L’hockey ti insegna a stare in equilibrio
Ci sono cose che l’hockey ti insegna senza che tu te ne accorga. Ti insegna a cadere e a rialzarti, a perdere e a vincere, ad aspettare. Ti insegna che sul ghiaccio basta spostare il peso di pochi centimetri per cambiare direzione. E soprattutto a stare in equilibrio.
Forse è proprio per questo che, a volte, penso che anche l’amore assomigli un po’ all’hockey. Perché anche nei sentimenti esiste una linea sottile. Da una parte c’è quello che provi tu, dall’altra quello che prova l’altra persona. In mezzo c’è un equilibrio che può sembrare perfetto, finché qualcosa non cambia. Io quella linea l’ho percorsa di recente.
Pensavo di aver trovato un equilibrio. Pensavo che alcune cose volessero dire qualcosa di più: un viaggio insieme, una partita di hockey, una passione condivisa e tanto altro. Momenti che per me avevano un significato preciso. Ma per l’altra persona, ne avevano semplicemente uno diverso. Ed io mi sono sbagliato.
Ed è strano come funzionino le emozioni. Puoi vivere una giornata pensando che sia una delle più belle che ti siano capitate da molto tempo. Puoi tornare a casa con la sensazione di aver condiviso qualcosa di importante con una persona che ti piace davvero. E poi scoprire che quella stessa giornata, dall’altra parte, era bellissima sì, ma dentro una definizione diversa. Amicizia.
Una parola semplice che può essere bellissima. Ma quando speravi che fosse qualcosa di diverso, può fare parecchio male. E allora torni sul ghiaccio e devi cercare nuovamente l’equilibrio. Perché non puoi decidere cosa deve provare un’altra persona, ci mancherebbe altro. Puoi soltanto decidere cosa fare di quello che provi tu. Ed è forse questa la parte che sarà più difficile da affrontare. Non lo nego.
L’hockey, però, una cosa te la insegna bene. Quando perdi l’equilibrio, non puoi rimanere fermo. Puoi cadere, farti male, ma prima o poi devi rialzarti. Rimetti i pattini sul ghiaccio, guardi davanti a te e ricominci a muoverti. Solo con un po’ più di attenzione, ma ricominci.
E forse è proprio questo che il ghiaccio insegna meglio di qualsiasi altra cosa: l’equilibrio non significa non cadere mai. Significa imparare a rialzarsi. L’amore, come l’hockey, è fatto di equilibrio. Tra quello che speri e quello che è, quello che senti e quello che sente l’altra persona. A volte va bene, a volte no.
Io, intanto, i pattini continuerò a metterli. Perché l’hockey mi ha insegnato che una caduta non può essere la fine della partita. Ti rialzi, sistemi i pattini e torni sul ghiaccio. Lo devi fare sempre. Anche se, dopo una caduta, quella linea sottile la guarderai con un po’ più di attenzione.




