Domenica sera Alessandro Bertolucci, allenatore del Trissino e CT della nazionale maschile di hockey su pista, ha vinto la Coppa Italia 2022/23 col suo Trissino, battendo 3 a 1 il Lodi ai rigori, al termine di una finale molto combattuta. Lo abbiamo sentito per una intervista.
Che partita è stata? Ti aspettavi potesse finire ai rigori?
Mi aspettavo che fosse una partita difficile perché il Lodi ha dimostrato di essere un’ottima squadra. Soprattutto per una questione psicologica: noi avevamo un po’ questo peso della Coppa Italia che l’anno scorso c’era sfuggita ai quarti di finale. Quindi la volevamo con tanto ardore e tante volte queste cose qui bloccano l’andamento della partita. Mentre Lodi lo scoglio più grosso l’aveva avuto contro il Grosseto che aveva fatto una partita molto contratta, dove Grosseto se avesse vinto non avrebbe rubato nulla.
Giocando la finale contro di noi, giocavano senza perdere niente quindi la conseguenza diretta è avere una mente libera dalla minima pressione. Hanno fatto un’ottima gara. È stata una gara molto equilibrata che anche il Lodi avrebbe meritato di vincere, come noi. Siamo stati veramente bravi: lì ho visto la maturità di una squadra che sa il fatto suo. Nonostante non abbiamo giocato la nostra miglior partita, per esempio come col Bassano la sera prima, siamo stati bravissimi a non uscire mai dalla partita. Senza farci prendere mai dal panico: quindi abbiamo fatto una partita dentro una partita.
Una volta arrivati ai rigori francamente avevo la sensazione che l’avremmo vinta perché ho il portiere che li para e c’ho i giocatori che sono dei cecchini sui tiri di rigore quindi avevamo abbastanza tranquillità nell’affrontarli.

I rigori son sempre un terno al lotto..
È un terno all’otto però li devi saper tirare e li devi saper parare perché noi abbiamo già vinto due competizioni ai rigori, quindi secondo me non è proprio una cosa casuale. Abbiamo vinto la Champions League ai rigori l’anno scorso, ed abbiamo vinto la Coppa Italia quest’anno ai rigori. Quindi vuol dire che c’è qualcosa di più che della classica lotteria dei rigori: c’è freddezza, ci sono i giocatori che li sanno tirare bene e c’è il portiere che ha freddezza e che sa pararli.

Voi giovedì sera sarete a Sarzana per la penultima giornata di Champions League, siete già lì? che partita ti aspetti?
Partiamo giovedì mattina. Stamani abbiamo fatto allenamento. Lunedì gli ho dato il giorno di riposo perché eravamo stanchi morti, perché comunque ci manca un elemento fondamentale per la nostra squadra che è Davide Gavioli e nessuno ne ha parlato. Ci è mancato e ci manca un giocatore di un peso specifico importante per il tipo di gioco che abbiamo noi, che è Davide, ed affrontare due partite in meno di 24 ore con un giocatore fuori come Davide insomma, ci è mancato tanto. Ci sta mancando già da qualche partita, e ci mancherà ancora per qualche partita. Ha fatto un’operazione al perone e quindi si spera che per i play off possa rientrare.
Mi aspetto una partita con un Sarzana che non ha niente da perdere perché per loro dev’essere difficile la qualificazione. Mi sembra siano ancora a zero punti, dopo tre partite, e quindi avranno la mente sgombra dal risultato. Anche se la matematica non li condanna ancora. Insomma il cammino è difficile per tutti, e sicuramente per loro che sono ancora a zero punti, è ancora più difficile.
Mi troverò un Sarzana sgombero dalla pressione del risultato e quindi mi aspetto una partita difficile come del resto sono tutte le partite che si giocano da loro in casa.

E poi avrete l’ultima partita a Trissino col Porto e sarà assolutamente importante vincere…
Sì, noi intanto dobbiamo assicurarci il passaggio del turno. Vincendo a Sarzana ci assicuriamo il passaggio del turno e poi avremo eventualmente la possibilità di giocarci il primo posto del girone in casa contro il Porto. Noi dobbiamo fare punti a Sarzana e il Porto deve battere il Noia. Se il Porto batte il Noia, noi siamo matematicamente passati, anche se perdiamo a Sarzana, per una questione di scontri diretti ma ci condannerebbe eventualmente per il primo posto del girone. Noi andiamo a Sarzana per cercare di fare punteggio pieno, ed assicurarci così il passaggio del turno, e poi giocarci la prima posizione col Porto in casa.

Avete un calendario un po’ impegnativo con tante partite in pochi giorni. Come si preparano tante partite in pochi giorni? Visto che giocherete tre partite in 5 giorni…
Si preparano con estrema difficoltà soprattutto per una questione sotto l’aspetto tattico, quindi per studiare l’avversario, quelle cose lì… Secondo diventa fondamentale la gestione dei recuperi, più che degli allenamenti. Trovare la giusta dose di riposo e di allenamento, e quella è la cosa più complicata.
Avete vinto una Supercoppa italiana a Settembre e la Coppa Italia adesso. Vi mancano la Champions e lo scudetto come obiettivi?
Chiaramente puntiamo sempre alla vittoria ma bisogna essere consapevoli che comunque non giochiamo da soli ma con altre compagini attrezzate bene e che dovremo lottare per cercare di portare un altro scudetto, il secondo scudetto consecutivo a Trissino. In Coppa Campioni cercare di arrivare più in alto possibile e secondo me delinea un pochino questo cammino anche il piazzamento che avremo nel girone.

