagonista ma prima non voglio lasciare nulla di intentato per il primato in classifica. Mancano due giornate e intanto vediamo di vincere la prossima col Giovinazzo domenica al palazzo”.
L’idea di una finale scudetto dopo 17 anni non può non stuzzicare…
“Eccome se coinvolge. Ma so come funziona lo sport. Se pensiamo che arriveremo in finale per lo scudo per grazia ricevuta usciamo subito. I playoff sono un campionato a parte, affascinante e crudele dove davvero tutto può accadere e non è un modo di dire. Devi essere bravo a costruirti l’obiettivo partita dopo partita, un mattone dopo l’altro, una serie dopo l’altra. Se pensi che sia facile e non invece una conquista quotidiana sei out”.
Come valuti il cammino in Champions League?
“Quest’anno la nostra esperienza europea doveva essere unicamente formativa. Dopodichè il sorteggio è stato implacabile: abbiamo beccato i campioni d’Europa e i campioni del Mondo e quella squadra che pareva forse un filo più abbordabile sta dominando la Liga. Fate un po’ voi. Non vuol dire che ci saremmo qualificati, questo no, ma di sicuro con un girone meno proibitivo saremmo rimasti in corsa più a lungo. Eppure è grazie alla Coppa Campioni se abbiamo guidato la serie A per due mesi e mezzo. Quando ti misuri coi migliori impari sempre e metti a frutto. Di questo sono felice.
Il Trissino? Sapevamo dall’inizio che sono i più forti e i più completi. Però non rinunciamo a contrastarli. Per dire: il divario emerso nell’ultimo scontro diretto per tutta una serie di fattori, non esiste. Le prime due partite, all’andata e la finalissima in Coppa Italia sono più veritiere. Come ad esempio non esiste un distacco esagerato tra noi e le squadre che seguono. Sono tutte sfide aperte. Col Trissino oggi direi 60 probabilità per loro e 40 per noi. Che possono aumentare leggermente a 65 se giocano in casa. Ma se uno fa riferimento alla partita di fine marzo pare 95 a 5 e non è così nel modo più assoluto”.
Il programma che hai tracciato è graduale e pluriennale. Finora è stato rispettato…
“Dalla scorsa stagione è stato delineato un progetto di crescita che stiamo ottemperando nel modo più assoluto e che miriamo a coronare magari l’anno venturo provando a sollevare un trofeo. Vi anticipo già che senza alcuna rivoluzione stiamo lavorando per potenziare l’organico in estate. Ma al netto della nostra volontà, dipende da ciò che ti consente di fare il mercato. E di solito non è granchè. Specie il circuito interno. Se ci fosse un big italiano che all’improvviso ha voglia di cambiare squadra noi ci siamo e siamo pronti ad accoglierlo, ma all’orizzonte per il momento non si vede. E allora se le cose stanno così mi tengo stretti di gran lunga i miei ragazzi di cui, a scanso di equivoci, sono contentissimo”.




