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    Quando l’hockey si fa inclusivo: Gabriele Araudo pronto a scriverne un nuovo capitolo

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    Quando l’hockey si fa inclusivo: Gabriele Araudo pronto a scriverne un nuovo capitolo

    È passato quasi un anno da quel sabato 19 novembre, quando al Palasesto venne scritta una pagina bellissima per l’hockey italiano. Per la prima volta nella storia hockeistica italiana un giocatore di Para Ice Hockey, il portiere Gabriele Araudo, atleta della Nazionale Italiana, disputò una partita amatoriale di hockey insieme ad atleti normodotati, sia donne che uomini. Il match era valido per il campionato amatoriale Libertas B.

    Da quel giorno Araudo ha difeso la porta dei Torino Bulls per tutto il resto della stagione, dimostrando, ogni volta, che insieme sul ghiaccio si può davvero stare, ed alla grande. Perché sul ghiaccio, siamo tutti uguali.

    Sabato 27 ottobre i Torino Bulls faranno il loro esordio nel campionato Libertas B contro gli Sgularat e a difendere la loro porta ci sarà per la terza stagione consecutiva Gabriele Araudo.

    Grazie a Gabriele ed a coach Francesco Bondonno, come si dicono sempre tra di loro, “la disabilità è passata in secondo piano, come se si fosse riusciti a normalizzare un qualcosa che normale poi non è mai stato”. Li abbiamo contattati per approfondire meglio la storia.

    Quando l’hockey si fa inclusivo: Gabriele Araudo pronto a scriverne un nuovo capitolo
    Foto di Luca Pinna

    Le parole di Gabriele Araudo:

    Inizia la terza stagione con i Torino Bulls. Campionato questa stagione con la presenza di molte più squadre, grazie al grande lavoro svolto dalla Libertas. Oramai il campionato Libertas è il “mio” campionato, tante squadre, tante partite, tante sfide da superare.

    La cosa che rende tutto quanto incredibile è che il concetto di atleta disabile è stato superato. Che sia sulla slitta non interessa a nessuno, sono un avversario. Questo era il nostro obbiettivo, far passare in secondo piano la disabilità. Dalla prima partita al Palasesto ho capito che la sfida era vinta.

    Tutto questo grazie alla grande sensibilità dei Torino Bulls, alla Libertas e a tutte le società affiliate che partecipano al Campionato che hanno dimostrato la vera forza dello sport, quella di unire le persone e di abbattere le barriere di qualsiasi tipo siano.”

    Le parole di coach Francesco Bondonno:

    Sono sicuramente soddisfatto per il successo che abbiamo avuto nel mettere un portiere come Gabriele, che tutti chiamano “seduto”, tra i pali di una porta di un campionato per normodotati. Io e Gabriele ci diciamo sempre che ormai la disabilità è passata in secondo piano, come se si fosse riusciti a normalizzare un qualcosa che normale poi non è mai stato.

    Ed è proprio questa la nostra forza, ma è stato anche un punto su cui ho dovuto lavorare molto per costruire la squadra: ho dovuto far comprendere a tutti le difficoltà in alcune occasioni di aver Gabriele in porta che “o si sposta o para”, ma devo dire che la sinergia che si è creata ci ha permesso già due anni di fila di arrivare al secondo posto in Serie B Libertas. Ovviamente il mio desiderio sarebbe quello di piazzarci al primo posto perché credo che il team dopo tutti questi anni se lo meriti.

    Colgo l’occasione per ringraziare i Torino Bulls, che mi hanno accolto e mi hanno sempre supportato in questa impresa con Gabriele che non sempre è stata facile e che se non fosse per loro non si sarebbe mai realizzata. Grazie anche a Hockey Italia 21 per il tempo speso per la nostra storia”.

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