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    Il programma di Tommaso Teofoli, candidato alla Presidenza della FISG per il quadriennio 2026-2030

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    Il programma di Tommaso Teofoli, candidato alla Presidenza della FISG per il quadriennio 2026-2030

    Riceviamo e pubblichiamo il programma di Tommaso Teofoli, candidato alla Presidenza della FISG per il quadriennio olimpico 2026-2030. Teofoli, nato a Verona, ha ricoperto di recente il ruolo di Team Host Sport Manager del torneo olimpico di hockey su ghiaccio durante i Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. 

    Nei prossimi giorni pubblicheremo anche i programmi degli altri due candidati alla Presidenza: Walter Andriolo e Andrea Gios. Ieri abbiamo pubblicato il programma del candidato Fabio Labia. Le elezioni si terranno sabato 25 luglio a Bolzano.

    Il programma di Tommaso Teofoli, candidato alla Presidenza della FISG per il quadriennio 2026-2030
    Foto di Tommaso Teofoli

    Tommaso Teofoli

    La mia candidatura alla Presidenza della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio nasce da una vita dedicata agli sport del ghiaccio e dalla convinzione che sia arrivato il momento di mettere questa esperienza al servizio dell’intero movimento.

    Ho iniziato a giocare a hockey su ghiaccio all’età di cinque anni e, nel corso della mia carriera sportiva, ho conquistato il titolo di Campione d’Italia nell’hockey su ghiaccio e nell’hockey in line, rappresentando inoltre l’Italia ai Campionati del Mondo Senior. Da atleta ho imparato il valore dell’impegno, del sacrificio, del lavoro di squadra e del rispetto delle regole: principi che continuano a guidare ogni mia scelta.

    Conclusa l’attività agonistica, ho proseguito il mio percorso come dirigente, vivendo da vicino le esigenze delle società, degli atleti e dei territori. Ho contribuito ai successi dello Sportivi Ghiaccio Cortina, partecipando alla conquista di uno Scudetto e di una Coppa Italia, e sono successivamente tornato a ricoprire il ruolo di Sport Manager, contribuendo alla vittoria di altri due Campionati Italiani.

    L’esperienza federale ha rappresentato un passaggio fondamentale del mio percorso. Dopo aver contribuito alla nascita della Lega Italiana Hockey Ghiaccio, ne sono diventato Presidente nel 2012. Dal 2014 al 2022 ho ricoperto l’incarico di Consigliere Federale con delega all’intero settore hockey su ghiaccio, lavorando per rafforzarne l’organizzazione, la competitività e la crescita. In questi anni ho sviluppato rapporti di collaborazione e fiducia con le istituzioni sportive nazionali e internazionali, contribuendo alla realizzazione di progetti riconosciuti e apprezzati anche dalla IIHF.

    La fiducia costruita nel tempo mi ha portato a ricoprire, durante i Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026, il ruolo di Team Host Sport Manager del torneo olimpico di hockey su ghiaccio, coordinando le attività dei Team Host dei tornei maschile e femminile e degli ufficiali di gara. Un’esperienza che ha ulteriormente consolidato la mia convinzione che professionalità, organizzazione e capacità di fare squadra siano gli elementi indispensabili per affrontare le sfide del futuro.

    Oggi metto a disposizione della Federazione un percorso costruito sul campo, nelle società e nelle istituzioni. Conosco le difficoltà, le potenzialità e le aspettative del nostro movimento, perché le ho vissute in prima persona.

    La mia idea di Federazione è quella di una casa comune, autorevole, trasparente e moderna, capace di ascoltare, programmare e sostenere tutte le discipline del ghiaccio, valorizzando le competenze, il merito e il dialogo con società, atleti, tecnici e dirigenti.

    Con questo spirito mi candido alla Presidenza della FISG: per costruire insieme una Federazione più forte, più unita e più protagonista, in Italia e a livello internazionale.

    Tommaso Teofoli
    Candidato Presidente FISG

    Il mio programma per il futuro della FISG

    •Per una Federazione più forte, più trasparente, più vicina ai territori.
    •Una proposta di riforma istituzionale, tecnica e organizzativa, per il futuro degli sport del ghiaccio

    Rafforzare la Federazione rafforzando tutte le sue componenti
    Centro
    Settori
    Territori
    Tecnici
    Dirigenti
    Atleti
    Società

    in un progetto comune
    RESPONSABILITÀ – COMPETENZA – TRASPARENZA – TERRITORI

    Non una semplice alternanza di persone, ma una riforma di metodo: una Federazione capace di governare, programmare, includere e rendere verificabili le proprie scelte.

