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    Il programma di Fabio Labia, candidato alla Presidenza della FISG per il quadriennio 2026-2030

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    Il programma di Fabio Labia, candidato alla Presidenza della FISG per il quadriennio 2026-2030

    Riceviamo e pubblichiamo il programma di Fabio Labia, candidato alla Presidenza della FISG per il quadriennio olimpico 2026-2030. Labia, nato a Roma, è il fondatore e direttore della International Hockey School, nata 7 anni fa.

    Nei prossimi giorni pubblicheremo anche i programmi degli altri tre candidati alla Presidenza: Walter Andriolo, Tommaso Teofoli e Andrea Gios. Le elezioni si terranno sabato 25 luglio a Bolzano.

    Foto di Fabio Labia

    PREMESSA Una diagnosi onesta, una visione coraggiosa

    “L’Italia ospita le Olimpiadi Invernali 2026 a Milano-Cortina. Eppure a Milano non esiste ancora una pista di ghiaccio permanente su cui un bambino possa pattinare.” — Andrea Gios, Presidente FISG uscente, novembre 2025

    Questa frase, pronunciata dal presidente federale in carica a tre mesi dall’evento più importante dello sport invernale mondiale ospitato sul nostro suolo, dice più di qualsiasi statistica: l’Italia degli sport su ghiaccio sta perdendo una battaglia che non avrebbe mai dovuto combattere. Non una battaglia sportiva. Una battaglia di visione, di investimento, di credibilità istituzionale.

    Mentre la Svezia forma i propri giovani atleti in 400 piste coperte, la Finlandia destina risorse pubbliche strutturali allo sviluppo dello sport giovanile su ghiaccio, il Canada costruisce piste in ogni quartiere, noi stiamo discutendo di come lasciare una “legacy” olimpica in una città che non ha nemmeno un impianto permanente dove i bambini possano pattinare.

    Questo programma nasce da una convinzione profonda: l’Italia ha il potenziale umano, la passione sportiva e le tradizioni necessarie per diventare un riferimento europeo negli sport su ghiaccio. Manca la struttura. Manca la visione sistemica. Manca la volontà di investire nelle generazioni future invece di vivere di rendita sul passato.

    Io sono Fabio Labia. Da sette anni guido la International Hockey School, un’organizzazione dedicata allo sviluppo del giovane atleta su ghiaccio, nata dalla mia passione per tutti gli sport su ghiaccio e dalla convinzione che l’Italia possa eccellere in ciascuno di essi. Ho visto con i miei occhi i talenti italiani — nell’hockey, nel pattinaggio, nel curling, nello short track — che non riescono ad allenarsi per mancanza di piste. Ho accompagnato ragazzi in giro per l’Europa per dare loro le opportunità formative che il loro paese non riesce a offrire. Ho lavorato con coach di livello internazionale e ho capito quanto il gap tecnico fra l’Italia e i paesi leader sia reale ma colmabile.

    Oggi mi candido alla Presidenza della FISG con un mandato preciso: costruire le fondamenta di un sistema sportivo del ghiaccio degno del potenziale italiano. Di certo non posso promettere miracoli, ma quello che posso promettere è un serio impegno, lavoro, metodo e una visione chiara orientata al miglioramento degli sport su ghiaccio per il futuro.

    IL CANDIDATO Fabio Labia e la International Hockey School Il profilo

    Sono il fondatore e direttore della International Hockey School, nata 7 anni fa con un obiettivo semplice e ambizioso allo stesso tempo: portare nel mondo dello sport su ghiaccio giovanile italiano competenze, metodi e coach di caratura internazionale. L’hockey è stato il punto di partenza, ma la visione e i valori che animano questa esperienza — accessibilità, eccellenza tecnica, sviluppo del giovane atleta — si applicano a tutte le discipline del ghiaccio, ed è con questa prospettiva che mi candido alla presidenza della FISG.

    In questi sette anni abbiamo costruito qualcosa di concreto: un modello educativo che integra la formazione tecnica di alto livello con la crescita personale del giovane atleta. Lavoriamo con head coach cechi, nordamericani ed europei. Portiamo i nostri ragazzi in giro per l’Europa a fare esperienze di gioco e formazione. Offriamo borse di studio ai talenti che non hanno le risorse economiche per permettersi una formazione di livello superiore. Ogni anno ospitiamo giovani atleti che non potrebbero altrimenti accedere a programmi di sviluppo avanzati.

