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    Intervista a Gianluca Vallini in vista della sua partecipazione alla Marcialonga Cycling Craft

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    Intervista a Gianluca Vallini in vista della sua partecipazione alla Marcialonga Cycling Craft

    Domenica 31 maggio, tra le Valli di Fiemme e Fassa, si terrà la Marcialonga Cycling Craft, una gara di bici in montagna con due percorsi: il tracciato granfondo (135 km con 3.900 metri di dislivello) che affronta i passi Costalunga, Pampeago, San Pellegrino e Valles, e il mediofondo (80 km con 2.448 metri di dislivello) in cui partecipanti devono misurarsi “solamente” con Passo Costalunga e Passo Pampeago. Tra i partecipanti della Granfondo ci sarà anche Gianluca Vallini, portiere dell’HC Bolzano. Lo abbiamo contattato per un’intervista prima della sua gara.

    Come mai hai scelto di partecipare?

    Io sono sempre stato appassionato di ciclismo. Quando ero bambino lo praticavo: all’età di 10-11 anni ho dovuto scegliere tra l’hockey e il ciclismo, e ho scelto l’hockey. In estate ho continuato a fare ciclismo, ma finivo a settembre-ottobre perché poi iniziava l’hockey. Però la passione mi è rimasta. Ho sempre guardato tutti i grandi giri e le varie gare. Poi da 7-8 anni ho riiniziato ad andare tanto in estate soprattutto con mio fratello, che parteciperà anche lui alla Marcialonga. Ci stiamo allenando insieme per la gara.

    Io ho deciso di partecipare alla Marcialonga perché Marzolini me ne ha parlato molto bene ed ho così deciso di iscrivermi. Lui l’ha fatta l’anno scorso. Quest’anno ho iniziato a allenarmi un mese e mezzo fa quando ho deciso che vi avrei partecipato. A livello di gare ciclistiche ho fatto solo la Sella Ronda Hero, con la mountain bike, ma questo 7-8 anni fa.

    Come ti prepari per una gara del genere?

    Se vuoi solo sopravvivere alla gara cerchi di andare il più possibile in bici e di provare almeno un giro lungo con dei dislivelli simili. Se invece vuoi essere un po’ più competitivo, fare un certo tempo, devi cambiare approccio. Io ho chiesto al mio preparatore atletico Daniel Peruzzo, che ha fatto un Ironman e gare di bici, che è quello che mi allena l’estate per l’hockey, di farmi un programma di preparazione alla gara. Mi ha fatto un programma dettagliato, con l’alimentazione da seguire, gli sforzi da provare a fare e tante altre cose in modo da arrivare più in forma possibile.

    Io non so che tempo andrò a fare, le difficoltà che ci saranno. So che comunque mi sono allenato al massimo per quello che posso dare io. Ci tengo tanto a fare una bella gara, perché mi sto allenando da oltre un mese e mezzo, sto seguendo un’alimentazione corretta e cerco di essere molto attento a seguire il programma che il mio preparatore mi ha dato.

    Non pensavo di tenerci così tanto: ho detto mi iscrivo, la vado a fare, la finisco. Durante questo periodo mi sono allenato bene e ora ci tengo anche a fare un buon risultato. Non solo andare lì e cercare di finirla insomma. Quello che ho fatto fino adesso in allenamento cercherò di portarlo poi in gara.

    Con le salite come te la cavi? In questo periodo ti sei allenato anche in salita?

    Con le salite adesso me la cavo un po’ meglio perché a forza di allenarmi ho tirato giù un po’ di chili, e quelli in salita fanno la differenza. Sulle salite non lunghissime andavo ancora bene, questo due mesi fa, perché comunque il peso non incideva così tanto. Quando inizi a fare 3.900 di dislivello come poi sarà la gara, allora secondo me lì un po’ il peso e l’energia che hai cambia tanto. Prima me la cavavo abbastanza.

    Adesso sono migliorato, perché ho il programma che mi ha fatto il preparatore. Spero e penso di andare bene. Poi chiaramente il dislivello è tanto in pochi chilometri, quindi vedremo. In gara secondo me poi sarà tutto diverso, come allenamento e partita per l’hockey. Poi il ciclismo è ancora più difficile perché comunque è uno sport che richiede tante energie fisiche e soprattutto mentali, e devi avere anche la giornata giusta.

