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    La parola al CT Luca Rigoni in vista degli Europei di Charleroi

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    La parola al CT Luca Rigoni in vista degli Europei di Charleroi

    Il CT Luca Rigoni, a venti giorni dall’inizio dei Campionati Europei di Charleroi (Belgio), che si svolgeranno dal 22 al 30 luglio, ha fatto ai microfoni della FISR – Federazione Italiana Sport Rotellistici, un punto sull’ambiente dell’Hockey Inline, sui giovani azzurri e sui prossimi impegni delle nazionali.

    La parola al CT Luca Rigoni
    Foto di Vanessa Zenobini

    Nell’anno senza mondiali, ma con l’Europeo con tutte le categorie, ci si confronta con una realtà nuova, sulla quale il CT ha le idee chiare. 

    “Per il momento sono soddisfatto”, ha spiegato il CT “del lavoro portato avanti dagli allenatori dello staff delle Nazionali. Ho visto da parte loro grande impegno e interesse per ciò che riguarda la preparazione di questo importante appuntamento. La fiducia riposta in loro al momento della scelta dello staff sta ripagando appieno le aspettative. Anche gli atleti si stanno impegnando e stanno dando veramente il massimo per giocarsi un posto in Nazionale. Devo dire che questa è la cosa che dà più soddisfazione; questo soprattutto perché mi sembra che negli ultimi tempi molti atleti di livello abbiano perso un po’ l’amore per la maglia azzurra e non è sempre facile costituire una squadra competitiva. La situazione è cambiata rispetto alla mia generazione, quando si affrontavano sacrifici sotto tutti i profili per essere in Nazionale. Quindi sono piacevolmente colpito nel vedere, invece, le nuove leve molto più desiderose di vestire la maglia che dovrebbe rappresentare la massima aspirazione per un giocatore”.

    La parola al CT Luca Rigoni
    Foto di Vanessa Zenobini

    Le scelte

    “Scegliere è sempre difficile. Per un allenatore è ancora più difficile. A pesare è soprattutto il momento in cui bisogna comunicare ad un ragazzo che non ce l’ha fatta, anche perché i tecnici inevitabilmente si affezionano agli atleti con i quali condividono la preparazione. Tutti e cinque gli allenatori hanno, chiaramente, un’idea di squadra già in testa, ma ci saranno sempre dubbi fino all’ultimo, è giusto che sia così. I tagli finali sono le scelte più pesanti da effettuare, anche perché quasi sempre all’ultimo i valori in ballo sono veramente molto simili e rendono quindi la decisione ancora più ostica”.

    La parola al CT Luca Rigoni
    Foto di Vanessa Zenobini

    Che Europeo sarà?

    “Mi aspetto un torneo dal livello decisamente alto in tutte le categorie. Conosciamo molto bene le altre squadre e scommetto in un campionato avvincente a tutti i livelli. Fortunatamente aggiungerei, perché questa competizione rappresenta un’occasione di crescita soprattutto per i più giovani. Ma sono certo che le nostre squadre sapranno contribuire in modo sostanziale a tenere alto il livello generale del torneo. Noi temiamo diverse rappresentative, ma lo stesso vale per i nostri avversari, che sanno benissimo di dover avere il massimo rispetto per noi. D’altronde ci presentiamo pur sempre come vice campioni del mondo nella Senior e anche nella difficoltà di tenere costante ogni anno la caratura della squadra, faremo tutto ciò che possiamo e sappiamo per dare del filo da torcere a tutti.
    Peraltro abbiamo la fortuna di essere in un continente competitivo come l’Europa; per altre realtà è molto più difficile. Penso alla Namibia che ha chiesto di partecipare a questa manifestazione, altrimenti non avrebbe avuto sbocchi, ma non sarà facilissimo neanche per USA e Canada. Per quanto riguarda l’Italia l’alternanza tra Campionato Europeo e Mondiale ha sicuramente più aspetti positivi che negativi, per prima cosa quello di dare più valore ai Campionati Mondiali”.

    La parola al CT Luca Rigoni
    Foto di Vanessa Zenobini

    L’universo femminile

    “Negli ultimi anni ho visto molte ragazze in campo. Parecchie sono ancora piccole, ma la prospettiva è incoraggiante. Si è raggiunto un buon livello anche nel campionato senior, sia nel pattinaggio che nell’intensità di gioco. Certo i numeri non sono ancora dalla nostra e non ci permettono nell’immediato di colmare il gap con nazioni come Francia e Spagna, in grado contare su un bacino vastissimo rispetto al nostro, ma le premesse sono positive. C’è ancora tanto da lavorare, ma un passo alla volta potremo ridurre e di molto lo svantaggio. Se lavoriamo bene in futuro potremo toglierci qualche bella soddisfazione”.

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