Hockey su ghiaccio e para ice hockey: cosa cambia davvero? Una guida in vista delle paralimpiadi di Milano Cortina 2026
Continuano le nostre guide sugli aspetti principali dell’hockey su ghiaccio. Dopo la nostra prima guida generica, abbiamo parlato delle domande più frequenti dei neofiti, di fuorigioco ed icing, dei rigori e delle penalità. Oggi, a pochi giorni dall’inizio delle paralimpiadi di Milano Cortina 2026 parliamo di para ice hockey. Delle sue differenze e somiglianze con l’hockey su ghiaccio.
Stesso disco, stesso campo, stessa adrenalina, stessa voglia di vincere. Hockey su ghiaccio e para ice hockey condividono l’anima del gioco, ma presentano differenze strutturali e regolamentari che li rendono due discipline distinte, sebbene molto simili, ma entrambe spettacolari.
Il Para Ice Hockey non è una versione “adattata” dell’ice hockey in senso riduttivo: è hockey a tutti gli effetti. Cambia il modo di stare sul ghiaccio, cambia la gestione del tempo, cambia la logistica in pista.
Non cambia però lo spettacolo. L’obiettivo resta identico: segnare un gol in più dell’avversario. Il modo per farlo, invece, racconta due declinazioni diverse dello stesso sport. Vediamo nel dettaglio alcune differenze.
Posizione in campo: pattini contro slitta
La differenza visivamente più evidente:
- Nell’hockey su ghiaccio si gioca in piedi, pattinando.
- Nel para ice hockey si gioca seduti su una slitta (sled) con due lame.
Il baricentro più basso rende il gioco estremamente stabile e favorisce rotazioni rapide e cambi di direzione improvvisi. La slitta può essere più o meno lunga a seconda della disabilità dell’atleta.
La maggior parte degli atleti ha una slitta lunga per l’estensione di una o entrambe le gambe. Gli atleti biamputati hanno una slitta più corta e sono più “avvantaggiati” nei cambi di direzione.

Struttura di gioco e durata dei tempi
Una delle differenze più concrete riguarda i minuti effettivi di gioco.
- Hockey su ghiaccio: 3 tempi da 20 minuti effettivi
- Para ice hockey: 3 tempi da 15 minuti effettivi
Nel primo caso si segue il regolamento della International Ice Hockey Federation (IIHF).
Nel secondo, le norme sono stabilite da World Para Ice Hockey. Anche nel para ice hockey si gioca in sei (5 giocatori di movimento + il portiere). Si può togliere il portiere per mettere l’uomo in più.
In entrambe le discipline non è previsto il pareggio. Se una partita finisce in parità al termine dei tempi regolamentari si disputerà prima un overtime e poi gli eventuali tiri di rigore.

Uno contro due: il bastone
- Hockey su ghiaccio: un bastone
- Para ice hockey: due bastoni corti
Nel para ice hockey ogni bastone ha:
- una spatola per giocare il puck
- dentini metallici sull’estremità opposta per la spinta
Questo comporta una coordinazione tecnica completamente diversa: spinta e controllo del disco avvengono quasi simultaneamente. Rendendo il para ice hockey uno sport davvero spettacolare.

Il cambio linee: una gestione diversa
Qui troviamo un’altra differenza sostanziale. In entrambe le discipline i cambi sono “volanti”. Ogni squadra ha la propria panchina di riferimento, dove stazionano i rispettivi giocatori.
Se nell’hockey su ghiaccio i giocatori possono cambiare scavalcando la balaustra per rientrare in panchina, nel para ice hockey questo non è possibile. Non ci sono infatti le classiche panchine dove i giocatori si siedono per rifiatare come nell’hockey tradizionale.
La balaustra della panchina può essere trasparente per permettere la visione del campo ed il ghiaccio arriva fino a dentro la zona delle panchine. I cambi avvengono da un’area di accesso al ghiaccio strutturata per consentire l’ingresso e l’uscita delle slitte in sicurezza.
Il meccanismo è quindi più organizzato e meno “fluido” rispetto al cambio rapido tipico dell’hockey su ghiaccio, anche se resta possibile effettuare sostituzioni senza fermare il gioco. La gestione delle rotazioni è più strategica e pianificata.

Fisicità e contatto
In entrambe le discipline il contatto è consentito. Nel para ice hockey i body check sono regolari e spesso spettacolari, grazie alla stabilità della slitta. L’intensità non è inferiore rispetto all’hockey tradizionale: cambia solo la meccanica dell’impatto.
Come nell’hockey standing anche nel para ice hockey i body check sono normati dal regolamento. Un giocatore può essere penalizzato per un check irregolare ai danni dell’avversario.

Il ruolo del portiere
Il portiere, in entrambe le versioni, è l’ultimo baluardo. Nell’hockey su ghiaccio il portiere è in piedi ed a volte si abbassa per parare o bloccare un disco. Ha un bastone, la pinza e lo scudo.

Nel para ice hockey i portieri hanno i due bastoni uguali a quelli dei giocatori di movimento, più pinza e scudo. Ci sono però due tipi di portieri: quelli che difendono la porta seduti sullo slittino, e i “biamputati”, che hanno un solo gambale (messo in orizzontale) a protezione della parte inferiore del corpo. La rapidità di reazione resta l’elemento chiave.

Regole uguali
Come nell’hockey su ghiaccio, anche nel para ice hockey ci sono le infrazioni, ad esempio fuorigioco ed icing, e le penalità. Una squadra colpita da due o più penalità giocherà in 5 vs 3 (più il portiere). Ogni squadra può avere al massimo sei giocatori in campo.
Ad ogni interruzione del gioco si riprende sempre da un ingaggio. Si può togliere il portiere per mettere un giocatore in più e giocare il disco anche da dietro la porta. I tiri di rigore vengono effettuati allo stesso modo, partendo dalla metà campo ed andando verso il portiere avversario.



