Accolto il ricorso per la squalifica a Niccolò Mattugini, il comunicato della Rotellistica Camaiore
Tramite un comunicato pubblicato sui propri canali la Rotellistica Camaiore ha annunciato che è stata accolto il ricorso nei confronti del dirigente del Camaiore Niccolò Mattugini, al quale erano state comminate inizialmente due giornate di squalifica dopo la sfida del 14 giugno contro il Correggio. Le due giornate, così scriveva il giudice sportivo, erano state comminate inizialmente al Mattugini “per aver adottato un comportamento minaccioso e offensivo nei confronti della squadra avversaria”.

Il comunicato del club
Con grande soddisfazione, A.s.d. Rotellistica Camaiore rende noto che la Corte Sportiva di Appello ha accolto il ricorso presentato avverso il C.U. n. 78 del 17/06/2026 con il quale era stata comminata al dirigente Niccolò Mattugini la sanzione della squalifica per (citando testualmente le parole del Giudice di prime cure) «per aver adottato un comportamento minaccioso e offensivo nei confronti della squadra avversaria».
Considerato che i comunicati sono pubblici, mentre non si può dire lo stesso per le decisioni di secondo grado, I’ Associazione ha ritenuto opportuno, anche a tutela del proprio tesserato, rendere noto a tutto il mondo sportivo l’accertamento definitivo dell’inesistenza dell’addebito contestato. La Corte, a seguito di un’accurata istruttoria, ha rilevato come non sia emerso alcun elemento probatorio idoneo a dimostrare le presunte espressioni offensive/minacciose inizialmente contestate. Pur nel massimo rispetto degli organi di giustizia, non possiamo nascondere il nostro stupore per l’evoluzione dell’intera vicenda.
Le immagini della partita, del resto, parlano chiaro. Ciò che riteniamo non tollerabile è l’alterazione dei fatti come realmente accaduti, mettendo nero su bianco condotte di una gravità tale che non solo avrebbero comportato un intervento degli organi federali (siano questi il Giudice Sportivo o il Safe Guarder), ma anche della stessa autorità giudiziaria.
Quando si assumono provvedimenti che incidono sull’onorabilità di un tecnico, sull’immagine di una società e sul percorso educativo di tanti giovani atleti, ogni decisione dovrebbe poggiare esclusivamente su elementi certi, coerenti e verificabili. Le evidenti differenze emerse nel corso del procedimento non possono che lasciare spazio a interrogativi che auspichiamo vengano chiariti, nell’interesse della trasparenza e della credibilità della giustizia sportiva.
L’Associazione ribadisce con forza di dissociarsi da qualsiasi comportamento contrario ai principi di rispetto, correttezza e lealtà sportiva. Proprio per questo, se i fatti fossero stati realmente cosi gravi da configurare condotte lesive nei confronti di tesserati, si sarebbe mossa in prima persona per segnalarli ai competenti organi, adottando essa stessa dei provvedimento contro il proprio dirigente. Nel corso della stagione sportiva abbiamo scelto, in più occasioni, di lasciar correre episodi che hanno riguardato la nostra squadra senior, evitando di alimentare polemiche e mettendo sempre al primo posto il bene del movimento.
Oggi, però, essendo stati coinvolti i nostri tecnici e gli atleti, non intendiamo più fare finta di nulla. Abbiamo il dovere morale di difendere chi rappresenta ogni giorno la nostra società con impegno, passione e correttezza e tutti i giovani tesserati della FISR, a prescindere dalla società di appartenenza. In questo percorso siamo certi che saremo supportati dal settore tecnico federale che con il suo ruolo di vigilanza e promozione dei principi di correttezza, rispetto e responsabilità potrà scongiurare ogni pregiudizio nei confronti di bambini/e e ragazzi/e che praticano il nostro sport con passione e dedizione.
Vicende come questa dimostrano quanto sia importante investire nella formazione di tecnici, dirigenti e organizzatori affinché ogni competizione, soprattutto a livello giovanile, rimanga un luogo di crescita, educazione e confronto leale. Tale obiettivo è raggiunto anche attraverso un monitoraggio costante della puntuale e corretta messa in pratica degli insegnamenti acquisiti, demandato agli organi di giustizia che devono garantire imparzialità e indipendenza dei proprio componenti che, scevri da qualsiasi condizionamento, sanzionino con fermezza ogni condotta che pregiudichi i principi che informano la pratica sportiva, tra cui il rispetto, l’eduzione e la tutela dei giovani. Proprio per questo, desideriamo esprimere un sincero ringraziamento alla Corte Sportiva di Appello, che attraverso un’approfondita attività istruttoria ha consentito di fare piena luce sulla vicenda.
Lido di Camaiore, 10.08.2026
II Presidente Mirko Bechini
A.S.D. ROTELLISTICA CAMAIORE