    Cosa ha costruito la International Hockey School in 7 anni

    La International Hockey School non è soltanto un’organizzazione sportiva: è già, in miniatura, il modello di sistema che voglio costruire su scala federale. Un sistema in cui i giovani talenti italiani, indipendentemente dalla provenienza geografica e dalle risorse economiche della famiglia, abbiano accesso alla formazione di alto livello. Un sistema che porta il meglio del mondo dentro i confini nazionali e porta i nostri atleti a confrontarsi con il mondo.

    LA SITUAZIONE ATTUALE Una diagnosi onesta dei problemi

    Prima di presentare le soluzioni, dobbiamo avere il coraggio di nominare i problemi. Solo chi parte da una diagnosi onesta può costruire terapie efficaci.

    1. La crisi infrastrutturale L’Italia ha meno di 50 piste di ghiaccio coperte e attive su tutto il territorio nazionale, contro le 400+ della Svezia, le 200+ della Germania, le 100+ della Svizzera con un terzo della nostra popolazione. Questa scarsità non è una curiosità statistica: è la causa strutturale di ogni altro problema che gli sport del ghiaccio italiani affrontano. La distribuzione geografica è drammaticamente squilibrata: oltre l’85% degli impianti è concentrato nel Nord Italia (Alto Adige, Trentino, Lombardia, Veneto, Friuli). Il Centro e il Sud Italia sono praticamente deserti sportivi per quanto riguarda il ghiaccio. Un bambino nato a Napoli, Roma o Palermo non ha alcuna possibilità concreta di avvicinarsi agli sport del ghiaccio. La Federazione ha tollerato questo divario per troppo tempo. I pochi impianti esistenti spesso non sono di proprietà federale e devono fare i conti con costi di gestione elevatissimi, conflitti di utilizzo con le attività commerciali (discoteche sul ghiaccio, pattinaggio ricreativo) che riducono il tempo disponibile per l’allenamento sportivo.

    2. Il gap tecnico degli allenatori L’Italia non dispone di un sistema strutturato di aggiornamento continuo per i propri allenatori di sports su ghiaccio. I coach italiani — molti dei quali sono persone appassionate e dedicate — non hanno accesso sistematico ai metodi di formazione utilizzati dai paesi leader: Canada, Svezia, Finlandia, Repubblica Ceca, Russia. Il risultato è un ritardo tecnico che si trasferisce direttamente sugli atleti. In assenza di programmi federali di aggiornamento, molti allenatori si autoformano, con risultati inevitabilmente disomogenei. Non esistono accordi sistemici con le federazioni straniere per lo scambio di know-how, per l’invio di coach italiani a seminari internazionali, per l’importazione di metodologie didattiche avanzate.

    3. I costi di accesso proibitivi Praticare hockey su ghiaccio, pattinaggio artistico, curling o short track in Italia è significativamente più costoso che in altri paesi europei. I motivi sono molteplici: scarsità dell’offerta che crea monopoli locali, attrezzatura specializzata con costi elevati, assenza di programmi di supporto economico per le famiglie a basso reddito, quote associative elevate. Questo esclude di fatto interi segmenti della popolazione da questi sport, privando la Federazione di un bacino di talenti potenzialmente enorme.

    4. La scarsa visibilità mediatica e istituzionale Gli sport del ghiaccio italiani sono praticamente invisibili nei media generalisti. La copertura televisiva è limitata ai principali eventi internazionali quando si tratta di atleti italiani già affermati. Non esiste una strategia federale organica di comunicazione, di storytelling sportivo, di costruzione di una fanbase giovanile. Le istituzioni — Comuni, Regioni, MIUR, Ministero dello Sport — non vengono coinvolte in modo sistematico come partner dello sviluppo del movimento.

