Di Mirko Todesco
Intervista a Josh Wesley, difensore del Val Pusteria
Oggi ho il piacere di chiacchierare un po’ con Josh Wesley, difensore del Val Pusteria, appena tornato a vestire la casacca giallonera dopo 2 anni!
Josh, bentornato in Val Pusteria! Qual è stata la tua prima reazione quando hai capito di avere l’opportunità di tornare a Brunico?
Ero davvero entusiasta. Adoro questo posto; è un luogo molto speciale in cui giocare. Il paesaggio, le persone e l’organizzazione fanno sì che ci si senta come in una famiglia. Il fatto che la famiglia di mia moglie viva qui ha reso la decisione ancora più semplice: un’opportunità del genere era impossibile da lasciarsi sfuggire. Sono anche felice di tornare in una squadra competitiva e non vedo l’ora di scoprire cosa riusciremo a ottenere insieme.
Hai trascorso la stagione 2024–25 con i Lupi. Quali sono i ricordi più belli della tua prima esperienza nel club?
Uno degli aspetti più significativi della mia prima stagione qui è stato conoscere mia moglie. Oltre a questo, i legami che ho creato con i ragazzi nello spogliatoio hanno sempre significato molto per me. Siamo rimasti in ottimi rapporti e, da quando sono andato via, ho continuato a sentire molti di loro. Il fatto che alcuni di loro abbiano partecipato al mio matrimonio dimostra quanto queste amicizie siano importanti per me. Grazie a questi legami, il tempo trascorso qui è andato ben oltre il semplice hockey.
Hai definito la Val Pusteria una “seconda casa”. Cosa rende questo posto così speciale per te, sia dentro che fuori dal ghiaccio?
Credo sia un insieme di fattori. La zona è splendida, lo stile di vita è ottimo e l’hockey rappresenta una parte fondamentale della comunità. Si percepisce chiaramente quanto la squadra sia importante per la gente del posto, il che rende giocare a Brunico un’esperienza davvero unica. Inoltre, avendo qui la famiglia di mia moglie, il nostro legame con questo territorio è molto forte: non è solo il luogo in cui vengo a giocare a hockey, ma un posto in cui amiamo davvero stare. Non si dà mai per scontato il privilegio di giocare qui; è un luogo davvero speciale.
Dopo aver lasciato i Lupi, hai giocato in Slovacchia e nella Repubblica Ceca. Cosa ti hanno insegnato queste esperienze e in che modo ti hanno aiutato a crescere come giocatore?
Giocare in campionati diversi, confrontandomi con squadre e allenatori differenti, mi ha aiutato a crescere sia dentro che fuori dal ghiaccio. Ogni squadra ha il proprio stile e le proprie aspettative: impari quindi ad adattarti e a trovare il modo di dare il tuo contributo in situazioni diverse. Credo che queste esperienze mi abbiano reso un giocatore più completo, permettendomi di comprendere meglio il mio modo di giocare. Hanno inoltre rafforzato in me la consapevolezza di quanto sia importante mantenere la costanza, lavorare duramente ed essere pronti a ricoprire qualsiasi ruolo la squadra richieda.
Ripensando alla tua prima stagione a Brunico, come pensi di essere cambiato come giocatore, sia dal punto di vista tecnico che mentale?
Dalla mia prima stagione qui, ho giocato all’interno di molti sistemi tattici differenti, imparando qualcosa da ogni esperienza. Ho cercato di trarre gli aspetti positivi da ciascuna di esse, capendo cosa funzioni meglio per il mio gioco e individuando, al contempo, gli ambiti in cui posso ancora migliorare. Credo che questo sia un aspetto fondamentale della crescita di un giocatore: conoscere i propri punti di forza, imparare a sfruttarli al meglio e non pensare mai di aver completato il proprio percorso di sviluppo.
Sei noto come un difensore fisico, capace però di contribuire anche in fase offensiva. Come descriveresti il tuo stile di gioco e quali consideri i tuoi punti di forza principali?
Mi definirei un difensore fisico, orientato alla fase difensiva, a cui piace giocare con intensità e rendere la vita difficile agli avversari. Vado fiero della mia capacità di difendere, di adottare uno stile di gioco aggressivo e di essere un avversario ostico da affrontare. Allo stesso tempo, amo sfruttare il mio tiro per creare occasioni offensive, inserirmi nell’azione quando se ne presenta l’opportunità, trovare i corridoi giusti e indirizzare il disco verso la porta. Il mio obiettivo è essere affidabile in difesa, garantendo al contempo una presenza fisica e contribuendo all’attacco ogni volta che ne ho la possibilità.