    Principio guida

    Il passaggio elettorale che ci attende non può e non deve essere interpretato come una semplice sostituzione di persone, né come una mera ricomposizione di equilibri interni.
    La Federazione Italiana Sport del Ghiaccio ha oggi davanti a sé una responsabilità più alta: scegliere non soltanto chi debba guidarla, ma soprattutto quale modello federale intenda costruire per i prossimi anni.
    Non si tratta di essere contro qualcuno. Si tratta, piuttosto, di essere a favore di una Federazione più moderna, più ordinata, più inclusiva, più efficiente e più capace di dare risposte concrete alle Società, agli atleti, ai tecnici, ai territori e all’intero movimento.

    Approfondimento programmatico

    1. Rivalutazione dei Settori federali
    Il primo punto riguarda la necessità di restituire ai Settori federali una piena centralità tecnica, programmatica e organizzativa. Le discipline degli sport del ghiaccio hanno caratteristiche profondamente diverse tra loro. Pattinaggio di figura, short track, pista lunga, hockey, curling, discipline paralimpiche e ogni altra articolazione del movimento richiedono competenze specifiche, programmazioni dedicate, interlocuzioni tecniche qualificate e capacità di pianificazione autonoma. Occorre quindi rafforzare il ruolo dei responsabili di settore, riconoscendo loro prerogative effettive in materia di programmazione sportiva, progettualità tecnica, impiego delle risorse assegnate e sviluppo della disciplina. L’obiettivo non è creare frammentazione, ma responsabilità. Non è dividere la Federazione, ma renderla più competente. Non è indebolire il centro, ma costruire un centro capace di coordinare settori autorevoli, misurabili e responsabilizzati.

    2. Territori e Comitati regionali come risorsa strategica
    I Comitati territoriali non possono essere considerati un semplice livello amministrativo o un appesantimento procedurale. Essi rappresentano il primo punto di contatto con le Società, con gli impianti, con le famiglie, con i giovani atleti, con gli enti locali e con il tessuto sportivo di base. Senza territori forti non esiste sviluppo reale. Senza Società sostenute non esiste reclutamento. Senza base non esiste alto livello. Occorre quindi rilegittimare il ruolo dei Comitati regionali, valorizzandoli come strumenti di crescita, prossimità e presidio federale. La Federazione deve costruire un modello nel quale il territorio non sia destinatario passivo di decisioni assunte altrove, ma parte attiva della programmazione sportiva, promozionale e organizzativa.

    3. Rapporti internazionali e rappresentanza tecnica qualificata
    Gli sport del ghiaccio vivono in un contesto internazionale particolarmente articolato, nel quale il rapporto con ISU, IIHF, WCF e con gli altri organismi competenti è decisivo per la crescita delle discipline. È quindi opportuno rafforzare il collegamento tra Federazione, Settori e organismi internazionali, prevedendo forme di interlocuzione tecnica diretta, ordinata e istituzionalmente coordinate. I responsabili di settore devono poter contribuire, nei limiti delle prerogative federali e nel rispetto delle competenze degli organi statutari, alla rappresentanza tecnica della disciplina nei tavoli internazionali. Ciò consentirebbe alla Federazione di parlare con maggiore competenza, tempestività e autorevolezza, tutelando meglio gli interessi degli atleti, dei tecnici e delle Società

    4. Legacy olimpica e valorizzazione del capitale umano
    Il percorso verso i grandi eventi internazionali e olimpici ha consentito alla Federazione, anche attraverso il coordinamento con le istituzioni competenti e con le Federazioni internazionali, di formare figure tecniche, organizzative e specialistiche di elevato valore. Questo patrimonio non deve disperdersi. Le competenze acquisite, le professionalità formate, le relazioni costruite e l’esperienza maturata devono diventare parte stabile del sistema federale. La sfida non è soltanto ospitare grandi eventi, ma utilizzare tali eventi per far crescere strutturalmente l’intero movimento. La legacy non può essere solo celebrativa. Deve essere sportiva, tecnica, territoriale, organizzativa e culturale. La Federazione dovrà pertanto impegnarsi affinché il capitale umano generato in questi anni venga utilizzato per promuovere nuovi eventi, rafforzare la capacità organizzativa nazionale e aumentare la visibilità degli sport del ghiaccio in Italia.

    5. La duplice sfida: alto livello e sviluppo della base
    Nei prossimi quattro anni la Federazione dovrà affrontare una duplice responsabilità. Da un lato, dovrà garantire continuità e ulteriore sostegno agli atleti e ai tecnici di alto livello, che hanno dato e continuano a dare prestigio alla Federazione e allo sport italiano. Dall’altro, dovrà investire con pari convinzione nella costruzione dei futuri atleti, dei futuri tecnici e dei futuri dirigenti, partendo dai territori, dalle Società e dai vivai. L’alto livello non nasce per caso. Nasce da una filiera. Nasce da una base ampia. Nasce da tecnici preparati. Nasce da impianti accessibili. Nasce da Società messe nelle condizioni di lavorare. La Federazione dovrà quindi promuovere un modello integrato: scuola, Società, territorio, centri tecnici, selezioni, squadre nazionali. Solo così i risultati di oggi potranno diventare sistema e non restare episodi isolati.