    5. L’assenza di una filiera di sviluppo Manca una vera e propria “pipeline” dello sviluppo atletico: dal bambino che si avvicina allo sport per la prima volta fino all’atleta di alto livello. Le scuole non sono coinvolte. I programmi di avviamento allo sport sono insufficienti. Le borse di studio per i talenti sono episodiche e non strutturate. I migliori talenti italiani spesso emigrano all’estero perché in Italia non trovano le condizioni per esprimere il loro potenziale. L’Italia ospita le Olimpiadi Invernali 2026 ma non ha saputo trasformare questo evento storico in un’occasione di legacy sportiva. Sta a noi costruirla adesso, con o senza i Giochi.

    LA VISIONE Un sistema sportivo del ghiaccio degno dell’Italia

    La visione che porto non è un obiettivo da raggiungere in quattro anni. È un progetto decennale che inizia adesso, con le prime azioni concrete del primo mandato presidenziale, e che costruirà le fondamenta per le generazioni future.

    5 PILASTRI DEL MIO PROGRAMMA

    PILASTRO 1 — INFRASTRUTTURE Più palaghiacci, più sport, più futuro

    Non si può sviluppare nessuno sport senza impianti dove praticarlo. Questa è la priorità assoluta, senza la quale ogni altro programma rimane sulla carta.

    1.1 Piano Nazionale Palaghiaccio Proporrò al CONI, al Ministero dello Sport e alle Regioni un Piano Nazionale per la costruzione e la riqualificazione degli impianti di ghiaccio, da inserire nei programmi pluriennali di investimento infrastrutturale sportivo. L’obiettivo è portare il numero di impianti funzionali da meno di 50 a 65+ nell’arco di un decennio.

    1.2 Standard minimi per gli impianti federali Definiremo standard minimi di qualità per gli impianti affiliati FISG: dimensioni delle piste conformi agli standard internazionali per ciascuna disciplina (hockey, pattinaggio artistico, curling, short track), condizioni del ghiaccio certificate, disponibilità garantita di ore di allenamento per le squadre agonistiche federali.

    1.3 Partnership con i Comuni e le Regioni La FISG deve diventare il partner tecnico di riferimento per le amministrazioni locali che vogliono costruire o rinnovare impianti di ghiaccio. Forniremo consulenza tecnica, modelli di gestione sostenibile, e supporto nella ricerca di finanziamenti regionali, nazionali ed europei (fondi PNRR, fondi strutturali EU).

    1.4 La legacy olimpica che non c’è stata: la costruiamo noi Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 non hanno lasciato — per scelta politica — la legacy infrastrutturale che il movimento sportivo del ghiaccio si aspettava. Trasformeremo questa delusione in un argomento politico concreto: chiederemo che le risorse risparmiate sui mancati impianti olimpici vengano riallocate in un fondo specifico per nuovi palaghiacci permanenti nelle città che hanno ospitato i Giochi.

    PILASTRO 2 — FORMAZIONE TECNICA Allenatori migliori, atleti migliori

    Il gap tecnico tra l’Italia e i paesi leader negli sport del ghiaccio è reale. La buona notizia è che questo gap si può colmare: con un sistema strutturato di formazione continua dei coach, con partnership internazionali mirate, con l’importazione delle metodologie di sviluppo più avanzate al mondo.

    2.1 Accordi con le federazioni internazionali leader Avvieremo negoziati formali con le federazioni di hockey, pattinaggio e short track di Svezia, Finlandia, Repubblica Ceca, Canada e USA per accordi di cooperazione tecnica che prevedano: scambi di allenatori, accesso ai loro programmi di formazione, condivisione di metodologie didattiche, analisi video condivisa. Utilizzerò la rete di relazioni internazionali costruita in sette anni di International Hockey School come punto di partenza.

    2.2 Programma di aggiornamento obbligatorio per i coach federali Introdurremo un sistema di formazione continua obbligatorio per tutti i coach delle squadre affiliate FISG. Il programma prevederà: almeno un seminario internazionale all’anno per i coach di categoria superiore; corsi online obbligatori su metodologie didattiche moderne; certificazioni federali a livelli progressivi che condizionano l’accesso alle categorie agonistiche più alte.

    2.3 Inviare i nostri coach all’estero Creeremo un fondo specifico per il finanziamento di missioni formative all’estero per i coach italiani. Ogni anno, un gruppo selezionato di allenatori parteciperà a training camp, seminari e clinics in Svezia, Finlandia, Canada o Repubblica Ceca. Al ritorno, questi coach avranno l’obbligo di trasmettere quanto appreso attraverso workshop locali, creando un effetto moltiplicatore.