    Intervista a Gianluca Vallini in vista della sua partecipazione alla Marcialonga Cycling Craft
    Foto di Gianluca Vallini

    È un po’ come nell’hockey, soprattutto per il tuo ruolo, perché tu sei un portiere, quindi devi avere la resistenza, hai un rapporto diverso col tempo, hai comunque una concentrazione mentale diversa rispetto a un giocatore di movimento. 

    Sì esattamente, l’unica cosa che secondo me è diversa è che nell’hockey, giocando partite così, ci sono giorni dove fisicamente magari sei anche stanco e te la puoi cavare, perché la testa funziona. Nel ciclismo deve girare tutto bene: sia le gambe che la testa devono andare perché sennò fai fatica. Secondo me è questa la differenza principale. L’hockey è uno sport più mentale, mentre il ciclismo richiede tanta, molto più energia. Poi noi non giochiamo per 5, 6, 7 ore di fila mentre nel ciclismo le gare durano tutte queste ore e tu sei sempre in sella ad una bici. 

    Quindi però la resistenza che tu hai come portiere in questo ti può aiutare…

    Sì, sì, ma me ne accorgo. Perché ti dico: uno che fa questo per passione, per hobby, si inizia a preparare a marzo o aprile. Noi magari stiamo ancora giocando, però abbiamo la fortuna di allenarci tutti i giorni, anche se non è ciclismo. Perciò quando inizi la preparazione anche in bici, sei comunque allenato. Quindi noi che facciamo sport tutto il giorno, tutti i giorni, abbiamo la fortuna di aver un allenamento costante e questo ci aiuta poi nel preparare una gara come questa. Col fatto che ci alleniamo comunque tutti i giorni ci mettiamo meno tempo a trovare la forma migliore.

    Cosa ti aspetti dalla tua gara, te la stai già immaginando? 

    Mi sto immaginando la parte dopo. Pampeago l’ho già fatto, so quanto è duro. La parte che viene dopo, Predazzo, San Pellegrino e Valles non l’ho mai fatta, quindi lì non so cosa aspettarmi. Ho un piano da seguire, vediamo se poi riuscirò a effettuarlo e metterlo in mostra, questo lo scopriremo strada facendo. Per quanto riguarda mangiare, quanto spingere o magari anche la frequenza cardiaca in teoria, il mio preparatore mi ha detto di andare a tot all’inizio, non spingere troppo. Qualcosa in mente ho, poi vediamo insomma.

    Un po’ come una partita di hockey, te la puoi studiare ma poi ci sono sempre tanti altri fattori…

    Esatto. Perché alla fine nell’hockey giochi contro qualcun altro e quello è insomma il fattore che non riesci a prevedere. Nel ciclismo i fattori che non puoi prevedere sono tanti: ad esempio il tipo di giornata, come stai fisicamente, il tempo e tanto altro. Nell’hockey sei un attimo più tranquillo, fai quello tutto il giorno, quindi sai cosa puoi aspettarti. Adesso io non ho fatto gare, l’ultima che ho fatto era stata la Sella Ronda Hero, quindi non so cosa aspettarmi. Però un piccolo piano ce l’ho, diciamo così. 

    Intervista a Gianluca Vallini in vista della sua partecipazione alla Marcialonga Cycling Craft
    Foto di Gianluca Vallini

    Come è stata l’esperienza alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026?

    È stata incredibile, anche se non ho giocato, me la sono goduta dal primo all’ultimo momento. Vedere gli altri atleti di sport diversi tutti insieme, mangiare tutti insieme o stare con la squadra è stato veramente incredibile. Difatti quando poi torni a casa non pensavo, me l’aveva già detto mia moglie che è andata due volte alle Olimpiadi, provi un senso di vuoto per un paio di giorni. Come detto è stata organizzata benissimo, tutto perfetto, un’esperienza incredibile insomma.

    Ci credo anche perché poi per te era la prima, è stata la prima, no?

    Sì appunto, la prima. Poi in casa la cerimonia è stata un’emozione indescrivibile. Lo so che magari lo dicono in tanti anche solo per una partita. Come è stato organizzato il tutto è stato veramente incredibile. Bravi veramente per l’organizzazione secondo me e poi ripeto: è stata un’esperienza che non penso mi capiterà di nuovo nella vita.

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