    6. Valorizzazione die tecnici e della scuola italiana
    La crescita del movimento passa necessariamente dalla valorizzazione dei tecnici. Occorre rafforzare il ruolo del Centro Nazionale Allenatori e costruire una vera cultura federale della formazione continua, della qualità tecnica, dell’aggiornamento e della condivisione delle competenze. La “scuola italiana” negli sport del ghiaccio deve essere riconosciuta, promossa e resa esportabile. In alcune discipline, come la velocità, lo short track e il pattinaggio di figura, l’Italia ha già espresso competenze di assoluto rilievo. Queste competenze devono diventare patrimonio comune, senza dispersioni, personalismi o frammentazioni. Il tecnico non deve essere considerato soltanto un esecutore. È un formatore, un educatore, un costruttore di valore sportivo. Una Federazione moderna deve tutelare, formare e valorizzare i propri tecnici, riconoscendone il ruolo strategico nella crescita degli atleti e nella qualità dell’intero movimento.

    7. Trasparenza, etica, comunicazione e tutela della reputazione federale
    Il settimo pilastro riguarda un tema decisivo: la fiducia. Una Federazione forte non teme la trasparenza. La pratica, la organizza e la rende metodo di governo. Le vicende che, negli anni, hanno interessato il dibattito pubblico sportivo dimostrano quanto sia importante disporre di regole chiare, processi documentati, criteri verificabili e comunicazione istituzionale coerente. Non compete a un programma elettorale formulare giudizi su singole persone, episodi o responsabilità, che appartengono eventualmente agli organi competenti. Tuttavia, è doveroso trarre una lezione politica e organizzativa: ogni processo federale rilevante deve essere percepito come corretto, motivato, tracciabile e immune da condizionamenti impropri.
    Servono quindi:
    • criteri chiari nelle selezioni e nelle convocazioni;
    • regole più puntuali sui conflitti di interesse;
    • procedure di astensione quando vi siano ragioni di opportunità istituzionale;
    • motivazioni adeguate delle decisioni più rilevanti;
    • tutela degli atleti, dei tecnici e degli ufficiali di gara;
    • comunicazione tempestiva e responsabile nelle situazioni di crisi;
    • rafforzamento delle politiche di safeguarding e integrità sportiva.
    La reputazione della Federazione è un bene comune. Non appartiene a una singola dirigenza. Appartiene agli atleti, alle Società, ai tecnici, ai dirigenti e a tutti coloro che ogni giorno lavorano per gli sport del ghiaccio.

    METODO DI GOVERNO

    Il programma non può restare una dichiarazione di principio. Per questo, ogni linea programmatica dovrà essere tradotta in obiettivi misurabili, tempi definiti e responsabilità individuate. Occorre introdurre una cultura della verifica. La Federazione dovrà dotarsi di strumenti semplici ma efficaci:
    • Obiettivi annuali per settore;
    • Criteri trasparenti di assegnazione delle risorse;
    • Monitoraggio dei progetti finanziari;
    • Confronto strutturato com Comitati, Società e componenti tecniche;
    • Relazione periodica ai territori;
    • Tempi certi di risposta alle Società;
    • Maggiore uniformità nei servizi federali;

    PRINCIPIO DI RESPONSABILITÀ:
    Chi assume responsabilità federali deve poter essere valutato sui risultati, non soltanto sulle intenzioni.

    PER CONCLUDERE

    Gentili Delegate, Gentili Delegati,
    questa elezione non deve essere vissuta come una contrapposizione personale. Deve essere vissuta come una scelta di indirizzo.
    La domanda vera non è soltanto chi guiderà la Federazione.
    La domanda vera è quale Federazione vogliamo consegnare ai prossimi anni.
    Vogliamo una Federazione che amministri l’esistente o una Federazione che costruisca futuro?
    Vogliamo una Federazione accentrata e distante o una Federazione capace di ascoltare e responsabilizzare?
    Vogliamo una Federazione che intervenga dopo le criticità o una Federazione che sappia prevenirle con metodo, trasparenza e competenza? Io credo che sia giunto il momento di una Federazione più aperta, più ordinata, più autorevole e più vicina alle Società. Tommaso Teofoli

    Una Federazione che sappia valorizzare l’alto livello senza dimenticare la base.
    Una Federazione che sappia parlare ai territori senza perdere visione nazionale.
    Una Federazione che sappia rappresentare gli atleti, sostenere i tecnici, rispettare i dirigenti e tutelare l’interesse generale del movimento.

    Non serve un semplice cambio di nome.
    Serve un cambio di metodo.
    Non serve una sostituzione formale.
    Serve una riforma sostanziale.
    Non serve una continuità mascherata da novità.
    Serve una nuova stagione federale, fondata su responsabilità, competenza e fiducia

    Solo così il voto non sarà un passaggio statutario.
    Sarà l’inizio di un vero rilancio.
    E solo così potremo dire di avere scelto non soltanto una guida, ma una direzione.

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