    2.4 Portare l’eccellenza internazionale in Italia Organizzeremo ogni anno — per ciascuna delle discipline federali — almeno un grande evento formativo con coach di caratura internazionale invitati in Italia. Clinics, masterclass, sessioni di osservazione e analisi video aperti ai coach italiani di tutte le categorie. Questo programma nasce direttamente dall’esperienza della International Hockey School, che ha già dimostrato quanto questi momenti siano trasformativi per lo sviluppo tecnico degli atleti.

    PILASTRO 3 — SVILUPPO ATLETI Il talento non deve dipendere dal portafoglio

    Ogni talento che non riesce ad allenarsi per mancanza di mezzi economici è una perdita per l’intero sistema sportivo nazionale. Non possiamo permetterci di continuare a sprecare potenziale umano.

    3.1 Programma Nazionale di Borse di Studio Istituiremo un sistema strutturato e permanente di borse di studio federali per i giovani atleti di talento. Le borse copriranno: quote di iscrizione ai club affiliati, attrezzatura sportiva, spese di partecipazione a camp e tornei nazionali e internazionali, eventuale contributo ai costi di trasporto. I criteri di selezione saranno basati sul talento tecnico (valutato da commissioni tecniche federali) e sulla condizione economica della famiglia.

    3.2 Il modello International Hockey School su scala federale Porterò a livello federale il modello che ho sviluppato alla International Hockey School: ospitare i giovani talenti che non possono permettersi determinate esperienze formative, pagare direttamente le loro spese, consentire loro di partecipare a camp e training di alto livello. Questo modello ha già funzionato. Su scala federale, con le risorse di una Federazione, il suo impatto può essere moltiplicato di dieci, cento volte.

    3.3 Pipeline di sviluppo strutturata Definiremo per ciascuna disciplina una pipeline di sviluppo chiara: dalla scoperta del talento nelle scuole e nei club locali, attraverso i programmi regionali di sviluppo, fino alle squadre nazionali giovanili e poi alla squadra assoluta. Ogni fase avrà standard tecnici definiti, coach responsabili identificati, e risorse allocate specificamente.

    3.4 Scouting nazionale strutturato Creeremo una rete di scouting federale che copra tutto il territorio nazionale. Gli scout — coach qualificati e certificati dalla FISG — avranno il compito di identificare precocemente i talenti nelle scuole, nei club locali, nei centri sportivi, e di indirizzarli verso i programmi federali di sviluppo. In Italia il potenziale non esplorato è enorme.

    3.5 Supporto psicologico e personale Il percorso di un giovane atleta non è solo tecnico: è anche mentale ed emotivo. Introdurremo, in collaborazione con la federazione dei psicologi dello sport, programmi di supporto psicologico integrati nei percorsi di formazione degli atleti d’élite e dei settori giovanili federali. L’esempio della International Hockey School — dove da anni integriamo la crescita personale con quella atletica — dimostra che questo approccio produce atleti più completi, più resilienti e più longevi nella carriera sportiva.

    PILASTRO 4 — SCUOLE E COMUNITÀ Portare il ghiaccio dove non è mai arrivato

    La scuola è il più potente strumento di democrazia sportiva che esiste. Se vogliamo che gli sport del ghiaccio crescano in Italia — in termini di praticanti, di appassionati, di attenzione istituzionale — dobbiamo cominciare dalle aule.

    4.1 Accordo quadro con il Ministero dell’Istruzione e del Merito Proporrò la firma di un accordo quadro tra la FISG e il MIUR che consenta l’introduzione degli sport del ghiaccio nell’offerta formativa delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Il programma prevederà: lezioni teoriche nelle classi (storia, tecnica, valori dello sport), uscite didattiche agli impianti di ghiaccio locali, mini-camp introduttivi gratuiti nelle settimane dello sport. Il modello delle “settimane bianche” già in uso in molte scuole italiane sarà esteso e strutturato a livello nazionale.

