Da un’unica pista di inline al primo giro NHL: la storia di Jaxon Cover ispira il mondo dell’hockey
Jaxon Cover è diventato una delle storie più sorprendenti dell’ultimo Draft NHL. Scelto al numero 32 dagli Ottawa Senators, il giovane attaccante ha percorso una strada tutt’altro che convenzionale per arrivare ai massimi livelli dell’hockey su ghiaccio: è cresciuto alle Isole Cayman giocando principalmente a hockey inline.
Una storia che oggi sta facendo il giro del mondo e che ha acceso l’entusiasmo della comunità del roller hockey. Cover è cresciuto giocando sull’unica pista di hockey inline presente alle Isole Cayman. È proprio lì che ha sviluppato quelle caratteristiche che oggi lo contraddistinguono: pattinata fluida, mani rapide, grande controllo del disco e capacità di muoversi negli spazi stretti.
A 12 anni si è trasferito in Canada con la famiglia e ha iniziato il percorso nell’hockey su ghiaccio. Il passaggio dalle ruote alle lame è stato rapido. Nel 2024 è stato scelto dai London Knights al quarto giro dell’Ontario Hockey League Draft e, nella scorsa stagione, ha chiuso al terzo posto nella classifica interna dei punti con 52 punti, frutto di 20 gol e 32 assist in 67 partite. Numeri che hanno convinto gli Ottawa Senators a puntare su di lui al primo giro del Draft NHL 2026.
«Spero che la mia storia possa insegnare ai ragazzi che arrivano da luoghi non convenzionali che si può trovare una strada non convenzionale per avere successo», aveva spiegato Cover. Un messaggio che, nel frattempo, sembra già aver raggiunto il mondo del roller hockey.
«Ho visto soltanto repost, retweet e video dei suoi highlights nei tornei di inline disputati negli ultimi anni. È davvero fantastico», ha raccontato Blake Bolden, ex giocatrice professionista, scout e specialista dello sviluppo dei Los Angeles Kings, oltre che praticante di hockey inline. «Il crossover è fantastico per il nostro sport».
Il passaggio dall’inline all’hockey su ghiaccio non è una novità assoluta. Tra i giocatori NHL con un passato nel roller hockey ci sono anche Connor Bedard e Bobby Ryan. Patrick Maroon, tre volte vincitore della Stanley Cup e campione del mondo con la nazionale statunitense di inline hockey nel 2010, ha però sottolineato la velocità con cui Cover è riuscito a compiere il salto di livello.
«Ho avuto la possibilità di vederlo giocare con le Isole Cayman e nel roller hockey, e di seguire la sua crescita. Poi, all’improvviso, eccolo nell’hockey su ghiaccio. Poi, all’improvviso, gioca per i London Knights. La sua crescita è davvero esplosa e bisogna ricordare che tutto questo è arrivato dal roller hockey».

Una storia che sta attraversando anche i confini del Nord America
Adam Erne, attaccante dei Dallas Stars, ha iniziato a giocare a hockey inline circa sette anni fa e nel 2025 ha contribuito a fondare la Havens Inline Hockey League in Connecticut. La lega conta 14 squadre senior e circa 100 giovani giocatori, che presto potranno vedere la storia di Cover sui canali social della competizione.
«Una storia come questa dà forza a ciò che diciamo sull’hockey inline», ha spiegato Erne. «Io ho giocato a lungo nella NHL e questo è importante per il roller hockey, ma oggi tanti ragazzi guardano il Draft, l’hockey junior e quello universitario. Uno come Cover ha una storia davvero unica».
Anche Charles Sgrillo Jr., fondatore e direttore dell’USA Inline National Development Program, ha definito la scelta al primo giro un importante riconoscimento per il movimento. «È una grande cosa per l’hockey inline. È il riconoscimento che questo sport può tradursi in qualcosa di più grande».
Il percorso di Cover ha avuto un impatto particolare anche nei Paesi e nei territori dove il ghiaccio è una rarità. Owen Haiek, capitano della nazionale argentina di hockey su ghiaccio e giocatore di inline, ha sottolineato come la sua storia possa rappresentare una speranza per i giovani di America Latina, Caraibi e Africa.
«L’hockey inline ti offre grande abilità nel controllo del bastone e del disco, oltre a mani molto rapide grazie alla velocità del gioco e agli spazi ridotti. Il suo percorso dimostra che, con dedizione e il giusto sviluppo, i giocatori possono compiere con successo il passaggio al ghiaccio».
La stessa convinzione è condivisa da Scott Vargas, presidente della Puerto Rico Ice Hockey Association, che ha definito Cover un vero punto di riferimento. «Quello che ha fatto Jaxon dimostra che una strada esiste».
E forse è proprio questo il significato più importante della sua storia. Jaxon Cover non è soltanto un ragazzo delle Isole Cayman diventato una scelta al primo giro del Draft NHL. È la dimostrazione che l’hockey può nascere anche lontano dalle grandi piste ghiacciate e che l’inline può rappresentare un percorso reale verso i massimi livelli.
Dalle ruote alle lame. Da un’unica pista alle Isole Cayman fino alla NHL. Il prossimo Jaxon Cover potrebbe essere già lì, su una pista di inline, a inseguire il proprio sogno.