Torni in una squadra che ha continuato a crescere e che, di recente, ha raggiunto la finale della ICEHL. Quanto è cambiato il club rispetto al tuo primo periodo qui?
Credo che il club sia cresciuto notevolmente dalla mia prima stagione. L’anno scorso sono venuto a seguire i ragazzi durante i playoff, il che mi ha permesso di constatare di persona i grandi progressi compiuti dalla squadra. Hanno costruito un nucleo di giocatori davvero solido e hanno fatto un ottimo lavoro nell’inserire gli elementi giusti attorno a loro. Si possono notare i progressi compiuti dal club; il raggiungimento della finale testimonia il livello raggiunto dalla squadra. È entusiasmante tornare e unirsi a un gruppo che ha creato qualcosa di speciale.
Hai seguito i progressi della squadra da lontano. Cosa ti ha colpito di più dei Wolves nelle ultime due stagioni?
Ciò che mi ha colpito maggiormente è la convinzione che accomuna tutto il club: dai giocatori allo staff, fino ai tifosi. Si percepisce che tutti remano nella stessa direzione e credono in ciò che la squadra sta costruendo. Il sostegno dei tifosi, specialmente durante i playoff, è stato incredibile. C’è una reale fiducia nel percorso intrapreso e l’obiettivo condiviso di portare un titolo a Brunico. Far parte di tutto questo è qualcosa di speciale.
Quanto è importante unirsi a una squadra che possiede già un nucleo solido e un’identità ben definita? Cosa pensi di poter apportare a questo gruppo?
È davvero fondamentale. Quando hai un gruppo forte che crede in ciò che fa, tutti possono costruire su questa base e puntare verso lo stesso obiettivo. Voglio vincere e desidero essere una persona su cui i miei compagni possano contare, sia nei momenti positivi che in quelli difficili di una stagione. Che le cose vadano bene o che si debbano affrontare delle avversità, voglio scendere in campo al fianco di questi ragazzi, restare uniti e fare tutto il necessario per aiutare la squadra ad avere successo.
In qualità di difensore esperto, ti vedi nel ruolo di leader, sia sul ghiaccio che nello spogliatoio?
Assolutamente sì. Dopo 11 anni di hockey professionistico, ho imparato molto attraverso diverse esperienze e voglio trasmettere questo bagaglio ai miei compagni ogni volta che ne ho l’occasione. Credo nel guidare attraverso l’esempio, lavorando duramente ogni giorno e mantenendo standard elevati per me stesso. Allo stesso tempo, non ho problemi a far sentire la mia voce quando è necessario dire qualcosa. Per me, la leadership significa fare la propria parte per aiutare il gruppo a migliorare e far sì che tutti procedano nella stessa direzione.
Avendo giocato in diversi campionati europei, come confronteresti la ICEHL con le leghe slovacca e ceca in termini di ritmo, fisicità e qualità complessiva?
Credo che la ICEHL stia diventando uno dei migliori campionati in Europa. Sta crescendo rapidamente in termini di qualità e competitività, attirando sempre più giocatori di alto livello — inclusi atleti con esperienza nei campionati più prestigiosi — il che innalza lo standard generale. Con l’ingresso di Milano e l’espansione a 52 partite, è evidente che la lega continui a crescere e a svilupparsi. Avendo giocato anche nei campionati ceco e slovacco, trovo entusiasmante osservare la direzione che sta prendendo la ICEHL e l’enorme potenziale che possiede.
La scorsa stagione, i Wolves sono andati molto vicini alla conquista del campionato. Cosa pensi serva per compiere quel passo decisivo e aggiudicarsi il titolo?
Ogni stagione riparte da zero, ma è comunque possibile imparare dal passato e sfruttare quelle esperienze per andare avanti. È una maratona, non uno sprint: bisogna mantenere la costanza per tutto l’anno, continuare a costruire attorno al nucleo centrale della squadra e avere fiducia nel percorso. Soprattutto, è fondamentale restare uniti nei momenti di difficoltà. Ogni squadra affronta delle avversità nel corso della stagione, e il modo in cui si reagisce a tali situazioni può fare la differenza quando arrivano i playoff.