    4.2 Programma “Ghiaccio nelle Scuole” In collaborazione con i club affiliati FISG, lanceremo un programma di avviamento allo sport su ghiaccio direttamente nelle scuole, con coach federali che tengono lezioni in classe e sessioni pratiche negli impianti più vicini. L’obiettivo è creare il primo contatto con questi sport nel contesto della scuola, dove l’accesso è garantito a tutti indipendentemente dalla condizione economica della famiglia.

    4.3 Partnership con i Comuni: il club sportivo come presidio territoriale I club sportivi affiliati alla FISG devono diventare presidi culturali e sportivi dei loro territori, non solo sodalizi per appassionati. Lavoreremo con i Comuni per integrare i club nel tessuto delle politiche sociali e sportive locali: spazi concessi a tariffe agevolate, contributi comunali per i programmi di avviamento, utilizzo delle strutture scolastiche per il lavoro fuori dal ghiaccio.

    4.4 Programmi inclusivi per le categorie svantaggiate Promuoveremo attivamente programmi di accesso agli sport del ghiaccio per le categorie svantaggiate: ragazzi con disabilità (attraverso i programmi di para-ice sports), ragazzi provenienti da famiglie a basso reddito, ragazzi delle periferie urbane e delle aree rurali non servite da impianti. La FISG deve essere una federazione che non esclude nessuno, che aiuta a crescere e a creare atleti internazionali.

    PILASTRO 5 — VISIBILITÀ E RISORSE Essere visti per esistere, essere forti per cambiare

    Una federazione che non sa comunicare è invisibile. Una federazione invisibile non ottiene risorse. Una federazione senza risorse non può cambiare nulla. Spezzare questo circolo vizioso è una priorità strategica.

    5.1 Piano di comunicazione e storytelling Svilupperemo una strategia di comunicazione federale moderna e professionale: presenza sui social media con contenuti di qualità, produzione di contenuti video originali (mini-documentari sugli atleti, dietro le quinte dei campionati, storie di club), collaborazioni con creator sportivi per raggiungere un pubblico giovane. L’obiettivo è rendere gli sport del ghiaccio italiani interessanti, appassionanti e seguiti anche da chi non li pratica.

    5.2 Accordi con broadcaster e piattaforme digitali Negozieremo accordi con RAI Sport, Eurosport e le piattaforme streaming per aumentare la copertura dei campionati italiani e degli atleti azzurri nelle competizioni internazionali. Proporremo format innovativi: live streaming dei campionati giovanili, contenuti behind-the-scenes, rubriche settimanali dedicate agli sports del ghiaccio.

    5.3 Sviluppo degli sponsor privati Costruiremo un’offerta strutturata per gli sponsor privati: pacchetti di naming rights per gli eventi federali, partnership con brand del settore sportivo e non, coinvolgimento del mondo imprenditoriale nei programmi di borse di studio. La FISG deve diventare un partner attraente per le aziende che vogliono associare il proprio brand ai valori dell’eccellenza sportiva e dello sviluppo giovanile.

    5.4 Lavoro nei Comitati CONI e Sport e Salute Rappresenterò attivamente la FISG nei comitati e nelle commissioni del CONI e di Sport e Salute, con l’obiettivo di aumentare la quota di risorse pubbliche destinate agli sports del ghiaccio. Porterò dati concreti, progetti documentati, risultati misurabili: non promesse, ma evidenze del lavoro fatto e del potenziale di sviluppo del movimento.

    5.5 Fondi europei e internazionali L’Unione Europea mette a disposizione significativi fondi per lo sviluppo dello sport giovanile, dell’inclusione sociale attraverso lo sport, dello sviluppo delle infrastrutture sportive nei paesi membri. La FISG non ha mai sfruttato sistematicamente queste opportunità. Creeremo un ufficio dedicato alla progettazione europea, con personale qualificato nella scrittura di proposte per fondi strutturali, Erasmus+ Sport, e programmi specifici del Consiglio d’Europa.

    LE DISCIPLINE Un programma specifico per ciascuno sport

    La FISG rappresenta otto discipline diverse, con storie, tradizioni, bacini di utenza e sfide specifiche. Un programma presidenziale serio non può trattarle tutte allo stesso modo: deve rispettare le differenze e proporre soluzioni calibrate.

