5 cose imparate dal Giorno 1 delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026
Il torneo maschile di hockey su ghiaccio ai Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 è iniziato mercoledì con due partite. Nel primo incontro, la Slovacchia ha superato la Finlandia per 4-1. Nel secondo, la Svezia ha avuto la meglio sull’Italia padrona di casa per 3-2.

Dubbi sulla porta della Svezia; sorprendono le outsider Italia e Slovacchia. Di seguito una lista delle 5 cose imparate dal Giorno 1.
1. Il caso portiere in casa Svezia
Prima della partita contro l’Italia, il coach svedese Sam Hallam aveva dichiarato che il piano era di confermare contro la Finlandia, venerdì, il portiere schierato all’esordio. Tuttavia, aveva anche precisato che tutto dipendeva da quanto sarebbe accaduto in partita.
Filip Gustavsson (Minnesota Wild) è partito titolare, ma ha concesso due gol sui primi quattro tiri affrontati contro un’Italia priva di giocatori NHL. Non ha più subito reti, ma la partenza incerta potrebbe spingere Hallam a valutare Jacob Markstrom (New Jersey Devils) per la sfida contro la Finlandia.
2. L’Italia è qui per giocarsela
È vero: l’Italia partecipa al torneo in quanto Paese ospitante. Ma la Svezia ha capito subito che gli azzurri non sono una comparsa.
Pur senza giocatori con esperienza NHL, l’Italia ha tenuto testa a una delle favorite per l’oro. Lo ha fatto grazie al portiere Damian Clara (prospetto degli Anaheim Ducks), fondamentale per restare in partita ma uscito al 6:08 del terzo periodo per un apparente infortunio alla gamba. Anche Davide Fadani, subentrato al posto di Clara, ha fatto vedere le sue qualità. Al termine della partita la FISG ha annunciato che Clara è uscito per crampi.
La prestazione dell’Italia contro la Svezia può dare grande fiducia al gruppo in vista delle altre due sfide contro Slovacchia e Finlandia. A difesa della gabbia azzurra ci sono due portieri di grande valore.
3. La Slovacchia è pericolosa
Chiedere alla Finlandia. Martedì la Slovacchia aveva dichiarato di sapere di essere considerata sfavorita nel Gruppo B, ma di non voler giocare come tale. E così è stato.
Pur affrontando una Finlandia con quasi tutti giocatori NHL, gli slovacchi hanno imposto il loro ritmo. Decisivo Juraj Slafkovsky (Montreal Canadiens), autore di una doppietta nel 4-1 finale.
Brillante anche il portiere Samuel Hlavaj (Iowa Wild, AHL), che ha parato 39 tiri. Con la sfida contro l’Italia venerdì, la Slovacchia potrebbe addirittura trovarsi in corsa per vincere il Gruppo B e ottenere il pass diretto per i quarti di finale.
4. Finlandia, serve più concretezza
Oltre alla sconfitta per 4-1, la Finlandia è riuscita a segnare una sola rete contro il portiere slovacco Hlavaj. Il gol di Eeli Tolvanen è arrivato con un’occasione favorevole dal cerchio destro mentre il portiere era sbilanciato sul palo opposto. Per il resto, Hlavaj ha respinto tutti gli altri 39 tiri.
Se la Finlandia vuole raggiungere il proprio obiettivo — la zona medaglie — dovrà essere più efficace nelle zone “calde” davanti alla porta.
“Dobbiamo essere migliori quando abbiamo il disco sul bastone per segnare”, ha dichiarato poi Sebastian Aho. Certo che per i finnici l’inizio è sicuramente l’opposto di quello che avrebbero voluto sognare.
5. Allenatori… strategici anche fuori dal ghiaccio
Alcuni commissari tecnici stanno giocando le proprie carte anche fuori dal campo. Il Canada ha svolto un allenamento a porte chiuse lunedì, così come la Repubblica Ceca mercoledì.
Sam Hallam non ha annunciato il portiere titolare fino a circa 90 minuti prima dell’ingaggio iniziale, mentre il coach canadese Jon Cooper non ha ancora rivelato chi partirà in porta contro la Cechia giovedì.
Questo atteggiamento sta facendo impazzire i media, ma aggiunge ulteriore suspense a un torneo che promette grande spettacolo



