Di Mirko Todesco
Intervista ad Alan Lobis, giovane attaccante dell’HC Pustertal
Talento, velocità e spirito di squadra: abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il giovane attaccante dell’HC Val Pusteria Alan Lobis,per parlare dei suoi ultimi obiettivi, del momento della squadra e di cosa significa vestire la maglia giallonera. Ecco cosa ci ha raccontato!
Hai mosso i primi passi a Caldaro e in famiglia l’hockey è una vera tradizione. Quanto è importante per te questo legame con la tua terra e con la tua storia familiare quando scendi sul ghiaccio? Anche il tuo numero di maglia ha un significato ben preciso, vero?
Sì, esatto. Vivo a Caldaro, a pochi minuti a piedi dallo stadio, e durante la mia infanzia ho trascorso tantissimo tempo lì. Sia mio padre che mio nonno hanno giocato a hockey e fin da piccolo mi portavano con loro, facendomi entrare sempre più in contatto con questo mondo. Ricordo che quando ero nell’U8 ho potuto scegliere per la prima volta il mio numero di maglia e non sapevo quale scegliere. A quel punto mio nonno mi disse che lui aveva giocato con il numero 16. Siccome è sempre stato e continua a essere un punto di riferimento per me, ho scelto proprio quel numero.
A soli 16 anni hai preso una decisione coraggiosa trasferendoti per tre anni in Finlandia. Cosa ti ha lasciato, a livello umano e sportivo, un’esperienza così intensa all’estero vissuta a un’età così giovane?
Mi sono trovato molto bene in Finlandia e ho imparato tantissimo anche al di fuori del ghiaccio. Vivere e cucinare da solo all’inizio non è stato sicuramente facile, ma è stato utile entrare così presto in contatto con la vita reale e imparare a cavarmela da solo. Dal punto di vista sportivo, invece, ho dovuto sicuramente spingermi oltre i miei limiti. La rosa era molto ampia e dovevo conquistarmi il posto in squadra. Facevamo anche molti allenamenti supplementari sul ghiaccio per migliorare ulteriormente i dettagli del nostro gioco.
C’è un allenatore o un compagno di squadra delle giovanili che senti essere stato decisivo nella tua carriera?
Ho avuto la fortuna che molti dei miei allenatori abbiano creduto in me, dandomi la responsabilità e il minutaggio di cui avevo bisogno. Sicuramente, però, Tray Tuomie è stato decisivo. È stato il mio allenatore nel primo anno con i Rittner Buam e grazie alla sua fiducia sono riuscito per la prima volta a impormi in un campionato senior. È stato anche grazie a questo che il Pustertal si è interessato a me.
Dopo la tua ottima esperienza con i Rittner Buam sei arrivato in Val Pusteria, affrontando la prestigiosa ICEHL. Qual è stata la maggiore difficoltà nel passaggio tra le due leghe, dal punto di vista fisico e del ritmo di gioco?
La qualità dei giocatori è stata la differenza maggiore che ho notato. Inoltre, il gioco è un po’ più veloce e fisico.
Hai vissuto una stagione da protagonista arrivando fino alla storica finale con i Lupi. Ti saresti mai aspettato una crescita così rapida e una simile continuità nel tuo primo vero anno completo a Brunico?
Ho cercato di continuare a giocare il mio hockey e di scendere sul ghiaccio con fiducia, senza avere paura di commettere errori. L’allenatore mi ha dato il minutaggio necessario per farlo e questo mi ha aiutato molto. Alla fine, naturalmente, il successo della squadra era la cosa più importante. Siamo arrivati davvero vicini al grande obiettivo, ma non siamo riusciti a raggiungerlo. Questo, però, ci rende ancora più affamati per questa stagione.
Sei un centro agile e intelligente. Quale aspetto del tuo gioco – gestione del disco, fase difensiva o ingaggi – senti di aver migliorato maggiormente negli ultimi mesi?
Penso che sia migliorato soprattutto il mio gioco con il disco sul bastone. Non cercare sempre di passare immediatamente il disco o liberarmene, ma anche provare a portarlo personalmente in zona offensiva e creare qualcosa.

Al contrario, qual è il dettaglio tecnico sul quale lo staff sta lavorando maggiormente con te per farti fare un ulteriore salto di qualità?
Sono sempre stato un giocatore che cerca prima il passaggio, quindi tendo a preferire l’assist piuttosto che il tiro. Gli allenatori mi dicono sempre che dovrei sfruttare un po’ di più il mio tiro.