    Hockey su Ghiaccio

    L’hockey è la disciplina più praticata e con la maggiore tradizione federale. Le sfide principali sono: ridurre il costo di accesso per le famiglie; migliorare la qualità tecnica degli allenatori dei settori giovanili; costruire una pipeline di sviluppo che porti i migliori talenti nazionali ai massimi livelli internazionali senza doverli per forza inviare all’estero.
    • Riduzione delle quote di tesseramento per le fasce giovanili under 12, finanziata da risorse federali e sponsor
    • Programma di certificazione tecnica degli allenatori giovanili allineato agli standard IIHF
    • Accordi con le leghe nordamericane (CHL) ed europee per visibilità degli atleti italiani di talento
    • Torneo nazionale giovanile U14/U16 con presenza di scout internazionali
    • Programma di coaching exchanges con federazioni canadesi e ceche, sulla base dell’esperienza IHS

    Pattinaggio Artistico

    Il pattinaggio artistico è la disciplina con la maggiore visibilità internazionale grazie agli atleti di punta come Charlène Guignard, Marco Fabbri, Sara Conti e Niccolò Macii. La sfida è costruire un sistema che non dipenda da pochi talenti isolati ma produca atleti di alto livello in modo continuativo.
    • Programma di sviluppo strutturato per le categorie giovanili, con coach internazionali per le coppie e la danza
    • Accordo con la ISU per lo svolgimento in Italia di almeno una Grand Prix Series all’anno (previa costruzione di impianti adeguati)
    • Borse di studio specifiche per i giovani pattinatori con coach stranieri specializzati
    • Programma di supporto alle coppie (danza e coppie artistiche): elemento di debolezza storica del sistema italiano
    • Maggiore integrazione con le scuole di danza e di ginnastica per intercettare talenti con caratteristiche fisiche adatte

    Curling

    Il curling è la disciplina con il maggiore potenziale di crescita in termini di accessibilità (minor costo di attrezzatura, minor intensità fisica) e con un appeal crescente legato alla visibilità olimpica. È anche la disciplina dove l’Italia parte da una base più debole a livello internazionale.
    • Piano di diffusione del curling nelle scuole, partendo dalle regioni alpine dove esistono già impianti adatti
    • Partnership con la World Curling Federation per programmi di sviluppo giovanile in Italia
    • Costruzione di almeno 3 nuovi impianti di curling dedicati nel prossimo quadriennio, in collaborazione con le Regioni
    • Programma di formazione di coach di curling italiani in collaborazione con Canada, Svizzera e Svezia
    • Competizioni nazionali scolastiche di curling come veicolo di diffusione

    Short Track / Pattinaggio di Velocità

    Lo short track ha offerto all’Italia alcune delle emozioni olimpiche più intense degli ultimi anni. Il pattinaggio di velocità (long track) soffre invece di un’invisibilità quasi totale nel sistema sportivo italiano. Entrambe le discipline richiedono un piano di sviluppo strutturato.
    • Identificazione e scouting precoce dei talenti: lo short track richiede qualità atletiche (velocità, coordinazione, reattività) che si possono identificare già in età prescolare
    • Accordi con i club di atletica leggera per il recruiting di atleti con le caratteristiche giuste
    • Partnership con la ISU Speed Skating e le federazioni di Olanda, Corea e Canada per scambi tecnici
    • Programma di costruzione di almeno 2 piste dedicate al long track, discipline storicamente penalizzata dalla mancanza di impianti
    • Maggiore visibilità per gli atleti di short track: far diventare i campioni italiani come Arianna Fontana modelli di riferimento per le nuove generazioni

    Pattinaggio Sincronizzato

    Il pattinaggio sincronizzato è uno sport collettivo di grande spettacolarità, dominato a livello mondiale da Finlandia e Svezia. In Italia la disciplina ha un potenziale di crescita significativo: il formato di squadra abbassa i costi individuali, favorisce la coesione di gruppo e si presta ottimamente ai programmi scolastici. La disciplina è inoltre candidata all’ingresso nel programma olimpico, il che la rende strategicamente importante per il futuro della FISG.
    • Residenze annuali di coach finlandesi e svedesi specializzati per il trasferimento di metodologie di eccellenza verso i coach italiani
    • Ristrutturazione del campionato nazionale giovanile con categorie Junior e Novice allineate agli standard ISU Synchronized Skating
    • Accordo con ISU per partecipazione strutturata al circuito Grand Prix Synchronized Skating e organizzazione di un evento internazionale in Italia entro il quadriennio
    • Accordi con club di pattinaggio artistico per creare sezioni sincronizzato nelle strutture già esistenti e programma ‘Prova il Sincro’ con giornate aperte gratuite nei club affiliati
    • Obiettivo quadriennale: squadra senior italiana nel top 10 europeo e candidatura olimpica supportata attivamente dalla FISG in sede ISU

