Di Andrea Scheurer e Valentino Butti
Intervista a Stefan Mair, Assistant Coach della nazionale italiana maschile di hockey su ghiaccio
L’imminente inizio dei Giochi olimpici con le rappresentative italiane di hockey su ghiaccio impegnate alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 è stato un pretesto per sentire uno degli assistant coach della squadra maschile, Stefan Mair.
La nazionale maschile il 4 febbraio farà un’amichevole a Bolzano contro la Germania. L’esordio azzurro alle Olimpiadi sarà invece mercoledì 11 febbraio, alle ore 21.10, contro la Svezia.
Che tipo di giocatore era Stefan Mair e in che modo è cambiato l’hockey rispetto a quando giocavi, ma anche rispetto ai tuoi primi anni da allenatore?
Giocavo come Centro – giocatore modesto – oggi si direbbe, Giocatore di ruolo – Grinder
Che significato ha avuto per te trascorrere un paio d’anni in DEL2 ed essere il primo italiano “doc” a sedere sulla panchina di un club tedesco?
Era una grossa soddisfazione – il primo anno in DEL2 siamo riusciti ad arrivare subito in finale, la seconda stagione in Germania (in DEL), era già più impegnativa, perché la squadra non era molto competitiva. Esperienze che mi hanno dato comunque molto.
Turgovia: come valuti quei sei anni?
Turgovia è stato un colpo di fortuna per me. A causa della rinuncia di Christian Wohlwend (incarico di allenatore della Under 20 Svizzera) la chiamata è arrivata tardi. Una società in difficoltà – siamo partiti con solo 15 titolari, tanti giovani e senza stranieri. Siamo riusciti comunque ad entrare nei Play Off. Con pazienza, lavoro sodo, siamo riusciti a costruire qualcosa di importante entrando nei Play Off tutti gli anni e centrando due semifinali.

Dal 2024 fai parte dello staff di Jalonen come assistente: di quali aspetti del gioco ti occupi principalmente?
Curo il reparto offensivo, gli attaccanti ed il Powerplay. Durante le partite sono collegato con il Video Coach per trasmettere dei input tattici da sopra. Jukka cambia gli attaccanti, mentre Giorgio gestisce i cambi dei difensori e cura il PK.
Considerando il curriculum di Jalonen, campione olimpico in carica e tre volte campione del mondo, immagino avrete dovuto (soprattutto per lui) presenziare a numerose partite con giocatori di interesse per la nazionale…
Diciamo che soprattutto il primo anno era molto impegnativo per noi, perchè giustamente Jukka voleva vedere più giocatori possibili. Il secondo anno ci siamo concentrati di più su dei singoli giocatori, per capire meglio chi scegliere, per quale ruolo.
Dopo l’esperienza dello scorso anno in Romania e la promozione ottenuta è iniziata la “fase olimpiadi” con alcuni raduni che hanno testato una quarantina di giocatori. Come siete giunti a questi 25?
Come sempre gli ultimi tagli sono quelli più difficili. La differenza spesso è minima. Jukka comunque da molta importanza al carattere dei giocatori, inoltre suddivide chiaramente i compiti nei Special Teams. Raramente un giocatore giocherà sia PP che PK.