La società ha dimostrato grande fiducia in te, blindandoti con un rinnovo pluriennale fino al 2029. Cosa hai provato quando, a soli 21-22 anni, ti è stato proposto un progetto così a lungo termine?
Naturalmente sono stato molto felice dell’offerta e non ho dovuto pensarci a lungo. Il duro lavoro degli ultimi anni ha dato i suoi frutti. Sono rimasto molto entusiasta del progetto qui a Brunico e in questi anni darò il massimo per cercare di portare a casa qualche titolo.
Lo stadio di Brunico regala sempre un’atmosfera incredibile, con continui sold-out. Quanto ti carica il calore dei tifosi pusteresi e come descriveresti l’energia che si respira nello spogliatoio dei Lupi?
L’atmosfera all’Intercable Arena è incredibile, tutto il territorio è pazzo per l’hockey. Ogni partita in casa è speciale quando i tifosi sono il nostro settimo uomo sul ghiaccio e ci sostengono.
Condividi lo spogliatoio e la linea con giocatori di grande esperienza internazionale. C’è un compagno che ti dà particolarmente tanti consigli prima di entrare sul ghiaccio?
Abbiamo molti giocatori con tanta esperienza e tanti buoni consigli da dare. Sicuramente, però, Cole Bardreau è quello che mi dà più consigli e spesso rimane sul ghiaccio con me anche dopo la fine degli allenamenti per lavorare insieme su alcuni aspetti tecnici.
Hai fatto tutta la trafila delle Nazionali giovanili, conquistando diverse medaglie ai Mondiali di categoria. La Nazionale Senior e il traguardo delle Olimpiadi sono un pensiero fisso per te o preferisci concentrarti giorno per giorno?
La Nazionale Senior è sicuramente un obiettivo per me e penso di essermi guadagnato la possibilità di avere una chance anche lì, per poter dimostrare quello che so fare.
Essere indicato come uno dei talenti del futuro dell’hockey italiano ti mette pressione o è piuttosto uno stimolo per lavorare ancora più duramente?
Penso che quando ci sono determinate aspettative significhi che sei sulla strada giusta, che stai facendo qualcosa nel modo corretto. Sicuramente è anche una motivazione in più per poter giocare a livello internazionale con l’Italia.

Nello spogliatoio del Val Pusteria ci sono altri giovani italiani promettenti, come ad esempio Zandegiacomo. Quanto è importante fare gruppo tra ragazzi che stanno vivendo una situazione simile e stimolarsi a vicenda per dare il massimo?
È bello avere altri giovani in squadra che si trovano nella tua stessa situazione. Tutti vogliono migliorare e continuare a crescere e poter fare questo percorso insieme è qualcosa di speciale.
Quando non indossi i pattini e la protezione, chi è Alan Lobis nella vita di tutti i giorni? Come ti piace staccare la spina dalla pressione e dagli impegni della stagione?
Fuori dal ghiaccio sono un ragazzo assolutamente normale. Trascorro spesso del tempo con gli amici o con i compagni di squadra, mi piace molto cucinare e gioco alla PlayStation 5 con gli amici che sono rimasti a casa, così da mantenere i contatti con loro.
Anche tua sorella Laura gioca a hockey. Vi scambiate consigli oppure c’è anche una sana rivalità sportiva in famiglia?
A casa, in realtà, non parliamo tantissimo di hockey. Però, quando qui ho una giornata libera e lei gioca, cerco sempre di guardare qualche sua partita.
Se dovessi scegliere un giocatore della NHL a cui ti ispiri per lo stile di gioco, chi nomineresti?
Il mio modello è sempre stato Sidney Crosby, ma ormai ci sono diversi giocatori dai quali cerco di prendere spunto e dai quali provo a imparare qualcosa.
Il campionato è iniziato. Che impressione hai avuto dopo le prime partite rispetto alla scorsa stagione?
Ho l’impressione che tutte le squadre siano diventate ancora più forti rispetto alla scorsa stagione.
Per concludere: i Lupi hanno dimostrato di poter lottare con le potenze della lega. Qual è la promessa che fai a te stesso e ai tifosi per la nuova stagione?
Che cercheremo di dare il massimo in ogni partita e che avremo un obiettivo ben chiaro davanti a noi: chiudere la stagione ancora meglio rispetto a quella passata.
Grazie Alan, ti auguro il meglio per la nuova stagione!