    Stock Sport (Eisstock)

    Lo stock sport è profondamente radicato nelle tradizioni alpine italiane — in particolare in Alto Adige, Trentino e Veneto — ed è accessibile a tutte le età e livelli fisici. La sfida è traghettare questa disciplina dalla dimensione locale verso un sistema federale strutturato con standard internazionali, senza perdere l’identità comunitaria che la rende unica e preziosa.
    • Tavolo di lavoro con le associazioni storiche alpine per allineare il regolamento nazionale agli standard IStV (Internationaler Stocksport Verband) e campagna di affiliazione per i club non ancora tesserati FISG
    • Ristrutturazione del campionato nazionale con categorie giovanile, adulti e master/senior; programma di formazione coach in collaborazione con la federazione austriaca, leader mondiale della disciplina
    • Valorizzazione del formato intergenerazionale come veicolo di diffusione nelle comunità locali e programma pilota di introduzione in regioni non alpine tramite piste multifunzione già esistenti
    • Candidatura per ospitare una tappa di Coppa del Mondo IStV in Italia entro il quadriennio: vetrina internazionale per il movimento e leva per attrarre nuovi praticanti e sponsor

    Para Ice Hockey

    Il para ice hockey (sledge hockey) è uno degli sport paralimpici più intensi e spettacolari, e uno straordinario strumento di inclusione: dà agli atleti con disabilità fisiche la possibilità di praticare uno sport di squadra completo e competitivo ad alto livello. La FISG deve assumere un ruolo attivo nello sviluppo di questa disciplina, in stretta collaborazione con il Comitato Italiano Paralimpico.
    • Accordo quadro con il CIP per co-finanziamento del settore paralimpico del ghiaccio e standard di accessibilità obbligatori per tutti gli impianti federali nuovi o ristrutturati
    • Fondo attrezzatura federale: parco slitte e bastoni in prestito d’uso ai club con meno risorse, per abbattere la barriera economica che oggi limita la crescita della disciplina
    • Programma ‘Dal Letto al Ghiaccio’: partnership con centri di riabilitazione ortopedica per identificare e accompagnare persone con disabilità fisiche verso il para ice hockey come percorso di recupero e reinserimento sociale
    • Formazione coach specializzati con Canada e USA, paesi dominanti a livello mondiale; pipeline giovanile under 18 e obiettivo qualificazione ai Giochi Paralimpici nel quadriennio

    Para Curling (Wheelchair Curling)

    Il para curling (wheelchair curling) è disciplina paralimpica dal 2006 e offre straordinarie opportunità di inclusione. Praticato su sedia a rotelle, mantiene quasi intatta la complessità tattica del curling tradizionale. In Italia la disciplina è ancora quasi inesistente come sistema strutturato: costruirla è una sfida concreta e un’opportunità per distinguere questa federazione per la sua autentica vocazione inclusiva.
    • Accordo quadro con CIP e World Curling Federation per avviare il wheelchair curling in Italia, utilizzando i club di curling già affiliati FISG come base di partenza naturale
    • Parco federale di delivery stick in prestito d’uso presso i club affiliati per eliminare la barriera economica; standard di accessibilità obbligatori per tutti gli impianti di curling FISG
    • Partnership con UILDM, FAIP e centri di riabilitazione per il reclutamento di atleti e la promozione della disciplina nelle comunità di persone con disabilità motoria
    • Formazione coach in collaborazione con Canada, Svizzera e Svezia; costituzione della prima squadra nazionale e partecipazione ai Campionati Mondiali WCF Wheelchair Curling entro il terzo anno; obiettivo qualificazione paralimpica nel quadriennio

    PIANO D’AZIONE I primi 100 giorni e il quadriennio

    Un programma elettorale senza una roadmap di implementazione è solo una lista di buone intenzioni. Queste sono le mie priorità operative.

