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    L’ex attaccante dell’Italia Ivano Zanatta, oggi alla Francia, parla degli azzurri: “Hanno giocato una grande Olimpiade. Ai giovani dico di giocare leggeri e prepararsi a livello mentale”

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    Comunicato stampa FISG

    L’ex attaccante dell’Italia Ivano Zanatta, oggi alla Francia, parla degli azzurri: “Hanno giocato una grande Olimpiade. Ai giovani dico di giocare leggeri e prepararsi a livello mentale”

    La doppia amichevole tra Francia Italia rimette sul cammino degli azzurri Ivano Zanatta, grande ex visto il suo glorioso passato tra il percorso di club e con la Nazionale fatto negli anni 80 e 90 del secolo scorso. Tre Scudetti e un’Alpenliga vinta con i Milano Devils, importanti esperienze a Cortina e Varese prima e dopo il passaggio nel capoluogo lombardo condite anche da 88 presenze con la maglia dell’Italia indossata tra il 1988 e il 1993: ha partecipato alle Olimpiadi di Albertville 1992 e a quattro edizioni dei Mondiali, oltre a tante altre presenze nei vari tornei internazionali.

    Padre di tre hockeysti, uno dei quali (Luca) ha partecipato alle ultime Olimpiadi Milano Cortina 2026 ed è reduce dalla finale di ICE Hockey League con il Val Pusteria, mentre Michael e Alessandro hanno sviluppato ottime carriere tra la Svizzera e Cortina, la base della famiglia. Chiusa l’esperienza da giocatore Ivano Zanatta ha iniziato ad allenare proprio la formazione ampezzana nel 1996, quindi è passato da Svizzera, Russia, Cina (head coach alle Olimpiadi di Pechino 2022) e dal 2023 è legato alla Francia per la quale ricopre il ruolo di assistant coach. Queste le sue parole alla fine dell’allenamento odierno dei Bleus.

    L’ex attaccante dell’Italia Ivano Zanatta, oggi alla Francia, parla degli azzurri: “Hanno giocato una grande Olimpiade. Ai giovani dico di giocare leggeri e prepararsi a livello mentale”
    Credito foto: FFHG

    Ivano Zanatta che tipo di partite vi aspettate in questa doppia sfida con gli azzurri e che risposte cercate insieme al capo allenatore Yorick Treille?

    “Queste due partite segnano per noi un cambiamento importante. Nella squadra che ci ha portato alle Olimpiadi di Milano c’erano tanti giocatori avanti con l’età, da qui vogliamo iniziare a rinnovare la rosa in modo importante anche perché i prossimi Giochi in prospettiva non sono così lontani e li ospiterà proprio la Francia. Abbiamo un buon gruppo di giovani, diversi dei quali già visti a Budapest in dicembre proprio contro l’Italia, già capaci di dare delle prime positive risposte. Continuiamo a dar spazio a loro, pur sapendo che tra poche settimane ci aspetta un Mondiale durissimo (Prima Divisione Gruppo A in Polonia con anche Kazakistan, Ucraina, Giappone e Lituania ndr)”.

    Si sono chiuse da poco le Olimpiadi di Milano Cortina. Quali sono le sue impressioni sull’Italia e su quello che gli azzurri hanno fatto vedere?

    “Molto buone, perché ho visto una squadra che ha giocato a testa alta venendo sconfitta in maniera netta solo con la Finlandia cui serviva segnare tanto. La cosa piaciuta maggiormente è lo spirito che gli azzurri hanno mostrato, e credo sia la chiave per cercare di giocarsela contro avversarie superiori dal punto di vista tecnico: lottare, lottare e ancora lottare. Grinta e pattinaggio intenso, mettere pressione e cercare di sorprendere gli altri, se no diventa impossibile in un mondo dell’hockey il cui vertice viaggia a livelli stellari”.

    Anche l’Italia qui ad Angers si presenterà con diversi giovani nel lineup, alcuni dei quali all’esordio o comunque con poca esperienza internazionale. Che consiglio si sente di dare a un ragazzo in questa situazione di fronte alle sue prime partite internazionali?

    “Per la mia esperienza nell’hockey direi che molto sta nella testa e nella preparazione. Innanzitutto di vivere con leggerezza il momento, credere in sé stessi e nelle proprie possibilità. Poi è sempre più importante essere pronti a livello mentale: questo vuol dire studiare l’avversario con informazioni precise, fondamentali per essere pronti a rispondere mentalmente a ogni situazione. Quando l’Italia o la Francia giocano con avversarie come il Canada, ad esempio, vivono momenti di difficoltà cui non sono abituati normalmente: la velocità e la qualità della risposta spesso fanno la differenza”.

    Lei è lontano sportivamente parlando dall’Italia da parecchio tempo, ma conosce bene l’hockey azzurro. Cosa pensa della situazione di questa disciplina nel nostro paese?

    “Dai tempi in cui giocavo e allenavo tra Cortina, Milano e Varese è passato molto tempo e sono cambiate tante cose, mi auguro che nel futuro dell’hockey azzurro ci sia sempre più spazio per i giocatori italiani. Che si possano creare programmi sempre migliori per svilupparli e che questi possano poi trasferire in tutte le Nazionali, dalle giovanili alla senior, le cose imparate così da subire il minor shock possibile quando salgono di livello, ad esempio da un’Under 20 alla prima squadra. L’ICE Hockey League mi sembra un campionato di ottimo livello, avere in quel torneo tanti ragazzi italiani che vivano quotidianamente il grande impegno che serve per arrivare al vertice sarebbe poi importante per tutta la catena anche azzurra. Secondo me nell’hockey moderno bisogna performare al massimo tutti i giorni, un ambiente che mette sotto pressione costante aiuta a essere pronti nel trovare le risposte più efficaci partita per partita”.

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