10 cose imparate dal Mondiale Top Division di Zurigo e Friburgo 2026 di hockey su ghiaccio
I gol da copertina, le parate spettacolari e le celebrazioni per le medaglie dei Campionati Mondiali IIHF 2026 sono ancora ben impressi nella memoria degli appassionati di hockey. Ora che la stagione internazionale è terminata, è il momento ideale per ripercorrere quanto visto a Zurigo e Friburgo e analizzare dieci lezioni emerse dal torneo.
1. La Finlandia sa semplicemente come vincere
I finlandesi, solidi e instancabili, hanno conquistato il loro primo titolo mondiale dal trionfo casalingo di Tampere nel 2022. Il capitano Aleksander Barkov, inserito nell’All-Star Team del torneo, ha dettato il ritmo con un gioco impeccabile in entrambe le fasi. Tra i pali, Justus Annunen ha risposto presente nel ruolo di portiere titolare della nazionale maggiore, mentre difensori esperti come Henri Jokiharju e Mikko Lehtonen hanno brillato sia in difesa che in attacco.
La squadra allenata da Antti Pennanen ha mostrato un attacco equilibrato, con nove giocatori capaci di segnare almeno tre reti. Il gol decisivo in overtime del ventenne Konsta Helenius nella finale contro la Svizzera dimostra che la nuova generazione è pronta a raccogliere l’eredità vincente.
2. La Svizzera deve riflettere
Dal punto di vista statistico, la Svizzera aveva tutto per vincere:
- Il miglior portiere: Leonardo Genoni
- Il miglior difensore e MVP: Roman Josi
- Il capocannoniere: Sven Andrighetto
- Miglior attacco del torneo (48 gol)
- Miglior power play (35,4%)
- Miglior penalty killing (96,3%)
Eppure, per la terza finale mondiale consecutiva, gli svizzeri non sono riusciti a segnare nemmeno una rete nella partita per l’oro. Una statistica impressionante che evidenzia come manchi ancora qualcosa per fare l’ultimo passo verso il titolo mondiale.
3. I giovani norvegesi fanno la differenza
La Norvegia ha scritto la storia conquistando la sua prima medaglia mondiale grazie al successo per 3-2 all’overtime sul Canada. Il gol decisivo è stato firmato dal 21enne Noah Steen, che ha chiuso il torneo con sette reti, al pari del lettone Rudolfs Balcers. Ma il movimento giovanile norvegese va ben oltre:
- Tinus Luc Koblar (18 anni): 6 gol e 9 punti
- Michael Brandsegg-Nygard (20 anni): 6 punti in 5 partite
- Stian Solberg (20 anni): pilastro difensivo
Naturalmente il bronzo non sarebbe arrivato senza il miglior portiere del torneo, Henrik Haukeland.
4. Il vantaggio competitivo del Canada si è ridotto
Per decenni il Canada ha trovato sempre il modo di vincere le partite decisive grazie a campioni come:
- Paul Henderson
- Mario Lemieux
- Jordan Eberle
Negli ultimi anni, però, il Canada fatica nei momenti chiave:
- 2024: sconfitta in semifinale contro la Svizzera
- 2025: eliminazione ai quarti contro la Danimarca
- 2026: sconfitta in semifinale contro la Finlandia e nel match per il bronzo contro la Norvegia
Le altre nazioni hanno colmato il gap mentale e tecnico che separava il Canada dal resto del mondo.

5. Le sconfitte nel girone possono essere utili
La Finlandia ha perso 4-2 contro la Svizzera nell’ultima gara del gruppo. La Norvegia ha perso 6-5 all’overtime contro il Canada. Quando però queste squadre si sono ritrovate nelle sfide decisive per le medaglie, entrambe hanno saputo ribaltare il risultato. Le difficoltà incontrate durante il girone si sono trasformate in esperienza preziosa.
6. I portieri oltre i 30 anni continuano a dominare
Se tra gli attaccanti e i difensori emergono sempre più giovani stelle, tra i pali l’esperienza continua a fare la differenza. I migliori portieri per percentuale di parate sono stati:
- Leonardo Genoni (38 anni) – 97,0%
- Kristers Gudlevskis (33 anni) – 94,6%
- Henrik Haukeland (31 anni) – 93,7%
Subito dietro si è piazzato Lukas Horak, 32 anni.
7. Bisogna vincere le partite giuste
Non conta solo battere le grandi squadre. L’Ungheria si è salvata grazie al netto 5-0 contro la Gran Bretagna. La Slovenia, dopo aver sorpreso la Repubblica Ceca e ottenuto un punto contro la Slovacchia, ha completato l’opera battendo l’Italia per 5-1 nell’ultima giornata. Sono queste le partite che determinano promozioni, salvezze e retrocessioni.
8. I capitani sanno come trascinare la squadra
Il torneo è stato una lezione di leadership.
Tra i protagonisti:
- Aleksander Barkov
- Roman Josi
- Macklin Celebrini
- Andreas Martinsen
- Rudolfs Balcers
- Roman Cervenka
Tutti hanno dimostrato sul ghiaccio perché portano la “C” sul petto.
9. I tifosi svizzeri sono straordinari
Canti, tamburi, cori e un’atmosfera festosa hanno accompagnato l’intero torneo. Sia a Zurigo che a Friburgo, i tifosi svizzeri hanno creato un ambiente caloroso e coinvolgente. Il Mondiale 2026 è diventato il più seguito della storia organizzato in Svizzera, con 466.314 spettatori complessivi.
10. L’equilibrio crescente rende il Mondiale 2027 ancora più interessante
Negli ultimi quattro anni abbiamo avuto quattro campioni del mondo differenti. La Lettonia ha conquistato il primo bronzo della sua storia nel 2023. La Norvegia ha ottenuto il primo bronzo mondiale nel 2026. La Germania ha vinto l’argento nel 2023, il primo dal 1953.
Con tante nazionali in crescita e l’avvicinarsi delle Olimpiadi del 2030, il Mondiale 2027 in Germania promette di essere uno dei più aperti e imprevedibili degli ultimi decenni. Le sedi di Düsseldorf e Mannheim saranno il teatro della prossima battaglia per il titolo mondiale.