Tra due settimane circa sarete in Portogallo per il Campionato Europeo U23. Che Europeo ti aspetti?
È un po’ una scatola chiusa perché ci alleneremo pochissimo. Facciamo in totale 4 o 5 giorni e poi partiamo per l’Europeo. Abbiamo già fatto due giorni di raduno 15 giorni fa, dove ho visto i ragazzi che si sono applicati molto a quello che voglio. Ci ritroveremo il 29 marzo, faremo tre giorni e poi partiremo per il Portogallo. Diciamo così: è ancora un po’ tutto da scoprire. So che la Spagna e Portogallo hanno due compagini ben folte di giocatori che giocano già titolari nella Hockey Liga e nella Lega portoghese.
Abbiamo voglia di far bene, i ragazzi sono stimolati e quindi mi auguro insomma che si possa fare un bell’Europeo come del resto l’abbiamo fatto l’anno scorso sia all’Europeo che al mondiale Under 19. Mi auguro che possiamo essere anche un po’ la sorpresa dell’Europeo. In Argentina siamo partiti come outsider e siamo arrivati in fondo con grande merito, con grande sacrificio, ed è stato veramente un mondiale che ha fatto venire la pelle d’oca a tutti gli appassionati.
Due squadre con molti giovani hanno vinto la Coppa Italia. La Pumas Viareggio di tuo fratello Mirko Bertolucci, ed il Breganze. Un tuo pensiero su come stia crescendo il movimento giovanile?
È una bellissima cosa perché è una spinta grossa verso il futuro. Soprattutto sono allenate da due allenatori con grande competenza: uno è Nestor Perea e l’altro è Mirko. Ho visto due squadre ben preparate a livello fisico ed a livello tattico. Ho visto un buon hockey: francamente è stato un bello spettacolo questo weekend di Coppa Italia.

In chiave nazionale?
Nel Breganze di quella squadra lì che ha vinto la Coppa Italia, tre li ho già avuti tra le mani anch’io: Pieragostini, Volpe e Barbieri. Di quei cinque o sei che hanno giocato tre sono già passati dalla nazionale Under 19. Nella Pumas il portiere ha fatto il mondiale Under 19 e con Marchetti ci ho fatto un Europeo Under 17. Ci sono molti giocatori di grande prospettiva. Si spera che continuino a lavorare bene e a crescere per poi diventare giocatori a tutto tondo.
Anche il campionato di Serie A2 è molto importante per la crescita dei giovani
È molto importante il campionato di Serie A2 per i giovani, anche per i giovanissimi, perché ho visto che ci sono anche tanti ragazzi che hanno sotto i diciott’anni. Quindi è una cosa fondamentale. È un campionato nazionale che comincia in fase diciamo regionale, nord e sud, che però poi se vincono il girone li dà la possibilità di andare direttamente in A1 e lì cominciano a lavorare con un pochino di pressione pur essendo giovani. È davvero importantissimo.

Ai giovani bisogna cercare di dare sempre un po’ di fiducia e spazio in prospettiva della nazionale
Certo, i giovani devono essere preparati a dovere perché non possiamo buttarli nella mischia da giovani. Vanno preparati bene per poi fargli fare il salto definitivo, magari per la serie A oppure per una crescita poi futura anche per la nazionale. Comunque ci vuole una grande preparazione prima.
Tornando un attimo al Trissino: come si affrontano i play off da diciamo netta dominatrice di Regular Season?
Bisogna avere intelligenza: un po’ come ci è successo l’anno scorso che finimmo la Regular Season con un bel po’ di punti di vantaggio. Bisogna avere la coscienza che quando si riparte coi play off, riparte un altro mini campionato, dove bisogna dimenticare quello che abbiamo fatto prima e riprogrammare quello che ci aspetta: quindi i quarti di finale, le semifinali, e le finali. In modo che a livello fisico, a livello mentale, si ritorni insomma ad essere più cattivi, più brillanti, e questo lo fai se dentro la tua testa sei ben cosciente che ricomincia un campionato a sé avendo sempre la possibilità di avere comunque la bella in casa.

L’ultima domanda: la finale potrebbe essere Trissino – Lodi?
Detta così sulla carta, sembrerebbe la cosa più scontata che sia Trissino contro Lodi. Però purtroppo poi c’è da andare in pista e c’è da guadagnarla sul campo e non sarà facile. Perché ci saranno i quarti di finale, con un campionato molto equilibrato, con squadre che durante la Regular Season sono state magari sottotono che però magari entrando nei play off ritrovano energie fisiche e mentali. Quindi saranno duri sia i quarti di finale, che le semifinali. Il 16 aprile si giocherà l’ultima di campionato e lì si delineerà la griglia dei play off, e sapremo così il nome dell’avversaria da affrontare.




