Verso le elezioni presidenziali FISG 2026: tutti sullo stesso ghiaccio
Siamo tutti sullo stesso ghiaccio, così la pensano in molti nell’ambiente delle società sotto l’egida della FISG. Il 25 luglio verrà eletto il nuovo presidente della federazione ed in questi giorni c’è grande fermento nell’ambiente degli sport del ghiaccio. Ieri i candidati alla presidenza hanno incontrato le società altoatesine a Bolzano. Domani sarà invece la volta di quelle piemontesi. Appuntamento a Torino, dove le società piemontesi avranno modo di parlare e confrontarsi con i candidati alla presidenza. Intanto come scritto da Eros Gonin su Curling Italia, il ghiaccio unisce ciò che la politica divide.

Il post di Eros Gonin su Curling Italia
CONSIDERAZIONI DELLA SERA: IL GHIACCIO UNISCE CIÒ CHE LA POLITICA DIVIDE.
La giornata si chiude con i telefoni ancora caldi e una straordinaria sensazione di movimento. C’è un’attenzione nuova che attraversa la FISG, e fa davvero piacere vedere come la nostra community stia crescendo, accogliendo tra i suoi membri anche figure che hanno fatto la storia del ghiaccio italiano, come Chiara Simionato e Adolf Insam.
La presenza di chi ha vissuto la pista ai massimi livelli è un segnale importante: dimostra che il dibattito sul futuro dei nostri sport, sulla trasparenza e sulla tutela dei vivai è un tema avvertito da tutti, oltre ogni barriera e oltre ogni disciplina.
Domani Torino: La legacy olimpica che funziona
Domani il nostro viaggio fa tappa a Torino, vent’anni esatti dopo i memorabili Giochi Olimpici del 2006.
Torino rappresenta l’altra faccia della medaglia, l’esempio vivente di come lo sport possa e debba generare futuro. Qui la “legacy” olimpica non è uno slogan da campagna elettorale, ma una splendida realtà: a due decenni di distanza dall’evento, gli impianti torinesi e piemontesi sono belli, funzionanti, luminosi e pieni di atleti.
Grazie a quella straordinaria avventura, il Piemonte ha vissuto uno sviluppo esponenziale. Il curling stesso ha saputo raccogliere quel testimone ricevendo persino gli storici elogi della Federazione Mondiale per l’incredibile lavoro di promozione fatto sul territorio.
Questo è il modello che vogliamo esportare nel quadriennio 2026-2030:
Vogliamo impianti che dopo vent’anni servano ancora a far crescere i bambini, non scatole vuote o operazioni societarie improvvisate all’ultimo minuto.
Vogliamo che l’esperienza olimpica sia un volano per tutto il territorio nazionale, da Torino a Roma, e non un privilegio per pochi.
Siamo tutti sulla stessa barca, e finalmente stiamo iniziando a remare tutti i settori con lo stesso ritmo. Domani a Torino porteremo ai Candidati questa certezza: un altro modo di gestire lo sport del ghiaccio è possibile, perché lo abbiamo già fatto e funziona ancora.
Buona notte a chi ascolta, valuta e sceglie il futuro del nostro ghiaccio.