    I primi 100 giorni (mesi 1-3)

    • 1. Nomina dello staff presidenziale e dei responsabili tecnici per disciplina, con profili internazionali nei ruoli chiave
    • 2. Avvio dei negoziati con le federazioni di Svezia, Repubblica Ceca, Canada e Finlandia per accordi di cooperazione tecnica
    • 3. Prima riunione con i presidenti delle sezioni regionali per mappare i bisogni infrastrutturali prioritari
    • 4. Presentazione al CONI e al Ministero dello Sport del Piano Nazionale Palaghiaccio con richiesta di finanziamento
    • 5. Lancio del Programma di Borse di Studio Federale — primo bando entro il 90° giorno
    • 6. Avvio del dialogo con MIUR per l’accordo quadro “Ghiaccio nelle Scuole”
    • 7. Revisione del piano di comunicazione federale e lancio dei nuovi canali social

    Il primo anno (mesi 4-12)

    • Firma dei primi accordi internazionali di cooperazione tecnica (almeno 2 federazioni)
    • Primo ciclo di missioni formative all’estero per coach italiani selezionati
    • Lancio del programma scolastico pilota in almeno 3 regioni
    • Stipula delle prime convenzioni con Comuni per utilizzo di impianti e spazi
    • Primo grande clinic internazionale organizzato dalla FISG sul suolo italiano
    • Approvazione del regolamento del nuovo sistema di certificazione tecnica dei coach

    Il secondo e terzo anno (anni 2-3)

    • Avvio dei cantieri per i primi nuovi impianti finanziati nell’ambito del Piano Nazionale
    • Secondo ciclo di borse di studio con ampliamento del numero di beneficiari
    • Accordo con broadcaster per copertura strutturata dei campionati italiani
    • Prima edizione del Trofeo delle Scuole per ciascuna disciplina
    • Verifica dei risultati del piano di cooperazione tecnica con le federazioni straniere

    Il quadriennio — obiettivi misurabili

    PERCHÉ LABIA. Cosa differenzia questa candidatura

    Ci sono buone ragioni per scegliere un candidato alla presidenza federale con il profilo che porto. Non burocratico, non politico — operativo, tecnico, con una storia reale di risultati nel campo dello sviluppo sportivo giovanile.

    LETTERA AGLI ELETTORI Una promessa personale

    Cari colleghi, cari amici degli sport del ghiaccio italiani, Vi chiedo il voto non perché sia il candidato con il curriculum più lungo o con le conoscenze politiche più vaste. Vi chiedo il voto perché per sette anni ho dimostrato, concretamente e con le mie mani, che è possibile fare le cose diversamente. Che i giovani talenti italiani meritano meglio di quello che trovano. Che le famiglie non dovrebbero dover scegliere tra la passione dei propri figli e le spese di casa. Che un coach italiano può crescere e migliorarsi quanto un coach canadese o svedese, se gli si danno gli strumenti giusti.

    Ho fondato la International Hockey School senza soldi pubblici, senza sovvenzioni, senza appoggi politici. Con la passione per lo sport su ghiaccio in tutte le sue forme e con la convinzione che l’Italia potesse fare molto di più per i propri atleti, qualunque disciplina praticassero. Sette anni dopo, centinaia di ragazzi hanno beneficiato di quel progetto. Decine di talenti che non avrebbero potuto permetterselo hanno ricevuto borse di studio. Abbiamo portato l’eccellenza internazionale in Val di Non e abbiamo portato i nostri ragazzi in tutta Europa.

    Quello che ho fatto con la International Hockey School, voglio farlo per tutta la FISG. Con più risorse, con più struttura, con il mandato che solo una presidenza federale può dare. Non sarà facile. Non sarò perfetto. Ma sarò onesto, sarò trasparente, e lavorerò ogni giorno con la stessa dedizione con cui ho costruito la mia scuola. Gli sport del ghiaccio italiani meritano un futuro migliore. Insieme, possiamo costruirlo.

    Con rispetto e con gratitudine, Fabio Labia

    Candidato alla Presidenza

    Federazione Italiana Sport del Ghiaccio

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