The Situation Room, il cuore silenzioso dei grandi eventi IIHF
Entrare nella IIHF Situation Room è come varcare la soglia di una biblioteca. L’atmosfera è silenziosa, quasi ovattata. Le voci sono basse, misurate. L’unico suono costante è quello proveniente dagli altoparlanti, che trasmettono in tempo reale le comunicazioni degli arbitri sul ghiaccio.
È da qui che passa il controllo tecnologico delle partite dei grandi tornei organizzati dalla International Ice Hockey Federation.
Un hub centrale per il torneo
«Nella situation room analizziamo attentamente il campo di gioco, i gol, le eventuali coach’s challenge e monitoriamo anche la sicurezza dei giocatori. Lavoriamo insieme ai team medico, arbitrale e di gestione risultati per garantire che tutto funzioni correttamente. Siamo il centro nevralgico di tutto», spiega Mike Hicks, responsabile della struttura ed ex arbitro IIHF di lunga esperienza.
Le quattro tipologie di challenge previste riguardano:
- fuorigioco,
- mancata interruzione del gioco in zona offensiva,
- interferenza sul portiere,
- puck-over-the-glass.
A differenza della NHL, la IIHF utilizza una situation room itinerante, perché i tornei si disputano in Paesi diversi e non in arene fisse.
Fino a 36 angolazioni video
Ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 erano disponibili ben 36 angolazioni di ripresa, mentre ai Mondiali si lavora solitamente con 24–25 telecamere. Più del numero di telecamere, però, conta l’esperienza delle persone nella stanza. A Milano il team includeva diversi ex arbitri IIHF con curriculum tra Mondiali e Olimpiadi.
«Abbiamo due operatori che lavorano in coppia per monitorare le entrate in zona in caso di possibili challenge. Spesso siamo pronti ancora prima che la richiesta arrivi», sottolinea Hicks. Quando viene segnato un gol, parte un countdown di 45 secondi: è la finestra entro cui una squadra può chiedere la revisione.
«La decisione finale spetta sempre agli arbitri sul ghiaccio. Noi forniamo solo il miglior supporto video possibile per aiutarli a prendere la decisione corretta.»
Collaborazione stretta con il team medico
Il lavoro non si limita ai gol o alle challenge. Durante la partita vengono salvate clip potenzialmente rilevanti per la sicurezza dei giocatori, anche in assenza di penalità.
«Collaboriamo con i medici per valutare possibili commozioni cerebrali o colpi pericolosi. Se un dottore vuole rivedere un’azione, possiamo inviare immediatamente il video», spiega Hicks.
A Milano erano presenti anche i concussion spotters NHL, in contatto diretto con i medici dell’impianto e le panchine. Anche in assenza di infortuni evidenti, un colpo può portare a provvedimenti disciplinari supplementari. Per questo la situation room monitora sistematicamente gli hit più duri e individua eventuali tendenze. Durante il torneo olimpico, nella stanza era presente anche George Parros, responsabile della sicurezza giocatori NHL.
«Se io e George segnalavamo un’azione, la rivedevamo con attenzione. Poi il caso veniva inoltrato a un panel di quattro membri, che resta confidenziale.»

Un viaggio che continua
La situation room itinerante è in viaggio da mesi:
- Mondiale Junior IIHF in Minnesota
- Mondiale U18 femminile in Nova Scotia
- Giochi Olimpici di Milano
E il calendario prosegue con:
- Mondiale U18 maschile in Slovacchia
- Mondiale maschile in Svizzera
«Che sia un U18 Division III o le Olimpiadi, siamo lì per supportare medici, arbitri e il gioco in generale», conclude Hicks.



