Grande affluenza sugli spalti per Bassano-Trissino. La curva giallorossa entra solo nel secondo tempo
Ieri nel corso di gara 2 di finale di Serie A1 2025/26 di hockey su pista tra Bassano e Trissino, vinto 4 a 0 dagli ospiti, al PalaUbroker c’è stato il pubblico delle grandi occasioni. Sono stati circa 3000 gli spettatori presenti nell’impianto, con una bella presenza di tifosi trissinesi al seguito della loro squadra.
La partita però è iniziata in un clima particolare. La Curva Sud Bassano, prima della partita, aveva infatti annunciato che sarebbe entrata solo ad inizio del secondo tempo. Il motivo della protesta è dovuto alle restrizioni adottate dalle autorità per il libero accesso dei tifosi in trasferta nei palazzetti. Lo avevano fatto anche per gara 1 a Trissino, quando erano entrati nel palazzetto solo ad inizio del secondo tempo.
Nel comunicato post-gara che riporto di seguito, il Bassano ha criticato la scelta dei tifosi di entrare solo nel secondo tempo, definendolo “un gesto dai principi anche condivisibili ma – ci permettiamo – dalle tempistiche completamente inopportune”. “Alla fine a rimetterci sono stati solo i ragazzi che nel momento più importante non hanno avuto al loro fianco il cuore pulsante del tifo”, ha poi continuato la società.

La nota del club
In apertura i complimenti doverosi e meritati al Trissino perchè quando vinci 4-0 in trasferta una sfida scudetto di una serie che ti vede sotto a sorpresa è giusto congratularsi.
Sottolineato ciò, necessario soffermarsi su due aspetti prima di riavvolgere il film della gara. Il primo: se in semifinale col Lodi abbiamo annotato il bel pubblico, stavolta si è registrato il grande pubblico: quasi 3 mila anime a riempire il palazzo, numeri che il resto dell’Italia hockeistica manco si sogna, a dimostrazione che il clima elettrizzante dei playoff ha sempre un appeal straordinario.
Secondo aspetto: la curva ha scelto di non presenziare al primo tempo per protestare contro le restrizioni adottate dalle autorità per il libero accesso dei tifosi in trasferta nei palazzetti. Un gesto dai principi anche condivisibili ma – ci permettiamo – dalle tempistiche completamente inopportune.
Ci spieghiamo. Qui sulla pagina ufficiale in tutti questi anni non abbiamo mai lesinato apprezzamenti dovuti e sinceri per una tifoseria calda ed entusiasta della quale essere orgogliosi. Ma stavolta il timing della decisione è stato onestamente rivedibile. Le motivazioni dell’astensione sono comprensibili, i tempi no. Non in un appuntamento atteso 17 anni, non davanti a questo pubblico.
Alla fine a rimetterci sono stati solo i ragazzi che nel momento più importante non hanno avuto al loro fianco il cuore pulsante del tifo. Peccato, potevano esserci altre modalità per manifestare il proprio dissenso anche in maniera più efficace. La diffusione del volantino, ad esempio, sarebbe stata altrettanto significativa senza bisogno di andare oltre. Pazienza, l’auspicio è che prossimamente, nel caso, si prediligano forme ugualmente incisive ma senza penalizzare squadra e ambiente



