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    Andrea Gios, Presidente della FISG, a Radio Village Network: “Cerchiamo di convincere Rho Fiera a lasciare l’impianto anche dopo le Olimpiadi, almeno uno dei due”

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    Andrea Gios, Presidente della FISG, a Radio Village Network: “Cerchiamo di convincere Rho Fiera a lasciare l’impianto anche dopo le Olimpiadi, almeno uno dei due”

    Ieri sera nel corso della trasmissione “Sport in Rete” in onda su Radio Village Network, condotta da Max Airoldi, è intervenuto Andrea Gios, Presidente della FISG. La puntata può essere riascoltata su www.radiovillagenetwork.it oppure sulla app della radio nella sezione demand.

    Si è parlato principalmente delle olimpiadi di Milano Cortina 2026. Dalla legacy, o eredità dei Giochi, ai primi successi azzurri. Grande spazio ovviamente agli sport della FISG, che sono in crescita e che grazie alle Olimpiadi riescono ad avere maggiore visibilità. Infine si è parlato dell’hockey italiano: dal successo della nazionale femminile alla speranza che questo bellissimo sport riesca a diffondersi anche nelle grandi città.

    Nel corso della trasmissione abbiamo mandato due domande che sono state lette in diretta ed alle quali Gios ha risposto.

    Andrea Gios, Presidente della FISG, a Radio Village Network: "Cerchiamo di convincere Rho Fiera a lasciare l'impianto anche dopo le Olimpiadi, almeno uno dei due"

    Buona sera Presidente, quante possibilità concrete ci sono affinché la Rho Ice Hockey Arena rimanga alla città di Milano dopo le olimpiadi? Tra Final Four di Coppa Italia e l’olimpiadi la città ha risposto sempre presente. Milano ha fame di hockey, c’è bisogno di un impianto però…

    Io sto spingendo su Rho Fiera, sulla Fondazione per il tramite del Presidente della Regione Attilio Fontana che ci sta aiutando perché cerchiamo di convincere Rho Fiera a lasciare l’impianto anche dopo le Olimpiadi, almeno uno dei due. È una battaglia difficile, a noi piacerebbe che lasciassero almeno uno dei due impianti perché siamo convinti che darebbero uno slancio incredibile a tutta l’attività della nostra federazione. Ci sono delle discussioni, abbiamo aperto un tavolo. Noi ci vorremmo mettere l’impegno, la serietà della nostra federazione.

    Abbiamo alcuni imprenditori internazionali che sono pronti a partire per far partire una squadra di hockey che possa giocare a livelli competitivi in Ice Hockey League. Avremo riunioni questa settimana perché questi imprenditori saranno anche a Milano in occasione dei giochi olimpici.

    Come diceva lei, l’ottimo riscontro che abbiamo avuto nelle Final Four, nelle Final del Campionato Italiano e di Coppa Italia, e l’ottimo riscontro che stiamo avendo adesso di pubblico con la squadra nazionale femminile che ha avuto l’arena quasi sempre piena, ci fanno pensare che c’è spazio per questo tipo di attività e che Milano, che è una città importantissima, moderna, una capitale mitteleuropea, non può non avere una squadra di hockey a livello internazionale. 

    La Lollobrigida, che ha conquistato una fantastica medaglia d’oro, arriva dal pattinaggio coi pattini inline. Il connubio inline-ghiaccio si è dimostrato vincente. State pensando di creare una collaborazione simile anche tra hockey inline ed hockey su ghiaccio?

    No no, chiariamo tutto. La Lollobrigida viene dalle Rotelle, è stata una campionessa di Rotelle come lo è stato Ippoito San Fratello, come lo è stato Ghiotto, come sono stati tantissimi. Però questi quando vengono al ghiaccio abbandonano sostanzialmente l’attività a Rotelle e si dedicano per 250 giorni all’anno come minimo a seguire un programma federale. Quindi non è un passaggio così semplice. 

    L’hockey su ghiaccio il discorso è molto diverso: chi gioca a hockey su ghiaccio gioca non per la nazionale, ma gioca nei club, quindi i club hanno un campionato. Peraltro l’attività del ghiaccio è un’attività molto più intensa e richiede un impegno maggiore, ci si deve allenare almeno sei giorni alla settimana, fare due partite a settimana. Un giocatore per essere formato dai 14 anni in su deve cominciare a fare due allenamenti al giorno, deve fare l’off-ice e questo non lascia spazio a una doppia attività.

    Quindi benissimo, chi volesse passare dall’hockey in line al hockey su ghiaccio fa benissimo a provare ma deve dedicarsi a tempo pieno come ha fatto Ghiotto, come ha fatto Lollobrigida e pensare solo a questo. Perché oggi per diventare un giocatore di livello internazionale bisogna allenarsi 11 mesi all’anno con dei programmi molto seri. Quando non c’è il ghiaccio bisogna fare off-ice, palestra, attività di questo genere, quindi non c’è spazio per una doppia carriera.

    Rimane il fatto che uno in estate può fare delle sessioni di allenamento oltre all’off-ice giocando a hockey in line con gli amici, una cosa che non fa male di certo, ma non può fare un doppio campionato, questo assolutamente no. 

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