A meno di 24 ore dal rientro a casa delle azzurre U18 dal Mondiale, è tempo di analizzare l’andamento della competizione. Ripercorriamo insieme le tappe principali di questo straordinario torneo, che ha confermato il talento e la determinazione della nostra nazionale.
Un 2024 tra speranze e difficoltà
L’anno era iniziato con grandi aspettative. La retrocessione della Germania e la vittoria dell’Italia U16 contro le tedesche agli EYOF 2023 avevano acceso l’entusiasmo per una possibile promozione in Top Division. A gennaio, l’Italia U18 aveva replicato il sorprendente risultato dell’anno precedente, conquistando l’argento ai Mondiali Division I Gruppo A, battuta solo dalle imbattibili giapponesi.
Tuttavia, la perdita di giocatrici chiave come il portiere Margherita Ostoni, il difensore Laura Lobis e l’attaccante Alessandra Weber si è fatta sentire. Inoltre, i tornei di preparazione non avevano offerto segnali incoraggianti: al 4 Nazioni di Piešťany a novembre 2024, le azzurre erano arrivate ultime, battute da Ungheria, Francia e Slovacchia. A dicembre, altre tre sconfitte contro la Francia a Vaujany – una per 6-1 – avevano messo in evidenza le difficoltà della squadra.
Anche gli ultimi test pre-Mondiale non avevano dato i risultati sperati: sconfitta 4-3 contro una rappresentativa di college americani durante il raduno di Egna e un 1-0 subito dalla Germania a Füssen, due giorni prima dell’inizio del torneo. Sembrava che alla nazionale di coach Max Fedrizzi mancasse qualcosa per tornare a vincere.
L’inizio del Mondiale: l’Italia ritrova la vittoria
Il 5 gennaio 2025, a Budapest, l’Italia ha esordito contro l’Austria. Dopo un avvio brillante che l’ha portata avanti 4-1, la squadra ha rischiato di compromettere tutto negli ultimi minuti, trovandosi sul 4-3 e in doppia inferiorità numerica. Nonostante la tensione, le azzurrine hanno stretto i denti e portato a casa la vittoria, rompendo un digiuno di successi che durava da mesi.
Il giorno successivo, l’Italia ha affrontato la Francia, desiderosa di riscattarsi dalle sconfitte subite a dicembre. Dopo un primo tempo equilibrato (0-0), le azzurre sono salite in cattedra: Matilde Fantin ha aperto le marcature, seguita dai gol di Manuela Heidenberger e Annalisa Giuliani, che hanno chiuso il match sul 3-1. Una rivincita che ha dato nuova fiducia alla squadra.
Lo scontro diretto con l’Ungheria e la corsa per l’argento
Con due vittorie nelle prime due giornate, l’Italia si trovava a pari punti con Ungheria e Germania. L’8 gennaio, lo scontro diretto con le padrone di casa si è rivelato difficile: le azzurre hanno ceduto 4-0, un risultato forse troppo severo rispetto a quanto visto sul ghiaccio.
Le speranze di promozione si sono affievolite ulteriormente quando la Germania, a sorpresa, è stata sconfitta 4-3 dalla Francia, lasciando l’Ungheria saldamente in testa alla classifica.
L’Italia, però, ha saputo reagire: il 10 gennaio, contro la Norvegia, ha ribaltato lo svantaggio iniziale grazie a una doppietta di Matilde Fantin e alle parate decisive di Anna Corte Sualon, chiudendo sul 2-1. Con questa vittoria, le azzurre si sono assicurate un posto sul podio.
L’ultimo atto: Italia-Germania per l’argento
L’11 gennaio, l’ultima sfida contro la Germania ha deciso il secondo posto. Le azzurre, determinate a chiudere in bellezza, hanno dominato il match, vincendo 3-0 grazie ai gol di Maddalena Bedont, Emily Innocenti e Manuela Heidenberger.
Con questa vittoria, l’Italia ha conquistato il terzo argento consecutivo nel Division I Gruppo A, confermandosi tra le prime 10 nazionali al mondo e chiudendo il torneo con uno storico bottino di 12 punti.
Un risultato straordinario
Il successo delle azzurrine assume ancora più valore considerando le difficoltà: il bacino di giocatrici italiane è tra i più ridotti, con un campionato nazionale composto da sole 8 squadre, e il livello di competizione internazionale è in costante crescita.
Prestazioni individuali di rilievo hanno impreziosito il torneo: Manuela Heidenberger è stata la miglior marcatrice con 4 gol, mentre Matilde Fantin ha totalizzato 8 punti, risultando la giocatrice più produttiva.
Il merito va a coach Max Fedrizzi e al suo staff, capaci di costruire una squadra competitiva nonostante le difficoltà, ma soprattutto alle ragazze, che hanno dimostrato forza fisica e mentale in ogni partita.
Un applauso alle classe 2007
Un ringraziamento speciale va alle atlete classe 2007 (Chiara Carioti, Ginevra Leger, Olivia Cambruzzi, Annalisa Giuliani, Manuela Heidenberger, Matilde Fantin, Anna Corte Sualon, Miriam Hackhofer, Emma Fortarel), che hanno disputato il loro ultimo Mondiale U18. A loro va il nostro applauso per l’impegno e i successi ottenuti con la maglia azzurra.
Bravissime ragazze, continuate così: il futuro dell’hockey italiano è più luminoso che mai, grazie a voi!