Quali segnali positivi hai visto finora – come l’idea di gioco e il power play – e su quali aspetti, invece, bisogna lavorare per limitare le amnesie nei contesti più difficili?
Diciamo che l’impostazione tattica nostra è basata molto su una formazione da 5 compatta. Sapendo che tecnicamente saremo inferiori alle squadre che affronteremo, sarà fondamentale avere un Teamplay dove tutti 5 sono in sintonia e vicino per dare supporto sia in fase difensiva che offensiva, limitare minuti di penalità e soprattutto gestire il controllo del disco al meglio. La squadra sta mettendo in pratica sempre meglio le indicazioni tattiche. Per quanto riguarda il Powerplay dobbiamo tener conto delle dimensioni di campo – molto più stretto. L’impostazione sarà per forza più verticale.
In questo senso, quanto si è sentita l’assenza di Bradley e del suo peso davanti allo slot? un tipo di giocatore che ci mancava…
Bradley come Centro sicuramente ci potrà dare una mano per quanto riguarda la creatività e nel Powerplay. Più importante però di un singolo giocatore sarà il nostro gioco di squadra. Giocare in modo compatto e difensivo.
Quanto contano le situazioni speciali nell’hockey moderno? specie alle Olimpiadi e, ancor più probabilmente, ai Mondiali di maggio in Svizzera…
Contano moltissimo – con le squadre sempre più strutturate diventa difficile creare occasioni da gol in 5 contro 5, solo in situazioni di cambio possesso (Trunover per esempio) hai quella finestra di 10 – 20 secondi dove possono crearsi delle chiare occasioni da gol. Noi poi non abbiamo tanti giocatori che in situazioni di 1 – 1, saltano l’uomo facilmente. Il Powerplay perciò diventa molto importante per una Nazione come la nostra in queste competizioni. Come lo è il Powerplay in fase offensiva, conta molto il Penalty Killing in fase difensiva, studiare attentamente i set up degli avversari, individuare chi vogliono mettere in posizione di conclusione.
In molti sport (anche di squadra) il quadriennio olimpico, sancisce anche la chiusura di un ciclo per programmare il nuovo. La nostra speranza è che si possa dare continuità al progetto Jalonen e che quindi possiate lavorarci insieme ancora per un po’ di tempo….cosa puoi dirci in proposito?
Noi come Staff tecnico abbiamo esclusivamente il compito di preparare la squadra al meglio alle Olimpiadi (adesso) e al Mondiale di Maggio, cosa succederà dopo non abbiamo nessuna influenza.

L’età media della squadra non è giovanissima, ma ci sono 5 o 6 ragazzi italiani che si stanno mettendo in mostra all’estero (Clara, Fadani, Segafredo, De luca, Zanetti). Nella LNB svizzera ci sono alcuni giovani di interesse (Madaschi, Mansueto, Albis) e qualcuno sta facendo abbastanza bene in Alps o si sta facendo vedere da qualche tempo in ICEHL ( Brunner). Credi che già da maggio qualcuno di loro possa entrare nel giro azzurro?
Noi stiamo monitorando attentamente i giovani in giro, anche quelli che militano all’estero. Diego Scandella che lavora come Assistente allenatore a Bellinzona ci tiene aggiornati sul rendimento dei vari Madaschi, Mansueto e Albis Olmo. Mansueto da poco è passato al Sierre, squadra che punta in alto, fa molto piacere vedere i progressi di questi giovani promettenti. Julius Ramoser in DEL ultimamente sta trovando più spazio. In Italia Brunner sta facendo bene a Bolzano, purtroppo trova poco spazio. A Brunico quest’anno Alan Lobis ha avuto la sua chance e la sta sfruttando nei migliori dei modi. Jukka in diversi meeting ha ricordato che a Maggio molto probabilmente ci saranno altri giocatori convocati o inseriti, vedremo.
Qual è l’obiettivo realistico della squadra alle Olimpiadi, considerando il livello degli avversari, e quale quello ai Mondiali, dove la salvezza è difficile ma forse alla portata?
Il primo obiettivo alle Olimpiadi deve essere di fare forza del nostro gruppo, di giocare compatti, lottare su ogni disco, di non mollare mai e soprattutto di onorare la maglia che indossano. Per quanto riguarda il mondiale, inizieremo a pensarci quando partirà il raduno ad Aprile.
Chiudiamo con qualche pronostico: chi vince le Olimpiadi, la ICEHL, la DEL e la LNA?
Giocando su un campo di dimensioni NHL vedo le squadre nordamericane leggermente favorite. Una finale CAD – USA non mi sorprenderebbe. La ICE League, difficile da dare un pronostico adesso, ma attualmente vedo il Klagenfurt ed il Salisburgo come favoriti di giocarsi la finale. In DEL quest’anno i Kölner Haie mi stanno sorprendendo, poi vedo bene il Mannheim – comunque sia il Monaco che Berlino sono sempre due squadre che nei Play Off anno dopo anno arrivano in fondo.



