Né Saima né Devils, solo HC Milano Old Boys
Abbiamo sentito la società HC Milano Old Boys, che sta preparando la prossima stagione di IHL Division 1. I rossobegues, questi i due colori sociali ufficiali, disputeranno per il secondo anno consecutivo l’ex Campionato di Serie C, ormai denominato IHL Division 1. Conosciamoli meglio.
Chi sono gli Old Boys?
Gli Old Boys sono una squadra che si è venuta a creare nell’estate del 2017. Allora alcuni giocatori di Milano e non solo, di solito facevano dei tornei con gli Old Timers Milano, squadra composta da tutti quegli ex giocatori di 45 e 50 anni che giocavano nelle vecchie squadre di Milano come potevano essere del Piranesi o del Saini. A un certo punto i giocatori più giovani e bravi hanno detto: perché non facciamo una squadra per i fatti nostri un po’ competitiva? e da lì sono nati gli Old Boys.
Tre anni fa non c’era più nessuna squadra di Milano in serie C: prima c’erano i Diavoli a Sesto, i Black Angels in Agorà e l’Ambrosiana al Forum. Mancava il ricambio generazionale e tutte le squadre sono rimaste senza giocatori. Si è cercato di mettere su una squadra per vedere di fare tornei e campionati amatoriali. E abbiamo iniziato ad allenarci in Agorà la sera tardi, all’inizio eravamo in 15.
L’anno dopo ovviamente, la voce è girata ed altri ragazzi sono venuti con noi. Abbiamo quindi fatto la Libertas, che è un campionato amatoriale. Vedendo che i numeri c’erano ci siamo riuniti e abbiamo deciso di fare la IHL Division 1.

Da lì la collaborazione con Agora Skating Team…
Avevamo il progetto ma ci serviva un appoggio di una società affiliata FISG, e quindi abbiamo chiesto a Marilù Guarnieri, la figlia di Pompeo, se potevamo essere ospitati dalla sua società. Noi non siamo una società sportiva, ma solo un gruppo di amici. Per disputare un campionato però devi invece esserlo. Ma c’è un iter da fare e noi volevamo subito partire col progetto.
Da lì l’idea di chiedere ospitalità ad Agorà Skating Team, che è affiliata alla Federazione, ma non aveva ancora un team di hockey su ghiaccio tra le sue fila. Noi paghiamo le ore ghiaccio all’Agorà, ma per tutte le questioni sportive siamo un’entità a parte. Siamo economicamente indipendenti dalla società, tutte le spese di iscrizione sono a nostro carico.
Una volta risolta questa importante questione, siamo andati a chiamare i giocatori. Alcuni sono amici, altri arrivavano dalle varie squadre amatoriali di Milano. Altri ancora dal Milano Bears, l’anno in cui c’era Perna ed altri giocatori: sono venuti da noi perché lì non avrebbero trovato spazio. Il nostro obiettivo era andare a recuperare quei giocatori che pensavano di smettere, e ce l’abbiamo fatta.

Come trovate voi i fondi, mentre il Milano no?
Diciamo che siamo due squadre con due filosofie diverse. I nostri pagano la quota per giocare, le trasferte, l’attrezzatura. A quelli del Milano pagava tutto la società. Di conseguenza abbiamo spese diverse.
I nostri sponsor sono amici che ci aiutano, chi più e chi meno, a finanziare il nostro progetto. Vedono come lavoriamo e ci danno una mano. Tieni presente che per fare un campionato di IHL Division 1 ci vogliono 50/60000€. Tra spese per il ghiaccio, spese per le partite e trasferte. Per le partite, ad esempio, devi pagare medico, arbitri, ore ghiaccio etc… I costi sono tanti.
Avete di recente annunciato il nuovo Head Coach, Tomo Hafner…
Esatto. Tomo sarà il nostro coach per la prossima stagione. La scelta è ricaduta su di lui perché con l’Agorà c’è un un’unione d’intenti nel far crescere i giovani. Noi stiamo dando una mano, a livello organizzativo, per le giovanili. È stato scelto per dare continuità tra le giovanili e la senior.
Ovvero: da quando metti i pattini sul ghiaccio alla senior, tu hai uno stesso gioco, lo stesso allenatore che ti segue. Quindi hai lo stesso metodo di lavoro dalla A alla Z. Con l’obiettivo di far crescere i giovani.

Anche il farm team col Como nasce per questo?
Esattamente. Il farm team col Como nasce per dar modo ai nostri giovani, di 17 e 18 anni, di fare esperienza in un campionato superiore come la IHL. Per loro sarebbe molto importante. Anche semplicemente farsi alcuni allenamenti, o sedersi in panchina alle partite.
Il roster sarà quello dell’anno scorso?
No, sarà diverso. Avremo alcuni giocatori nuovi. Alcuni nostri dell’anno scorso hanno deciso di smettere. Alcuni arriveranno dall’Hockey Club Milano Bears. Con anche dei ritorni.
Contiamo di essere 25 giocatori di movimento, più 4 portieri per la IHL Division 1. L’anno prossimo faremo due campionati: IHL e Libertas.

Che obiettivo vi ponete per la prossima stagione?
Tomo ci conosce già, perché due anni fa, quando giocavamo in Libertas, veniva ogni tanto sul ghiaccio con noi. Quindi questo può essere un nostro punto di forza per la prossima stagione.
I nostri obiettivi sono di far crescere la squadra come gruppo, avere 10/20 giocatori che diventino la base per il nostro futuro, dando a loro la possibilità di giocare e crescere. Saremo una squadra nuova, quindi vedremo volta per volta dove potremo arrivare.
Per il prossimo anno, farete pagare l’ingresso?
Sì, l’anno prossimo faremo pagare un biglietto al costo di 5€ a partita per poter far fronte alle spese della prossima stagione. L’ingresso però sarà gratuito a tutti gli under 12, e a tutti i tesserati delle giovanili a Milano. Quindi Milano Bears e Diavoli Sesto.
Abbiamo anche pensato di andare per le scuole, elementari medie, a fare promozione per far avvicinare i ragazzi più piccoli a questo bellissimo sport. Perché loro sono il futuro, ed in questo momento sono pochi i più piccoli iscritti. Stiamo anche pensando di fare anche l’abbonamento, sempre per sostenere economicamente la squadra, ma per ora è solo un’idea, e niente più.
Dovremo quindi rimboccarci le maniche e lavorare nelle scuole e con le istituzioni, proprio perché ci saranno le Olimpiadi di Milano Cortina 2026.

Volete aggiungere altro?
Sì, volevamo far capire ai tifosi del Milano che la nostra storia è slegata da qualunque credo sportivo, e dal passato hockeistico della città. Noi tutti siamo tifosi del Milano e siamo i primi ad essere dispiaciuti della sua mancata iscrizione. Anche noi vorremmo vederlo in Serie A, davanti a 3000 spettatori.
L’anno scorso avevamo Scudier che ci è venuto a dare una mano e questo ha risvegliato un po’ i tifosi nostalgici dei Diavoli. Alcuni di loro ci hanno chiesto se potessero venire e noi abbiamo detto di sì. Non vediamo il motivo per cui avremmo dovuto dir loro di no. Non è nel nostro spirito. Per noi sarà fondamentale avere il supporto di tutti, indipendentemente dai colori del passato.
Né Saima né Devils, solo HC Milano Old Boys.