Quali sono i tuoi obiettivi personali per il resto della stagione e cosa renderebbe il tuo ritorno in Val Pusteria un successo?
Il mio obiettivo è essere ogni giorno la versione migliore di me stesso e aiutare la squadra in ogni modo possibile, nel ruolo che mi viene assegnato. Voglio essere costante, lavorare sodo ed essere una persona di cui gli allenatori e i miei compagni possano fidarsi e su cui possano contare. In definitiva, un ritorno di successo significherebbe contribuire agli obiettivi del team e darci le migliori possibilità di competere per il titolo.
I tifosi di Brunico sono noti per la loro incredibile passione e per l’atmosfera che sanno creare. Cosa significa giocare davanti a loro e quanto può influire il loro sostegno sull’andamento di una partita?
I tifosi qui sono incredibilmente appassionati e leali; il loro supporto ci dà una carica enorme. È come avere un uomo in più sul ghiaccio insieme a noi. Quando le cose non vanno per il verso giusto, sanno darti quella spinta in più di cui hai bisogno; quando invece tutto procede bene, la loro energia rende tutto ancora più entusiasmante e ti sprona a continuare. Avere un sostegno del genere per tutta la durata della partita è qualcosa di speciale, capace di fare davvero la differenza.
Tuo padre, Glen Wesley, ha avuto una lunga e brillante carriera nella NHL. Quanto ha influito la sua esperienza sulla tua crescita e qual è il consiglio più prezioso che ti ha dato?
Mio padre ha avuto un’influenza enorme sulla mia carriera, sia come giocatore di hockey che come persona. Uno dei consigli migliori che mi abbia mai dato è: “Sii il miglior Josh Wesley che io conosca”. Mi ha sempre ricordato che non ho bisogno di essere qualcun altro né di paragonarmi ad altri giocatori. Devo semplicemente essere la versione migliore di me stesso. Ha una grande capacità di leggere il gioco; ho imparato molto osservandolo e parlando di hockey con lui. Ma, soprattutto, il sostegno della mia famiglia – mia moglie, i miei genitori, mia sorella e mio fratello – è stato fondamentale. Sono sempre stati al mio fianco, nei momenti belli come in quelli difficili, e sono stati i miei più grandi sostenitori nel corso di tutta la mia carriera.
Avendo giocato in Nord America e in diversi paesi europei, cosa ti ha insegnato l’hockey riguardo all’adattamento a culture e contesti differenti?
L’hockey mi ha insegnato a essere grato per le opportunità che ho ricevuto e a non dare mai per scontata la possibilità di giocare a livello professionistico. Vivere in paesi diversi mi ha inoltre aiutato ad aprire la mente e ad apprezzare culture, tradizioni e stili di vita differenti. Ogni luogo ha qualcosa di unico da offrire e credo che la disponibilità a imparare e ad adattarsi aiuti a crescere, non solo come giocatore, ma anche come persona.
Fuori dalla pista, cosa apprezzi di più della vita in Val Pusteria? C’è qualche aspetto della cultura locale che hai imparato ad apprezzare in modo particolare?
Amo poter godere delle bellezze naturali che si trovano qui. Le montagne e i dintorni sono incredibili e apprezzo molto l’equilibrio tra l’hockey e la vita al di fuori della pista. Essere vicini alla famiglia e agli amici di Annamaria, e poter trascorrere del tempo insieme, significa molto per noi. La famiglia e le amicizie sono fondamentali per me, e credo che questa zona renda naturale dare il giusto valore a questi aspetti. Inoltre, quest’estate, in occasione del nostro matrimonio, ho ricevuto il “grembiule blu” (tipico della tradizione locale): direi che questo fa di me un altoatesino onorario!
Infine, che messaggio vorresti lasciare ai tifosi dei Wolves, entusiasti di rivederti indossare la maglia giallonera?
Grazie per la calorosa accoglienza. Ho già avuto l’opportunità di giocare per voi e apprezzo profondamente il sostegno incredibile e l’atmosfera che sapete creare. Continuerò a fare tesoro di ogni istante in cui indosserò la maglia giallonera. Sappiamo qual è il nostro obiettivo e siamo pronti a dare tutto ciò che abbiamo per portare il campionato a Brunico. Andiamo a conquistarlo insieme!
Grazie Josh, un grandissimo in bocca al lupo per tutto!!



