Hockey Club Milano in ICE Hockey League 2026/27: lunedì la resa dei conti
Lunedì la win2day ICE Hockey League sarà chiamata a votare sull’ammissione dell’HC Milano. Una decisione che, come riportato da LAOLA1 nell’analisi firmata da Bernd Freimüller, sta dividendo profondamente i club della lega tra chi vede nuove opportunità di crescita e chi teme i rischi legati a un progetto ancora in fase di sviluppo.
Un progetto nato dopo il test olimpico
Secondo quanto riportato da LAOLA1, il progetto HC Milano ha preso concretamente forma soltanto dopo il torneo finale del campionato italiano disputato a metà gennaio nella Santalucia Arena, evento organizzato come prova generale in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 e che avrebbe richiamato circa 22.000 spettatori nell’arco del weekend.
Tra i diversi gruppi interessati a investire nell’iniziativa, la società di criptovalute House of Doge sarebbe diventata il principale partner finanziario. Un ruolo importante sarebbe ricoperto anche da Christof Leitner, il cui studio di architettura Leitner AG è stato coinvolto nella realizzazione delle strutture olimpiche milanesi e detiene una partecipazione nel progetto.
L’interesse di Milano verso la ICE Hockey League sarebbe stato illustrato ai club dal presidente della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio, Andrea Gios, già tra i principali sostenitori dell’ingresso dell’Asiago nella competizione internazionale.
Le perplessità della lega
Come evidenzia LAOLA1, il nodo principale riguarda la natura stessa della candidatura milanese. Negli anni la ICE Hockey League ha accolto nuove realtà come Bratislava Capitals, Jesenice, Zagabria e Asiago. Tuttavia, tutte queste società disponevano già di una squadra attiva in un campionato nazionale e di un impianto esistente.
Nel caso dell’HC Milano, invece, diversi dirigenti interpellati da LAOLA1 avrebbero espresso dubbi sul fatto che la lega si trovi a valutare un progetto ancora in costruzione più che un’organizzazione già consolidata. «Ormai non votiamo più per le organizzazioni, ma per i progetti», afferma un manager scettico al portale. Un altro aggiunge: «Perché non provano a giocare per un anno nell’AlpsHL e a farsi conoscere in questo modo?»
La questione arena
Uno degli aspetti maggiormente discussi riguarda la futura casa dell’HC Milano. Secondo quanto riportato da LAOLA1, inizialmente si era parlato dell’utilizzo di una delle strutture olimpiche di Rho. Successivamente sarebbe emerso che l’impianto non era destinato a un utilizzo permanente per l’hockey su ghiaccio dopo i Giochi.
La soluzione attualmente prevista consisterebbe nella realizzazione di una nuova arena all’interno dell’area fieristica, sfruttando parte delle infrastrutture tecniche delle strutture olimpiche (come l’impianto di trattamento del ghiaccio, sponde, panchine, sistema di ventilazione, solo le tribune verrebbero costruite ex novo). La capienza dovrebbe raggiungere i 4.000 posti e l’obiettivo sarebbe quello di trasferirsi entro tre anni in una sede più centrale.
Christof Leitner avrebbe indicato il 30 settembre come data prevista per il completamento dell’impianto, anche se alcuni dirigenti della lega avrebbero manifestato prudenza considerando le tempistiche ristrette.

Il roster prende forma
Sul fronte sportivo, LAOLA1 riferisce che Viktor Szelig, ex dirigente del Fehérvár, sarebbe il principale candidato per il ruolo di direttore sportivo. Sempre secondo le indiscrezioni riportate dal portale austriaco, il roster sarebbe già completato per circa il 90%, mentre tra i nomi accostati al progetto figurano da tempo Randy Gazzola e Giordano Finoro. Leitner ha dichiarato al portale: “Non abbiamo sottratto giocatori al Val Pusteria e a Bolzano”.
Un voto che può decidere il futuro
Per ottenere l’ammissione saranno necessari almeno otto voti favorevoli. Come sottolinea LAOLA1, la discussione non riguarda soltanto Milano, ma anche la direzione futura della stessa ICE Hockey League. Alcuni club guardano con interesse alle prospettive commerciali offerte dal mercato milanese e dall’effetto trainante delle Olimpiadi.
Altri, invece, temono le conseguenze economiche e logistiche derivanti dall’ingresso di una nuova società ancora priva di una struttura operativa definitiva. Particolare attenzione viene riservata anche alla posizione di Bolzano e Val Pusteria, che vedrebbero aumentare la concorrenza sul già ristretto mercato dei giocatori italiani. Si passerebbe da due a tre squadre, coi prezzi che andrebbero ad aumentare in vantaggio degli agenti.
La questione economica
Secondo quanto riportato da LAOLA1, uno degli elementi che potrebbe favorire l’approvazione del progetto riguarda il contributo economico garantito dall’HC Milano.
Oltre alla quota di iscrizione di 150.000 euro, Milano ha dovuto garantire 150.000 euro all’anno in sponsorizzazioni per i tre anni di periodo di prova. Questa somma è stata recentemente aumentata addirittura a 200.000, tra cui uno “sponsor di media grandezza della lega”, secondo Leitner.
Questo potrebbe naturalmente ammorbidire anche alcune squadre del blocco austriaco. Milano ha comunque già assicurato i voti di Salisburgo e del KAC, così scrive LAOLA, dato che i loro rappresentanti (Rene Dimter e Schwaiger) in qualità di membri del comitato esecutivo hanno già dato il via libera a Milano, consentendo così che si arrivi a una votazione tra le squadre.
A fare la differenza potrebbero essere i voti di Graz e Innsbruck. Resta da vedere se ci sarà ancora un voto da parte dei Pioneers. Sempre secondo il portale è probabile che la maggioranza dei voti stranieri vada a favore del Milano, soprattutto perché il Ferencváros Budapest diventerà membro a pieno titolo in una votazione pre-elettorale (normalmente solo dal 2027 in poi) e acquisirà quindi anche il diritto di voto.
Le opportunità evidenziate dai sostenitori
Tra gli aspetti positivi riportati da LAOLA1 figurano:
- il ritorno dell’hockey di alto livello in una delle principali città europee;
- l’interesse dimostrato dal pubblico lombardo durante gli eventi organizzati negli ultimi mesi;
- la possibilità di attirare sponsor internazionali;
- il rilancio del movimento giovanile milanese;
- l’eredità lasciata dalle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026;
- il coinvolgimento di figure di grande esperienza come Chris McSorley.
La decisione attesa
Come conclude LAOLA1, la domanda di fondo resta la stessa: è opportuno ammettere nella ICE Hockey League una società che non dispone ancora di un’arena completata e che non ha esperienza diretta nella gestione di una squadra professionistica? Per i sostenitori del progetto si tratta di un’occasione unica per sfruttare l’onda lunga delle Olimpiadi e riportare Milano sulla mappa dell’hockey internazionale. Per gli scettici, invece, i rischi restano significativi. La risposta arriverà dal voto dei club e potrebbe rappresentare uno dei passaggi più importanti nella storia recente della ICE Hockey League.



