Le domande più frequenti di chi guarda per la prima volta una partita di hockey su ghiaccio
Dopo aver pubblicato l’articolo Come si gioca ad hockey su ghiaccio? Una guida alle regole principali in vista di Milano Cortina 2026, alcuni lettori e lettrici mi hanno consigliato di scriverne uno sulle domande più frequenti che un neofita alle prime partite potrebbe farsi quando va a vedere un incontro di hockey.
Da lì abbiamo chiesto alla Community di Hockey Italia 21, e agli appassionati di hockey su ghiaccio, un parere su quali domande potessero venir fatte da una persona che si approccia per la prima volta a questo sport.
Chi accende la TV o entra per la prima volta in un palaghiaccio rimane subito colpito dalla velocità, dai cambi continui e da alcune situazioni che sembrano… strane.
Ecco quindi le domande che un neofita si fa (quasi sempre) davanti a una partita di hockey su ghiaccio.

“Perché l’arbitro aspetta così tanto a fischiare fallo?”
Perché nell’hockey esistono le penalità differite.
Se la squadra che subisce il fallo mantiene il controllo del disco, l’arbitro non interrompe subito il gioco per non penalizzarla. Il gioco verrà fermato appena la squadra che ha commesso il fallo entrerà in possesso del puck.
“Quando l’arbitro alza il braccio ma non fischia, perché il portiere va via dalla porta?”
Con il braccio alzato l’arbitro segnala una penalità imminente.
La squadra che attacca sa che, appena l’avversario eentra in possesso del disco, il gioco si fermerà: per questo può togliere il portiere e inserire un giocatore in più senza rischiare di subire gol.
“Come mai fanno così tanti cambi?”
Perché l’hockey su ghiaccio è estremamente intenso.
I giocatori restano sul ghiaccio anche solo 30–60 secondi, poi cambiano “al volo”, senza fermare il gioco, per mantenere sempre alta velocità e lucidità.
“Ma è vero che si picchiano?”
Sì… ma non come sembra.
I combattimenti esistono, soprattutto in Nord America, ma sono regolamentati e non fanno parte del gioco europeo come elemento centrale. Anche in Europa ci sono le risse, ma sono sempre meno frequenti. In ogni caso, chi combatte viene penalizzato e finisce in panca puniti.
“Perché non c’è il VAR?”
Nell’hockey su ghiaccio esiste la video review, ma viene usata solo in alcune situazioni specifiche (gol, disco oltre la linea, fuorigioco su azione da gol).
Il gioco è troppo veloce per fermarlo continuamente come nel calcio.
A Milano Cortina 2026 sarà presente la video review.
“Ma il disco può andare dietro la porta?”
Sì, assolutamente.
Il gioco si ferma solo se il disco esce dal ghiaccio o finisce sulle reti di protezione, non se passa dietro la gabbia.
“Perché giocano spesso il disco dietro la porta?”
Per creare spazio.
Giocare dietro la gabbia permette di uscire dalla pressione se si gioca in difesa. Cambiare lato d’attacco e sorprendere la difesa avversaria quando si attacca.
“Si può prendere il disco con le mani?”
Solo in parte:
- i giocatori di movimento possono fermarlo con le mani e buttarlo subito sul ghiaccio, o deviarlo con il guanto. Non possono lanciarlo né portarlo avanti.
- il portiere, invece, può bloccarlo con il guantone.
“Perché ogni volta che il portiere para il gioco si ferma?”
Il gioco si ferma solo quando il portiere blocca il disco e lo copre con la pinza, il suo guantone.
Se respinge il puck o lo controlla col bastone senza fermarlo, il gioco continua.
“Cos’è l’empty net a fine partita?”
Quando una squadra sta perdendo negli ultimi minuti, può togliere il portiere e inserire un giocatore di movimento in più per aumentare le possibilità di segnare.
Da qui nasce anche una curiosità extra…
“Ma non è pericoloso togliere il portiere? Non rischiano l’autogol?”
Sì, il rischio c’è eccome.
Infatti spesso l’altra squadra segna a porta vuota (empty net goal).
In casi rarissimi, può perfino capitare un goalie goal: il portiere che segna tirando dalla propria gabbia.
Può anche capitare che la squadra che ha tolto il portiere sbagli un passaggio e si faccia autogol da sola.
L’hockey su ghiaccio è uno sport spettacolare ma pieno di regole e situazioni particolari che, per un neofita, possono sembrare incomprensibili. Capirle è il primo passo per innamorarsi davvero di questo sport.



