Comunicato stampa FISG
Pat Cortina è il nuovo head coach della Nazionale italiana. Giorgio De Bettin nominato associated coach degli azzurri
In vista dell’avvio della stagione 2026/2027, la Federazione Italiana Sport del Ghiaccio annuncia la nomina del 62enne italo-canadese Pat Cortina quale nuovo head coach della Nazionale italiana maschile senior. Al suo fianco, nel ruolo di associated coach, ci sarà Giorgio De Bettin.
I due tecnici assumeranno ufficialmente la guida del Blue Team a partire dall’allenamento in programma al Palaonda martedì 3 novembre. Il debutto sulla panchina italiana è invece fissato per la tappa di European Cup of Nations, in calendario a Sosnowiec, in Polonia, dal 5 al 7 novembre, quando l’Italia affronterà nell’ordine Gran Bretagna, Polonia e Ucraina.
La definizione dello staff tecnico della Nazionale rappresenta uno dei primi importanti passaggi operativi della nuova governance federale, guidata dal presidente Thomas Rottensteiner, eletto lo scorso 24 ottobre. Un primo tassello di un progetto quadriennale che guarda già ai Giochi Olimpici delle Alpi Francesi 2030.
La FISG intende affrontare questo percorso attraverso una programmazione strutturata e un investimento costante sull’intero movimento hockeystico nazionale. L’obiettivo è garantire a tutte e sette le Nazionali azzurre, dalle selezioni senior maschili e femminili fino ai settori giovanili, il massimo supporto in termini di competenze, organizzazione e risorse, valorizzando ogni componente della piramide dell’hockey italiano.
DALLA HALL OF FAME IIHF AL RITORNO SULLA PANCHINA AZZURRA: LE PAROLE DI PAT CORTINA
Nato a Montreal, in Canada, Pat Cortina torna alla guida della Nazionale italiana a 23 anni di distanza dalla sua ultima esperienza. Il suo legame con l’hockey italiano affonda le radici nel 1990, anno del suo primo arrivo in Italia nel ruolo di assistant coach. Un rapporto che oggi si rinnova, arricchito da un percorso professionale di assoluto rilievo internazionale.
La sua carriera è stata coronata, nella primavera del 2026, dall’ingresso nella Hall of Fame della International Ice Hockey Federation (IIHF) e dall’assegnazione del Paul Loicq Award, prestigioso riconoscimento conferito a personalità che si sono distinte per il contributo offerto all’hockey internazionale e alla sua crescita e diffusione nei diversi Paesi.
Cortina ha guidato la Nazionale italiana per tre stagioni, dal 2000 al 2003, prendendo parte a due edizioni dei Campionati Mondiali Top Division. Successivamente ha maturato importanti esperienze in Ungheria e Germania, alla guida di squadre di club e delle rispettive selezioni nazionali. Tra i risultati più significativi spiccano i traguardi raggiunti con l’hockey ungherese: nel 2009 ha riportato la Nazionale maschile in Top Division dopo 70 anni, mentre nel 2024 ha condotto per la prima volta la selezione femminile nella massima categoria mondiale.
Pat Cortina, cosa l’ha spinta ad accettare la proposta della FISG e a tornare alla guida della Nazionale italiana?
“Prima di tutto il cuore. Questo Paese mi ha accolto quando ero giovane e avevo ancora poca esperienza, offrendomi l’opportunità di crescere professionalmente e di maturare un importante bagaglio di esperienze. Non sono nato in Italia, ma è un Paese che sento profondamente mio: qui mi sono sempre trovato benissimo e oggi avverto il desiderio di restituire qualcosa al movimento e alla Nazionale. È una prospettiva che mi rende davvero felice”.
Come immagina questa prima esperienza del suo secondo percorso alla guida della Nazionale?
“La considero l’inizio di un nuovo percorso, un’opportunità per tutti coloro che ne faranno parte di mettersi in evidenza e dimostrare di avere le qualità necessarie per essere protagonisti in un contesto importante come quello della Nazionale. A me e a Giorgio De Bettin spetterà il compito di trasmettere i valori, la mentalità e le aspettative che comporta indossare la maglia azzurra. Sarà fondamentale, però, non limitarsi a guardare alla settimana che ci attende, ma lavorare con una visione di più ampio respiro”.
Torna sulla panchina azzurra a 23 anni dalla sua ultima esperienza. Nel frattempo ha maturato importanti esperienze all’estero, soprattutto in Ungheria e Germania. Che cosa le hanno lasciato questi anni?
“Se penso a ciò che mi ha lasciato il percorso professionale al di fuori dell’Italia, il primo aspetto che mi viene in mente è il valore dei rapporti personali costruiti nel tempo, sia con i giocatori sia con i membri degli staff tecnici. Sono relazioni che si sono sempre rivelate fondamentali anche per raggiungere i successi. Integrità e rispetto dei valori morali sono principi imprescindibili, ai quali non si può rinunciare. Quando ho lasciato la Nazionale italiana, 23 anni fa, ero una persona e un allenatore molto diversi, con meno esperienza. Oggi torno con un bagaglio tecnico, umano e culturale molto più ampio, che non vedo l’ora di mettere a disposizione della squadra e di tutto il movimento”.
LA LINEA DELLA CONTINUITÀ CON GIORGIO DE BETTIN, CONFERMATO ASSOCIATED COACH DEGLI AZZURRI
Accanto a Pat Cortina ci sarà ancora Giorgio De Bettin, che proseguirà il proprio percorso nello staff tecnico della Nazionale italiana. Per il tecnico cadorino si tratta della nona stagione nelle ultime dieci al fianco del Blue Team, dove ricopre il ruolo di associated Coach dal 2023. Il 54enne, che da attaccante ha debuttato con l’Italia nel 2001 proprio sotto la guida di Cortina, sarà nuovamente parte del progetto azzurro, chiamato a contribuire alla crescita di una squadra rinnovata, con tanti volti nuovi e ambizione.
Giorgio De Bettin, da che cosa può ripartire la Nazionale guidata da lei e Pat Cortina?
“Dal bagaglio di esperienza importante che è stato maturato negli ultimi anni, grazie anche alla partecipazione a eventi di grande rilievo come i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 e i Campionati Mondiali Top Division della scorsa primavera. Queste esperienze hanno contribuito a costruire valori, soprattutto umani, che non possono essere dispersi. Ringrazio la FISG per la fiducia accordatami”.
Da dove può ripartire la Nazionale in questa stagione 2026/27?
“Prima di tutto dall’appartenenza e dalla capacità di dare il massimo quando si indossa la maglia azzurra. Giocare per l’Italia deve rappresentare il traguardo di ogni ragazzo del nostro movimento. Come staff, dovremo metterli nelle migliori condizioni possibili per esprimere il proprio potenziale. Poter lavorare con Pat Cortina è per me una grande soddisfazione: 25 anni fa mi diede l’opportunità di debuttare in Nazionale e di crescere, come persona e come giocatore. Insieme, credo potremo fornire alla squadra le basi giuste su cui costruire il proprio percorso, dentro e fuori dal ghiaccio”.




